Reinserimento professionale

  • Il reinserimento professionale è un elemento prioritario per la Suva.
  • Tutti gli attori – infortunati, datori di lavoro, famiglia, amici e medici – contribuiscono alla buona riuscita del reinserimento.
  • Con il case management la Suva assiste le persone che non possono più riprendere il lavoro abituale dopo un infortunio.

Il nostro impegno per il reinserimento degli infortunati

Il reinserimento degli infortunati è un tema centrale per la Suva. La relativa campagna sottolinea che gli assicurati hanno prospettive di guarigione e reinserimento migliori se sono assistiti tempestivamente e in modo competente dopo un infortunio. Non solo grazie alla Suva, ma anche a tutte le persone vicine agli infortunati.

Un infortunato racconta la sua storia

Un grave infortunio cambia radicalmente la vita di una persona. Dopo un ricovero di settimane, l'infortunato deve trascorrere lunghi mesi in riabilitazione per riacquisire con molta fatica e tanta pazienza le abilità fondamentali per affrontare la vita quotidiana.

Un assicurato Suva narra in prima persona come ha vissuto l'infortunio e come un episodio di pochi istanti gli ha cambiato completamente la vita. Guarda il video.
I colleghi di lavoro salutano l'assicurato che viene dimesso dall'ospedale

Interventi

Consigli e assistenza

La Suva promuove il reinserimento con ogni mezzo. Negli scorsi anni la Suva ha messo a disposizione un ampio ventaglio di opportunità.

  • Contattate la vostra agenzia Suva.
  • La Suva mette a disposizione dei suoi clienti il software Sunet per registrare e analizzare i dati sulle assenze dal lavoro.
  • I case manager della vostra agenzia vi forniscono una consulenza esauriente sulle varie opportunità di reinserimento e vi aiutano a trovare la soluzione più adatta al caso in questione.

Per maggiori informazioni sulle proposte della Suva:

Il case management della Suva è focalizzato sull'assistenza di infortunati che non possono riprendere il lavoro abituale dopo un infortunio. Questo strumento non si limita a cercare le soluzioni migliori per l'infortunato, ma coinvolge e propone supporti validi anche a familiari, amici e colleghi di lavoro.

Il case manager assiste l’infortunato quanto prima in collaborazione con il medico di circondario, lo specialista in responsabilità civile e altri specialisti.

Nella gestione del caso interveniamo dove possiamo generare il maggior beneficio per l’infortunato. Assumendosi in prima persona la gestione completa del caso, la Suva intende prevenire l’insorgere di problemi gravi e identificare tempestivamente le eventuali difficoltà nel processo di reinserimento per attuare senza indugi le opportune misure.
Colloquio in un parco

Il comportamento del datore di lavoro è decisivo per l'esito positivo del reinserimento professionale. Tre sono i fattori essenziali:

  • mettersi in contatto con l'infortunato subito dopo l'infortunio
  • parlare con l'infortunato su come e quando rientrare in azienda
  • assistere l'infortunato fino al suo completo reinserimento nel processo di lavoro
Un datore di lavoro va a trovare il dipendente in ospedale
Consigli:
  • contattare quanto prima la persona infortunata
  • notificare subito l'infortunio alla Suva
  • andare a trovare il collaboratore infortunato e appena possibile discutere del suo rientro in azienda
  • definire insieme le tappe del reinserimento
  • coinvolgere anche le persone vicine all'infortunato
  • proporre di riprendere il lavoro a tempo parziale oppure di svolgere una mansione alternativa adatta al suo stato di salute
  • la presenza dell'infortunato al lavoro è importante
  • esaminare le opportunità di reinserimento in azienda
  • compilare un profilo della mansione e consegnarlo al medico curante
  • contattare il medico curante dopo aver chiesto l'autorizzazione all'infortunato
  • spiegare al medico le mansioni e le condizioni di lavoro dell'infortunato
  • illustrare le possibili mansioni alternative e le opportunità di reinserimento
  • esaminare le opportunità di reinserimento insieme alla Suva
  • contattare l'agenzia
  • scegliere consapevolmente il giorno del rientro al lavoro, per esempio il giovedì o venerdì per non affaticare subito l'infortunato

Maggiori informazioni nell'opuscolo «Il reinserimento degli infortunati »

Vedere volti familiari fa sentire ogni volta l'infortunato un po' come a casa e lo aiuta ad affrontare il duro periodo che sta attraversando. Piccole attenzioni e allegre chiacchierate infondono al paziente forza e speranza per tornare alla vita sociale, familiare e lavorativa di prima.

