Coronavirus

FAQ: domande più frequenti sul tema coronavirus Le nostre risposte in relazione al Covid-19

Qui diamo una risposta a

  • Domande sul Covid-19 come malattia professionale
  • Domande sulla copertura assicurativa

Sì, il coronavirus può rappresentare una malattia professionale. Il presupposto affinché venga riconosciuto come tale è che chi svolge un determinato lavoro sia esposto a un rischio molto maggiore di contrarre il Covid-19 rispetto al resto della popolazione. Una contaminazione piuttosto casuale sul posto di lavoro non è sufficiente. Ogni caso deve essere esaminato in modo approfondito. Il personale in servizio negli ospedali, nei laboratori e in strutture simili che durante lo svolgimento delle proprie attività entra in contatto diretto con persone o materiali infetti corre un rischio notevolmente più elevato. Lo stesso vale per i dipendenti di residenze per anziani e disabili e case di cura che assistono persone infette. Per chi non svolge attività finalizzate all'assistenza e alla cura di persone infette (ad esempio personale di vendita, addetti alle pulizie negli hotel o agenti di polizia), non è previsto alcun riconoscimento di malattia professionale.

No. In questa situazione la Suva non può assumere i costi legati a misure preventive. Può sussistere il diritto a un'indennità per perdita di guadagno in virtù dei provvedimenti adottati dal Consiglio federale per attenuare le ripercussioni economiche. Maggiori informazioni al riguardo sono disponibili qui  . 

In caso di lavoro ridotto, la copertura assicurativa rimane in essere. Il salario è sempre assicurato per intero. Anche nella dichiarazione dei salari deve essere registrata come finora l’intera massa salariale.

Per i dipendenti che hanno lavorato almeno otto ore alla settimana, l'assicurazione scade 31 giorni dopo l'ultimo giorno con diritto al salario. Entro questo termine possono prolungare la copertura assicurativa stipulando un'assicurazione convenzionale  .

Le assicurazioni convenzionali non necessarie vengono prontamente rimborsate (solo mesi interi, non frazioni di mese). A tal fine occorre presentare un'apposita richiesta di annullamento alla propria agenzia di competenza, comunicando l'IBAN del proprio conto per il rimborso.