Unternavigation
Le bonifiche dell'amianto esigono la massima prudenza
Le bonifiche dell'amianto esigono la massima prudenza
Lucerna, 22 febbraio 2002
Valutare correttamente il pericolo potenziale
La Suva lancia un appello ai proprietari di immobili e alle imprese edili affinché assumano la loro responsabilità e rispettino rigorosamente le prescrizioni in materia di lavori risanamento dell'amianto.
Anche se 20 anni dopo l'inizio dei lavori di risanamento dell'amianto floccato il 60% circa degli stabili e delle superfici in Svizzera non contengono più la sostanza cancerogena, i lavori di riparazione e trasformazione mettono ancora in luce materiali contenenti amianto. Prima del divieto generale dell'amianto in vigore dal 1990, questo prodotto fibroso era considerato il minerale dai mille usi. Quando constatò un aumento delle malattie da amianto, dalla metà degli anni 60 la Suva ha ordinato misure sempre più severe per ridurre l'esposizione alla polvere. Dieci anni dopo essa ha imposto il divieto degli isolamenti in amianto floccato. Ma a causa del lungo periodo di latenza, diversi dei lavoratori esposti molti anni prima alla polvere fine d'amianto sviluppano ancora oggi malattie, sovente molto gravi, dovute all'amianto. Benché queste malattie costituiscano solo il 2 % circa di tutte le malattie professionali, un terzo circa dei 90 casi mortali imputabili ogni anno a una malattia professionale riconosciuta sono dovuti all'amianto.
Il pericolo è dato solo dalle polveri fini
Contrariamente a questi tragici destini, gli immobili più vecchi e gli altri siti contenenti amianto non rappresentano in generale un rischio per l'uomo e l'ambiente, almeno finché non vi è diffusione di polvere. Nell'amianto fortemente agglomerato, le fibre d'amianto sono saldamente agglomerate per mezzo di un legante. Ciò vale ad esempio per i rivestimenti di facciate, le condotte di aerazione, i manufatti stampati o le lastre ondulate. Detti materiali a base d'amianto, se non sono danneggiati meccanicamente, non vanno rimossi prima del tempo. L'elemento pericoloso dell'amianto è infatti solo la polvere fine, che può fissarsi nei polmoni. Di per sé il minerale non è tossico. Diventa pericoloso solo in caso di lavori di demolizione, rinnovamento e smontaggio. Qui occorre allora la massima prudenza.
La bonifica va eseguita solo da ditte specializzate!
In particolare nell'asportazione di rivestimenti di pareti e pavimenti e di pannelli leggeri contenenti amianto, nei lavori d'eliminazione di amianto floccato e di materiali isolanti a base d'amianto si liberano fibre finissime respirabili. Se i lavori non sono eseguiti in modo corretto, i lavoratori e gli abitanti della casa in questione corrono grandi rischi per la salute. Secondo la direttiva 6503 della CFSL dell' 1.1.1991, i lavori di risanamento dell'amianto debolmente agglomerato devono essere eseguiti per principio da operai di ditte specializzate utilizzando apparecchi di protezione delle vie respiratorie e tute di protezione. Oltre all'amianto floccato, questo vale anche per le isolazioni di costruzioni in acciaio, canali di ventilazione, coperture in lamiera, telai fissi per porte, paratie o barriere antincendio nonché cordoni isolanti, trecce, cuscini d'amianto, cartoni d'amianto, paratie o barriere in lastre contenenti amianto nonché in generale per prodotti in amianto aventi un peso specifico apparente inferiore a 1000 kg/m3.
Tutti i lavori di bonifica di amianto debolmente agglomerato vanno notificati alla Suva prima del loro inizio. Inoltre i rifiuti contenenti amianto devono essere contrassegnati conformemente alle prescrizioni ed eliminati secondo le disposizioni cantonali in vigore.