Consigli:

  • Andare a trovare regolarmente l'infortunato
  • Concordare insieme chi va a trovarlo e quando
  • Rassicurare l'infortunato in merito al suo futuro
  • Dimostrargli che in azienda si conta su di lui
  • Dare pieno supporto all'infortunato anche dopo la terapia
  • Introdurre dei "rituali" quotidiani (per es. pranzare insieme)
  • Avere pazienza
  • Informarsi sulle conseguenze dell'infortunio
  • Invogliare il paziente a svolgere piccole attività
Colleghi di lavoro a colloquio

Alcune ricerche evidenziano che le probabilità di reinserimento si riducono della metà dopo un'incapacità lavorativa di sei mesi. Il contesto socio-professionale è spesso determinante per la buona riuscita del reinserimento.

La valutazione della capacità lavorativa presuppone che il medico

  • tenga conto del contesto lavorativo del paziente
  • sia informato sulle opportunità di reinserimento professionale offerte dall'azienda
  • conosca le possibili mansioni alternative in azienda.

I dipendenti che possono contare sul supporto del datore di lavoro nel reinserimento professionale hanno tempi di guarigione molto più brevi di quelli che vengono abbandonati a sé stessi dopo un infortunio.

Inoltre occorre scegliere con cura il giorno di rientro al lavoro: spesso è meglio optare per il giovedì o il venerdì, perché l'infortunato ha due giornate di riposo prima di iniziare una settimana lavorativa completa.

Colloquio con il medico
Il datore di lavoro svolge un ruolo determinante nel processo di reinserimento professionale. La collaborazione tra datore di lavoro, infortunato, amici e familiari, medico e Suva è un requisito fondamentale per portare a termine con successo il reinserimento.

Esempi di reinserimento coronato da successo:

Rientro dopo un trauma cranico  
Swisscom aiuta un giovane snowboarder  
Da carpentiere a specialista AVOR  
Nuova opportunità per un macchinista  
Nuova chance dopo un grave infortunio  

La maggior parte delle persone costrette ad assentarsi dal lavoro dopo un infortunio viene dichiarata inabile al lavoro al 100 per cento, anche se potrebbe riprendere a lavorare parzialmente durante la convalescenza.

Affidando agli infortunati una mansione alternativa meno affaticante oppure un lavoro a tempo parziale è possibile reinserirli in azienda in tempi più rapidi e in modo meno brusco. È importante che gli infortunati non si sentano emarginati, che sappiano che si ha bisogno di loro e che possano mantenere dei ritmi quotidiani regolari. Riuscire a ridurre la durata dell'assenza dal lavoro consente inoltre di fare economie di costi non indifferenti.

 

Esempi di reinserimento coronato da successo:

 

Alstom dà una mano dopo l'infortunio  
Tornare a fare il giardiniere grazie al lavoro parziale  
Forte sostegno dopo le ustioni  
Risollevarsi dopo una caduta davvero terribile  

Incentivi per il reinserimento in azienda

Per la Suva il reinserimento professionale degli infortunati è un obiettivo primario. In collaborazione con l'assicurazione invalidità è possibile supportare economicamente le aziende disposte a mantenere il posto di lavoro o ad assumere un infortunato.
La reintegrazione professionale compete innanzi tutto all'assicurazione invalidità. Se questa non può intervenire attivamente, la Suva impiega lo strumento «Incentivi per il reinserimento in azienda» se si dimostra opportuno.

Qui   di seguito troverete come la Suva può sostenervi al meglio.
Rientro al lavoro

Materiale

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