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Manipolare i dispositivi di protezione: una trasgressione imperdonabile
Campagne
Manipolare i dispositivi di protezione: una trasgressione imperdonabile
La campagna lanciata contro questo malcostume è in corso dal 2007 e ciò nonostante in molte imprese si continua a renderei inefficaci i dispositivi di protezione. I dipendenti che manipolano i dispositivi e i superiori che tollerano simili atti corrono grossi rischi: in caso di infortunio, le conseguenze per le vittime possono essere gravi, se non addirittura mortali.

Come far fronte a questo fenomeno? Si prosegue con i controlli intensi, soprattutto in quei settori in cui le manipolazioni sono più frequenti. I datori di lavoro sono responsabili per legge della sicurezza e della salute dei dipendenti e si rendono punibili se dovessero tollerare simili comportamenti. Se durante un'ispezione in azienda si accerta che vi è stata una manipolazione, le conseguenze possono essere di vario tipo, tra cui anche il blocco immediato dell'impianto.
Nel 2012 è prevista la pubblicazione di un nuovo bollettino.
Responsabilità in caso d’infortunio
Le conseguenze dal punto di vista della legislazione svizzera sono spiegate qui (48 KB)(Il link viene aperto in una nuova finestra; Documento non accessibile a tutti.) (in tedesco).
Argomenti su questa pagina
- Informazioni e i dati più importanti relativi alla campagna
- Per i datori di lavoro: cosa fare?
- Esempio 1: interventi di registrazione con la macchina in moto
- Esempio 2: eliminazione guasti tramite monitor nei magazzini automatici
- Esempio 3: dispositivo di regolazione nei magazzini automatici
- Leggi di riferimento sulla manipolazione dei dispositivi di protezione
- Best Practice
- Opinioni sulla campagna
Informazioni e i dati più importanti relativi alla campagna
Di cosa si tratta?
La campagna "STOP alla manipolazione dei dispositivi di protezione" è ormai in atto da due anni. Ciò nonostante, i controlli a campione svolti dagli specialisti della Suva destano tuttora preoccupazione: il numero delle manipolazioni ai dispositivi di protezione non si è ridotto in modo significativo, malgrado l’opera di sensibilizzazione e informazione e a dispetto di tutti i controlli. Ricordiamo ancora una volta: i lavoratori che operano su macchine senza dispositivi di protezione efficienti si espongono – consapevolmente o inconsapevolmente – a un elevato rischio d’infortunio. Spesso i superiori tollerano queste situazioni pericolose. Il problema riguarda anche i produttori delle macchine: infatti, spesso non le costruiscono in modo da facilitarne l’uso, oppure gli addetti alla manutenzione svelano ai clienti come manipolarne i dispositivi di protezione.
Obiettivi
Occorre contrastare questa situazione rafforzando la consapevolezza per i rischi che comporta la manipolazione dei dispositivi per ridurre in modo drastico gli infortuni.
Rafforzare i controlli
I controlli verranno intensificati soprattutto nei settori in cui le manipolazioni sono più frequenti. Se accertano manipolazioni, gli ispettori intervengono con sanzioni severe, se necessario anche con il blocco immediato dell’impianto. In caso di recidiva vi possono essere conseguenze penali.
Destinatari
La sicurezza sul lavoro e la tutela della salute nelle aziende sono di competenza del datore di lavoro. In merito ai dispositivi di protezione, il legislatore gli ha assegnato un ruolo chiave: egli deve fare in modo che l’efficacia dei dispositivi non venga compromessa. Coloro che tollerano un simile compor tamento si rendono punibili di fronte alla legge. Ogni manipolazione è un atto di negligenza grave. Un infor tunio provocato da una manipolazione effettuata su un macchinario o un impianto comporta conseguenze a livello penale. Anche i dipendenti devono fare la loro parte non modificando in alcun modo i dispositivi di protezione e non rimuovendoli.
Perché si manipola?
I dispositivi di protezione vengono manipolati per i motivi più disparati: per fretta, per risparmiare tempo, per comodità o semplicemente per abitudine. Anche sottovalutare i rischi o ignorarli portano a sviluppare questi atteggiamenti. A volte i superiori li tollerano, in certi casi l’ordine viene proprio da loro (vedi il grafico sotto). In queste situazioni l’unica soluzione è ottimizzare le fasi di lavoro e imporre sistematicamente le norme di sicurezza. Spesso si sente dire dai responsabili di produzione o dagli addetti ai lavori che una macchina non si può comandare agevolmente senza manipolare i dispositivi di protezione. In questi casi la persona giusta a cui rivolgersi è il fabbricante.
Motivi citati dai responsabili in caso die manipolazioni riscontrate dalla Suva durante i controlli a campione (219 controlli, 149 risposte, più risposte possibili).