Disposizioni speciali per i rivestimenti di pavimenti
Per la rimozione di rivestimenti per pareti e pavimenti contenenti amianto valgono disposizioni speciali pubblicate in un opuscolo della Suva (66070.i). La regolamentazione permette metodi di lavoro meno dispendiosi di quelli previsti dalla Direttiva della CFSL. Anche questi lavori però devono essere eseguiti da personale appositamente formato. Su ogni cantiere un lavoratore deve poter dimostrare di possedere le necessarie conoscenze teoriche e pratiche in materia e di aver superato un esame specifico. Quali responsabili dei lavori si possono impiegare solo persone che figurano su un elenco allestito dalla Suva.
Elenco degli indirizzi in Internet
Il sito della Suva (www.suva.ch(Il link viene aperto in una nuova finestra) ) presenta un elenco delle ditte specializzate che sono autorizzate a procedere all'eliminazione di amianto floccato e di altri materiali a base di amianto debolmente agglomerato. La Suva è inoltre sempre a disposizione delle aziende per dare consigli e assistenza in tutte le questioni in relazione ai lavori di risanamento dell'amianto.
Presso il Servizio clienti della Suva (fax: 041 419 59 17, E-Mail: kundendienst@suva.ch(Il link viene aperto in una nuova finestra)) sono ottenibili i seguenti documenti:
- Direttiva CFSL 6503 «Amianto floccato e altri materiali a base d'amianto debolmente agglomerato (amianto DA)»
- Bollettino tecnico «Rimozione di pannelli leggeri contenenti amianto» (codice 66090.i)
- Bollettino tecnico «Rimozione di rivestimenti per pavimenti e pareti contenenti amianto»" (codice 66070.i)
- Opuscolo «Amianto e altri materiali fibrosi» (codice 66080.i)
L'amianto e le sue ripercussioni sulla salute
L'amianto è pericoloso per la persona quando vi è inalazione di fibre respirabili sospese nell'aria ambiente che, attraverso le vie respiratorie, possono penetrare fino negli alveoli polmonari. Le fibre restano nei polmoni e per via della loro persistenza chimica possono provocare diverse malattie. Se per lunghi periodi di tempo si inalano grosse quantità di fibre d'amianto, può insorgere una fibrosi polmonare (asbestosi). Nei fumatori aumenta inoltre in misura notevole la probabilità di un carcinoma polmonare. Il mesotelioma, un tumore maligno della pleura o - più di rado - del peritoneo può comparire già in caso di una scarsa esposizione professionale all'amianto. Per il mesotelioma, il tempo di latenza tra esposizione e comparsa della malattia va normalmente da 20 a 40 anni. Questo spiega come mai dalla metà degli anni 70 il numero delle persone affette aumenta in modo regolare. Un'altra affezione provocata dall'amianto sono le placche pleuriche, innocue. Si tratta di un aumento del tessuto connettivo nella regione pleurica. Sono frequenti nei lavoratori esposti all'amianto. Nella massima parte dei casi vengono scoperte per caso e non hanno nessun effetto negativo sull'organismo.
Informazioni per i media:
Barbara Salm
Public Relations
Suva
Fluhmattstrasse 1
6002 Lucerna
tel. 041 419 50 25, fax 041 419 60 62
E-Mail: barbara.salm@suva.ch(Il link viene aperto in una nuova finestra)
In qualità di azienda autonoma di diritto pubblico, la Suva assicura oltre 100'000 aziende, ovvero circa 1,8 milioni di lavoratori e disoccupati, contro le ripercussioni degli infortuni sul lavoro e nel tempo libero nonché delle malattie professionali. Le prestazioni della Suva comprendono la prevenzione, l'assicurazione e la riabilitazione. La Suva opera come ente non profit e non gode di sovvenzioni di alcun tipo. Nel Consiglio d'Amministrazione della Suva siedono i rappresentanti delle parti sociali e della Confederazione.
