Rientro dopo un trauma cranico «Non volevo dover cambiare azienda»

«L’incidente mi ha sconvolto la vita»

Walker deve imparare da capo a svolgere le più banali attività quotidiane come «camminare», «vestirsi» o «lavarsi i denti». La cosa si presenta particolarmente ardua per la sua debilitazione psicofisica e le difficoltà di percezione. Vi sono dei periodi durante i quali Walker cade in uno stato di grande prostrazione. «Prima dell’incidente praticavo sport a livello agonistico. Dopo l’incidente riuscivo a malapena a camminare qualche metro senza perdere l’equilibrio» racconta Walker. I continui dolori causati dalle fratture e la limitazione della mobilità gli rendono la vita
ancora più difficile. Anche la memoria non è più quella di prima: «Da quando ho avuto l’incidente devo segnarmi le cose per non dimenticarle».

«Accettare la nuova condizione è stata la cosa più difficile»

Franz Walker non ci mette molto a capire che non sarebbe tornato a lavorare come capogruppo tornitura (polimeccanico). Troppi rischi, anche perché per lavorare alla macchina servono buoni riflessi e nervi saldi per reggere alle situazioni di stress.

Datore di lavoro coinvolto sin dal primo giorno

Il datore di lavoro è coinvolto sin dal primo giorno nel processo di riabilitazione. Il superiore di Walker partecipa a varie riunioni nella Clinica di riabilitazione. Walker è un operaio molto qualificato che da molti anni lavora alla RWM Schweiz AG. Il datore di lavoro non vuole perderlo e istituisce la nuova mansione di «responsabile manutenzione attrezzatura». In questa funzione il cinquantenne può impiegare la sua competenza tecnica e lavorare nonostante i deficit neuropsicologici. Per Walker è importante avere un’occupazione fissa e apprezza che
«l’azienda non vuole rinunciare alla mia esperienza e competenza professionale». Il suo superiore aggiunge: «Siamo felici di aver trovato una soluzione che soddisfa tutte le parti in causa». La Suva continua a sostenere finanziariamente Walker.