Suva e SECO: migliorare l'assistenza ai disoccupati vittime di un infortunio

Suva e SECO: migliorare l'assistenza ai disoccupati vittime di un infortunio

Lucerna, 9 dicembre 2010

Assistere i disoccupati infortunati a trovare un'occupazione dopo un infortunio e contenere le indennità giornaliere: questo è l'obiettivo del progetto congiunto di Suva e SECO. Migliorare l'assistenza ai disoccupati infortunati aiuta a risparmiare 5 milioni di franchi l'anno in costi assicurativi.

Nel 2009 la Suva ha registrato oltre 15 000 infortuni tra le persone senza lavoro. Un numero destinato ad aumentare nell'anno in corso. Oltre alla sofferenza e al dolore per chi ne è rimasto vittima, questi infortuni causano anche notevoli costi. Negli scorsi dieci anni la Suva ha versato in media 136 milioni di franchi l'anno per spese di cura, indennità giornaliere e rendite nell'assicurazione infortuni per disoccupati (AID).

La disoccupazione comporta costi d'infortunio maggiori

In caso d'infortunio, il fatto di lavorare o no incide direttamente sui costi. La gravità e il rischio d'infortunio non sono di per sé maggiori per la persona disoccupata, ma sta di fatto che resta molto più a lungo inabile al lavoro – una volta e mezzo per la precisione – rispetto a chi ha un impiego. Inoltre, percepisce l'indennità giornaliera per 69 giorni in media contro i 44 giorni di chi ha un lavoro. Le probabilità che ha un disoccupato di ricevere una rendita per invalidità è due volte maggiore: per i disoccupati si registrano nove rendite ogni mille infortuni, mentre per gli occupati solo quattro ogni mille infortuni. L'infortunio subito da una persona disoccupata costa in media 8300 franchi, ossia quasi il doppio rispetto alla media per le persone con un lavoro (4800 franchi).

Suva, SECO e URC

La Suva è certa che attuando le opportune misure si riesca a reinserire più rapidamente nel processo lavorativo anche i disoccupati vittime di un infortunio. Perciò rafforza la sua strategia di reinserimento accordandola con quella della SECO e degli uffici regionali di collocamento (URC). È importante notificare quanto prima possibile l'infortunio per consentire alla Suva di capire quali infortunati hanno bisogno di un'assistenza particolarmente intensa. Solo in questo modo è possibile pianificare e attuare misure utili e promettenti. Ed è importantissimo informare i disoccupati sulle opportunità che hanno dopo un infortunio e indicare chiaramente a chi rivolgersi. Per ricordare di notificare immediatamente l'infortunio alla Suva si consegna ai disoccupati della regione in cui si svolge il progetto una tessera formato bancomat sulla quale è indicato a chi notificare l'infortunio.

Anche il medico svolge un ruolo chiave nel processo di reinserimento. Di regola, il medico di famiglia è la prima persona a cui l'infortunato si rivolge, ed è anche quella che conosce molto bene l'infortunato. Perciò occorre sensibilizzare in modo particolare i medici per favorire il processo di reinserimento dei disoccupati.

Progetto pilota sull'arco di due anni

L'iniziativa per migliorare il reinserimento dei disoccupati infortunati vede coinvolte le agenzie Suva di Aarau, Ginevra e Linth (Ziegelbrücke). Ciascuna potrà disporre di un'unità di personale a metà giornata in più, e precisamente uno specialista in gestione dei casi o un medico. I costi del progetto – pari a 2 milioni di franchi – sono assunti a metà da Suva e SECO. La migliore assistenza aiuterà anche a ridurre del dieci per cento i costi per le indennità giornaliere; considerato che queste assommano in media a 50 milioni di franchi l'anno, il risparmio si traduce in circa 5 milioni, con un ritorno positivo sui premi per l'assicurazione infortuni per disoccupati.

Fare più attività fisico

Le persone disoccupate sono spesso più sedentarie di chi ha un lavoro. Alcune ricerche documentano che chi fa molto movimento è meno soggetto a infortuni sul lavoro e che l'eventuale assenza dal lavoro dura meno a lungo. Questa evidenza e il fatto che fare regolarmente attività sportiva – magari anche solo in modo blando – aiuta a migliorare la condizione psicofisica, hanno indotto la Suva e la SECO a progettare un programma di movimento. Attuato in un prossimo futuro, il programma si prefigge di combattere la sedentarietà e offrire ai disoccupati un momento di aggregazione sociale.

Assicurazione infortuni per disoccupati (dati medi 2000-2004)*

Infortuni nel tempo libero (tutti gli assicuratori) Assicurazione infortuni per
disoccupati
Casi con indennità giornaliera (in %) 37 49
Giorni indennizzati per caso 44 69
Rischio d'infortunio per 1000 occupati a tempo pieno 126 115
Rendite per invalidità per 1000 infortuni 4 9
Costi per caso (in CHF) 4800 8300

* Dal 1996 le persone disoccupate che hanno diritto all'indennità di disoccupazione sono automaticamente assicurate alla Suva contro gli infortuni.

Per informazioni ai giornalisti:

Suva

In francese: Henri Mathis, Comunicazione d'impres
tel. 026 350 37 80, henri.mathis@suva.ch(Il link viene aperto in una nuova finestra)

In tedesco: Erich Wiederkehr, Comunicazione d'impresa,
tel. 041 419 56 23, erich.wiederkehr@suva.ch(Il link viene aperto in una nuova finestra)

SECO

Valentin Lagger, Mercato del lavoro/assicurazione contro la disoccupazione nella SECO
tel. 031 324 84 56, valentin.lagger@seco.admin.ch(Il link viene aperto in una nuova finestra)

Assicurazione infortuni dei disoccupati
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Operante dal 1918, oggi la Suva occupa 3000 collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 19 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. È un'azienda autonoma di diritto pubblico che assicura 115 000 imprese, ovvero 2 milioni di lavoratori e disoccupati, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Dal 2005 gestisce anche l'assicurazione militare su mandato del Consiglio federale. Le prestazioni comprendono assicurazione, prevenzione e riabilitazione. La Suva ha un volume premi di 4,2 miliardi di franchi. Si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e ridistribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio d’amministrazione sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.