Informazioni sull'amianto
1. Che cos'è l'amianto?
Gli amianti sono fibre minerali naturali, presenti nelle rocce serpentiniche o anfibolitiche. Si distinguono due gruppi principali: amianti di serpentino e amianti di anfibolo. L'amianto si trova in parte alla superficie, ma è per lo più incluso nella massa rocciosa. Chimicamente l'amianto appartiene al gruppo dei silicati. La particolarità dell'amianto risiede nella sua struttura fibrosa. Nella lavorazione e manipolazione di amianto si staccano fibre sottilissime, che possono essere inalate. L'amianto è presente in molti luoghi; i metodi moderni d'analisi permettono di provare la presenza di quantità minime quasi dappertutto, perfino nell'acqua potabile.
Alle sue proprietà (resistenza a calore e acidi, elasticità, potere isolante ecc.) l'amianto deve dal 1930 circa la sua diffusa utilizzazione nell'industria e nella tecnica. Per decenni l'amianto è stato considerato il materiale dai mille usi, in quanto come nessuna altra fibra possiede le proprietà ottimali per molti prodotti tecnici. I prodotti a base di amianto sono stati impiegati come pannelli, stuoie o masse di formatura per la protezione antincendio e l'isolamento termico, come guarnizioni di freni e frizioni nella costruzione di veicoli, nonché come giunti resistenti a elevate sollecitazioni chimiche o termiche. L'amianto è stato pure impiegato nella fabbricazione di prodotti in fibrocemento.
Quando si è constatato un aumento delle malattie da amianto, e una volta che si è potuto provare il nesso tra esposizione all'amianto e mesotelioma, dalla metà degli anni 60 la Suva ha ordinato misure sempre più severe per diminuire l'esposizione alla polvere. Alla fine degli anni 70 si è abbandonata l'applicazione di isolamenti in amianto floccato. Quando l'amianto è stato riconosciuto in tutto il mondo come sostanza pericolosa per l'ambiente, nel 1990 la Svizzera ha vietato qualsiasi utilizzazione dell'amianto per proteggere la popolazione.
2. Perché l'amianto mette in pericolo la salute?
Le malattie in relazione con l'amianto sono dovute alla sua struttura fibrosa. Nella lavorazione dell'amianto si staccano sottili fibre inalabili, che attraverso le vie respiratorie raggiungono i settori inferiori dei polmoni. A causa dell'elevata biopersistenza dell'amianto, queste particelle rimangono molto a lungo nei polmoni, senza che il corpo le elimini, e possono provocare diverse malattie.
Il ruolo dominante delle fibre d'amianto nella genesi di malattie professionali è dovuto soprattutto:
1. alla forte nocività dell'amianto per la salute
2. alla notevole diffusione dell'amianto nell'industria e artigianato sull'arco di diversi decenni
3. alle condizioni di lavoro insufficienti nell'ottica odierna a causa delle allora assenti conoscenze in materia di lotta antipolvere, che tra il 1950 e il 1970 avevano portato in parte a esposizioni troppo elevate alla polvere d'amianto dei lavoratori interessati.
2.1 Affezioni dovute all'amianto
2.1.1 Placche pleuriche
Il termine «placche pleuriche» designa un aumento del tessuto connettivo a livello della pleura. Esse sono frequenti nei lavoratori esposti all'amianto, e vengono per lo più scoperte per caso e non hanno nessun effetto negativo sull'organismo.
2.1.2 Asbestosi
L'asbestosi è una pneumoconiosi causata dall'inalazione di polvere d'amianto. Vi è un progressivo aumento del tessuto connettivo della trama polmonare (fibrosi polmonare). Nello stadio avanzato ciò può provocare crescente dispnea, disturbi della funzionalità polmonare e nei casi gravi un'invalidità da insufficienza respiratoria.
I pazienti colpiti da asbestosi sono inoltre molto più soggetti a tumori maligni ai polmoni, soprattutto i fumatori. Il tempo di latenza, ossia il periodo che intercorre tra l'esposizione e la comparsa della malattia, va per lo più da 10 a 15 anni.