Per i datori di lavoro: cosa fare?
Esaminare la situazione:
Bisogna chiarire se in azienda sono in uso macchine o impianti sui quali sono stati manipolati i dispositivi di protezione. Con questa lista di controllo(Il link viene aperto in una nuova finestra) vogliamo semplificare il compito ai responsabili.
Tolleranza zero:
Manipolare i dispositivi di protezione è una trasgressione imperdonabile. Il datore di lavoro deve provvedere affinché i dispositivi di protezione non siano resi inefficaci.
In questa pubblicazione(Il link viene aperto in una nuova finestra) sono riportati molti consigli utili per i datori di lavoro e i superiori.
Garantire la facilità d’uso e la sicurezza:
Fate in modo che le macchine e gli impianti siano dotati di dispositivi facili da usare e che non possano essere manipolati per motivi procedurali. Se questo non è possibile, rivolgetevi al fabbricante o ad uno specialista per la sicurezza dei macchinari.
Esempio 1: interventi di registrazione con la macchina in moto
Problema/pericolo
Gli interventi di registrazione e messa a punto con la macchina in moto e a piena velocità di produzione devono poter essere eseguiti solo con i ripari chiusi. Unica eccezione: marcia ad impulsi a velocità ridotta. Questo è possibile con particolari dispositivi di regolazione comandabili dall'esterno o tramite una regolazione micrometrica di tipo elettronico. Se l'impianto non è attrezzato a tale scopo, c'è il rischio che qualcuno disattivi il controllo del riparo e che acceda alla zona pericolosa della macchina mentre questa è in moto.
Soluzioni
Variante 1: gli elementi di regolazione sono accessibili mediante un tunnel; i ripari dell'impianto sono chiusi (fig. 1). Il tunnel è costruito in modo tale che non si possa accedere alla zona di pericolo.
Fig. 1: il tunnel consente di accedere senza pericolo ai dispositivi di regolazione.
Variante 2: la regolazione avviene elettronicamente da un pannello di controllo (fig. 2) con servomotori. Questa soluzione consente di salvare diversi tipi di regolazioni. Eventuali cambi di formato vengono facilitati.
Fig. 2: pannello di controllo per le regolazioni elettroniche di precisione.
Variante 3: la regolazione di precisione avviene tramite dei dispositivi collocati all'esterno del riparo (fig. 3).
Fig. 3: dispositivi di regolazione posti all'esterno dei ripari.
Esempio 2: eliminazione guasti tramite monitor nei magazzini automatici
Problema/pericolo
I magazzini automatici di tipo complesso sono spesso recintati lungo l'intero perimetro e tale area delimitata occupa uno spazio enorme.
Se il magazzino presenta un guasto e per la sua eliminazione si è costretti ad accedere all'impianto, questo deve essere disattivato. Questo comporta una notevole perdita di tempo. C'è il pericolo che il dispositivo di controllo dell'accesso (recinzione) venga inattivato e che gli interventi vengano eseguiti con l'impianto in moto.

Soluzione
La soluzione è utilizzare videocamere e monitor di sorveglianza. Questi permettono di localizzare in maniera rapida la maggior parte dei guasti e in molti casi di eliminarli senza dover oltrepassare l'area delimitata. Così si perde molto meno tempo, non si accede all'impianto e si impedisce o si limita fortemente che qualcuno si arrampichi sul magazzino verticale.
Questa soluzione presenta un ulteriore vantaggio: le persone che devono necessariamente accedere all'impianto possono essere sorvegliate dall'operatore. In caso di necessità, si può chiedere aiuto via telefono.

Esempio
l'operatore osserva il flusso dei materiali da una postazione centrale. Sui monitor posti in alto può sorvegliare l'intero impianto, sui monitor in basso può osservare la gestione del flusso dei materiali nel magazzino.
Esempio 3: dispositivo di regolazione nei magazzini automatici
Problema/pericolo
Per i lavori di registrazione o di eliminazione guasti all'interno dei magazzini automatici spesso l'operatore non vede chiaramente la zona pericolosa dell'impianto. Se non è presente un adeguato dispositivo di registrazione, la porta di accesso viene disattivata e all'interno dell'area delimitata il magazzino presenta vari pericoli.
Soluzione
L'impianto deve disporre di un dispositivo di registrazione conforme alle norme di sicurezza (figure 1 e 2). La sicurezza è garantita se sono soddisfatte le seguenti condizioni:
- modalità di funzionamento ad impulsi: un movimento viene eseguito fintantoché è premuto il pulsante di consenso.
- Il pulsante di consenso è a tre posizioni (funzione antipanico) oppure è dotato di un pulsante di arresto di emergenza.
