Coronavirus

FAQ: domande più frequenti sul tema coronavirus Le nostre risposte in relazione al Covid-19

Qui diamo una risposta a

  • Domande sul Covid-19 come malattia professionale
  • Domande sulla copertura assicurativa
  • Domande sui termini di pagamento

Sì, il coronavirus può rappresentare una malattia professionale. Il presupposto affinché venga riconosciuto come tale è che chi svolge un determinato lavoro sia esposto a un rischio molto maggiore di contrarre il Covid-19 rispetto al resto della popolazione. Una contaminazione piuttosto casuale sul posto di lavoro non è sufficiente. Ogni caso deve essere esaminato in modo approfondito. Il personale in servizio negli ospedali, nei laboratori e in strutture simili che durante lo svolgimento delle proprie attività entra in contatto diretto con persone o materiali infetti corre un rischio notevolmente più elevato. Lo stesso vale per i dipendenti di residenze per anziani e disabili e case di cura che assistono persone infette. Per chi non svolge attività finalizzate all'assistenza e alla cura di persone infette (ad esempio personale di vendita, addetti alle pulizie negli hotel o agenti di polizia), non è previsto alcun riconoscimento di malattia professionale.

No. In questa situazione la Suva non può assumere i costi legati a misure preventive. Può sussistere il diritto a un'indennità per perdita di guadagno in virtù dei provvedimenti adottati dal Consiglio federale per attenuare le ripercussioni economiche. Maggiori informazioni al riguardo sono disponibili qui  . 

Considerati gli elevati oneri economici e di personale che le aziende assicurate devono sostenere a causa dell'epidemia di coronavirus, la Suva rinuncia con effetto immediato alla riscossione di interessi di mora per ritardato pagamento. Inoltre non vengono spediti solleciti o avviate esecuzioni. Queste misure sono per ora in vigore fino al 30 giugno 2020 e saranno prorogate a seconda degli sviluppi dell'attuale situazione eccezionale. Anche al termine del periodo di sospensione la Suva proporrà ai propri assicurati, nei limiti delle disposizioni di legge, delle modalità di pagamento realistiche e adeguate.

In caso di lavoro ridotto, la copertura assicurativa rimane in essere. Il salario è sempre assicurato per intero. Anche nella dichiarazione dei salari deve essere registrata come finora l’intera massa salariale.

Per i dipendenti che hanno lavorato almeno otto ore alla settimana, l'assicurazione scade 31 giorni dopo l'ultimo giorno con diritto al salario. Entro questo termine possono prolungare la copertura assicurativa stipulando un'assicurazione convenzionale  .

Le assicurazioni convenzionali non necessarie vengono prontamente rimborsate (solo mesi interi, non frazioni di mese). A tal fine occorre presentare un'apposita richiesta di annullamento alla propria agenzia di competenza, comunicando l'IBAN del proprio conto per il rimborso.