L'asbestosi è una malattia cagionata soprattutto da un'esposizione importante e prolungata alle fibre nocive, così come la si riscontrava sovente negli anni 50, 60 e 70. Oggi alla Suva vengono ancora annunciati come malattia professionale circa 5 casi di asbestosi l'anno; la tendenza è decrescente. Il motivo risiede nel miglioramento delle condizioni di lavoro a partire dagli anni 80, nel divieto di usare l'amianto floccato per l'isolamento in vigore dal 1975 e nel tempo di latenza relativamente breve.
2.1.3 Mesotelioma maligno
Un mesotelioma maligno è un tumore maligno (cancro), che parte prevalentemente dalla pleura e più raramente dal peritoneo. Se non è curata, la malattia porta alla morte nello spazio di 1 - 2 anni.
Il tempo di latenza è molto lungo, da 20 a 40 anni. I mesoteliomi possono insorgere anche in presenza di concentrazioni di polvere inferiori e limitate nel tempo (a dipendenza della durata e dell'intensità) rispetto a quanto si è osservato nei casi di asbestosi.
Attualmente alla Suva vengono notificati ogni anno circa 50 nuovi casi di mesotelioma come malattia professionale. Dalla metà degli anni 70 il loro numero è salito costantemente. A causa del lungo tempo di latenza tra fine dell'esposizione e comparsa della malattia, nei prossimi anni non ci si deve aspettare un regresso di tali casi.
3. Sviluppo dell'amianto in Svizzera
Sino alla fine degli anni 70, il 90% circa dell'amianto grezzo importato era impiegato per la fabbricazione di prodotti in fibrocemento, come pannelli per facciate, lastre ondulate e tubi. Nel frattempo questi prodotti sono senza amianto, alcuni già dall'inizio degli anni 80. Le persone addette alla fabbricazione o alla lavorazione di questi prodotti non sono quindi più esposte all'amianto. L'amianto è stato sostituito da altre sostanze pure per gli altri prodotti come guarnizioni di freni e frizioni (ferodi), materiali per filtri e guarnizioni, tessili resistenti al fuoco e materiali di riempimento. Oggi vi è una minaccia per la salute dovuta all'amianto praticamente solo in caso di lavori di bonifica dell'amianto non adeguati, specialmente per i materiali a base d'amianto debolmente agglomerato.
4. Prescrizioni in vigore e competenze
In base a un decreto del Consiglio federale, in Svizzera l'uso generale dell'amianto è stato vietato a partire dal 1° marzo 1990. Ciò concerne sia la fabbricazione di prodotti e oggetti contenenti amianto, sia l'importazione di prodotti commerciali contenenti amianto. Il divieto interessa una vasta gamma di applicazioni ed è entrato immediatamente in vigore da tale data. Per speciali prodotti tecnici si è allestito un piano delle scadenze che prorogava sino alla fine del 1994 il divieto per determinate applicazioni. Da questa data, tutti i prodotti contenenti amianto sono vietati. Ecco perché oggi i lavoratori sono ancora esposti all'amianto solo nell'eliminazione e nel risanamento di siti contaminati eseguiti sulla base della legislazione cantonale e comunale. Si fa qui la distinzione tra «amianto debolmente agglomerato (amianto DA)» e «amianto fortemente agglomerato»: le prescrizioni di sicurezza sono allestite in conformità. Per via della debole agglomerazione dell'amianto, dai prodotti a base di amianto DA (p.es. amianto floccato, rivestimenti a base d'amianto per pavimenti ecc.) possono staccarsi facilmente delle fibre, il che può comportare un aumento del rischio per la salute. Secondo la Direttiva CFSL 6503 dell'1.1.1991, i lavori di bonifica dell'amianto debolmente agglomerato devono essere eseguiti da ditte specializzate e in ogni caso essere annunciati alla Suva prima che si inizino i lavori. Nei prodotti in amianto fortemente agglomerato (rivestimenti di facciate, condotte di aerazione, manufatti stampati ecc.), le fibre sono saldamente agglomerate per mezzo di un legante. A causa della ridotta dispersione di fibre, i materiali a base di amianto fortemente agglomerato, se non sono danneggiati meccanicamente, non devono essere rimossi prima della loro normale sostituzione. È ovvio che anche per eseguire questi lavori vanno rispettati i principi importanti della sicurezza sul lavoro.