- I movimenti all'interno del magazzino sono possibili solo a velocità ridotta.
- L'operatore può lavorare da una postazione sicura (adeguata distanza di sicurezza dai punti di cesoiamento e schiacciamento, ad es. cavo abbastanza lungo oppure pannello di emergenza).
- L'operatore ha una buona visibilità sulla zona pericolosa.
- L'operatore è stato istruito su come utilizzare in modo sicuro il dispositivo di registrazione e sui potenziali pericoli.
Fig. 1: trasloelevatore con dispositivo di regolazione all'esterno dell'area delimitata. Il pannello di controllo è mobile e viene collocato in modo che l'operatore possa vedere chiaramente la zona di pericolo.
Fig. 2: carrelli di trasferimento con dispositivo di regolazione all'interno dell'area delimitata. L'operatore dispone di un dispositivo di consenso a tre posizioni e si trova in una postazione sicura.
Leggi di riferimento sulla manipolazione dei dispositivi di protezione
| Legge/ordinanza/direttiva | Cosa dice (testo in parte riassunto o riformulato) |
|---|---|
| Legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF), art. 82 cpv. 1(Il link viene aperto in una nuova finestra) | Il datore di lavoro deve prendere tutte le misure:
|
| LAINF, art. 82 cpv. 3(Il link viene aperto in una nuova finestra) | I lavoratori devono assecondare il datore di lavoro. Essi sono in particolare obbligati a:
|
| Ordinanza sulla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali (OPI), art. 3 cpv. 2(Il link viene aperto in una nuova finestra) | Il datore di lavoro deve provvedere affinché non venga compromessa l'efficacia delle misure e delle installazioni di protezione. |
| OPI, art. 6 cpv. 3(Il link viene aperto in una nuova finestra) | Il datore di lavoro deve provvedere affinché i lavoratori osservino i provvedimenti relativi alla sicurezza sul lavoro. |
| OPI, art. 11 cpv. 1(Il link viene aperto in una nuova finestra) | Il lavoratore non deve compromettere l'efficacia delle installazioni di protezione. |
| OPI, art. 11 cpv. 2(Il link viene aperto in una nuova finestra) | Il lavoratore deve segnalare senza indugio le anomalie al datore di lavoro. |
| OPI, art. 28 cpv. 4(Il link viene aperto in una nuova finestra) | Le attrezzature di lavoro munite di dispositivi di protezione possono essere utilizzate soltanto se tali dispositivi sono in posizione di sicurezza oppure se nell'esercizio particolare la sicurezza è garantita in altro modo. |
| Direttiva 2006/42/CE (Direttiva macchine), allegato 1, cap. 1.2.5(Il link viene aperto in una nuova finestra) (Estratto dei requisiti essenziali riguardanti le macchine) |
Selettore modale di funzionamento
|
| Possibili conseguenze | |
|---|---|
| Codice penale svizzero (CP), art. 230 cpv. 1(Il link viene aperto in una nuova finestra) (www.admin.ch) | Chiunque intenzionalmente o per negligenza
gli apparecchi destinati a prevenire gli infortuni, e mette con ciò in pericolo la vita o l'integrità delle persone, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria. |
| Codice delle obbligazioni, art. 41(Il link viene aperto in una nuova finestra) | Chiunque è tenuto a riparare il danno illecitamente cagionato ad altri sia con intenzione, sia per negligenza od imprudenza. |
| LAINF, art. 112(Il link viene aperto in una nuova finestra) | Chiunque, in qualità di datore di lavoro, contravviene - intenzionalmente o - per negligenza alle prescrizioni in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali è punito con la detenzione fino a sei mesi o con la multa, per quanto non si tratti di un crimine o di un delitto punibile con una pena più grave secondo il Codice penale svizzero. |
Best Practice
Nei seguenti articoli vengono presentate delle aziende che hanno integrato in maniera ottimale i dispositivi di protezione nei processi di lavoro. Gli esempi di buona prassi provengono dai seguenti settori:
- chimica (517 KB)(Il link viene aperto in una nuova finestra; Documento non accessibile a tutti.)
- lavorazione del legno (845 KB)(Il link viene aperto in una nuova finestra; Documento non accessibile a tutti.)
- industria delle materie plastiche (374 KB)(Il link viene aperto in una nuova finestra; Documento non accessibile a tutti.)
- logistica (553 KB)(Il link viene aperto in una nuova finestra; Documento non accessibile a tutti.)
- industria metallurgica (526 KB)(Il link viene aperto in una nuova finestra; Documento non accessibile a tutti.)
- industria alimentare (553 KB)(Il link viene aperto in una nuova finestra; Documento non accessibile a tutti.)