Le aziende i cui collaboratori sono o sono stati in contatto con amianto o prodotti a base d'amianto sono assoggettate dalla Suva alla profilassi nel campo della medicina del lavoro. Questa comprende una visita d'entrata,visite di controllo a intervalli stabiliti e visite di controllo a esposizione cessata una volta lasciata l'azienda.
Dati concernenti l'amianto in Svizzera
| Dati sulla sostanza | |
|---|---|
| Provenienza | Silicate à texture fibreuse que l'on trouve dans les roches à serpentine et à hornblende (principalement au Canada, en Russie, en Afrique du Sud). |
| Chimica | Silicate de magnésium. |
| Proprietà | Résistance à la chaleur et aux acides, insoluble, flexible |
| Impiego precedente | Fibrociment, joints d'étanchéité, matériaux pour filtrer, amortir et remplir, isolations, garnitures de freins et d'embrayages, etc. |
| Rischio per la salute | Inhalation de particules de fibres pouvant pénétrer dans les poumons. Ces particules ne sont pratiquement pas éliminés par l'organisme et se maintiennent dans les voies respiratoires inférieures. |
| Malattie | - asbestose (pneumoconiose d'asbeste): parfois (mais rarement) avec cancer du poumon (carcinome bronchique), - mésothéliome malin: tumeur maligne de la plèvre et du péritoine. |
| Tempo di latenza: asbestosi mesotelioma Latenzzeit Mesotheliom |
da 10 a15 anni da 20 a 40 anni |
| Valore MAC | Concentrazione massima ammissibile sul posto di lavoro, 250'000 FAR/m3 (FAR=fibre d'amianto respirabili) |
| Valore limite d'immissione (UFAFP) | 700 FAR/m3 . Questa raccomandazione vale per i locali utilizzati dalla popolazione in generale |
| Cronologia | |
| 1939 | La Suva accetta per la prima volta l'asbestosi come malattia professionale |
| Anni 50 - 70 | Impiego diffuso dell'amianto nell'industria e artigianato come guarnizioni, riempitivo, isolante e materiale di costruzione |
| Dal 1950 | Adattamento costante dei valori MAC basandosi sulle più recenti conoscenze |
| 1953 | Assunzione dell'asbestosi nell'elenco delle malattie professionali indennizzabili |
| Dal 1960 | Esami profilattici regolari da parte della Suva per i lavoratori occupati in posti di lavoro con esposizione all'amianto |
| Fine anni 60, inizio anni 70 |
Provata la relazione tra mesotelioma ed esposizione all'amianto |
| 1975 | Divieto di procedere a isolamenti mediante amianto floccato |
| 30 marzo 1988 | Ordinanza sull'obbligo di annunciare lavori di risanamento di floccaggi all'amiantod'assainissement portant sur des matériaux de construction contenant de l'amiante. |
| 1° marzo 1989 | Divieto dell'amianto in Svizzera (ordinanza sulle sostanze) |
| 1° marzo 1990 | Divieto generale dell'amianto (compresi l'importazione, la distribuzione e il commercio) |
| 1° gennaio 1991 | Entrata in vigore della Direttiva CFSL «Amianto floccato e altri materiali a base d'amianto debolmente agglomerato» |
| Fino al 31 dic. 1994 | Regolamento transitorio per singole applicazioni dell'amianto |