Consegnati all'Italia gli incarti relativi all'amianto

Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha deciso che la consegna degli incarti di pazienti da parte della Suva non comporta alcuna violazione della protezione dei dati. Pertanto, la Suva consegnerà allo Stato italiano gli incarti di ex collaboratori della Eternit SA che in passato erano stati esposti ad amianto sul posto di lavoro in Svizzera. La maggior parte dei lavoratori in questione è di nazionalità elvetica.

Con la decisione del DFPG la Suva riceve la conferma che la consegna degli atti non viola la protezione dei dati. Dopo che il Tribunale federale, il 25 ottobre 2005, aveva confermato la legalità della consegna degli atti, la Suva si era rivolta alle autorità politiche. L’Istituto nazionale e il suo organo di vigilanza, l’UFSP, avevano espresso dubbi, condivisi peraltro dal seco, sulla legalità della consegna degli incarti allo Stato italiano. In particolare, si temeva di infrangere il diritto alla tutela dei dati, dal momento che gli incarti contengono informazioni sensibili come dati aziendali, personali e cartelle cliniche. In seguito alla decisione del DFPG, la Suva consegnerà alle autorità italiane tutti i 196 dossier e non impugnerà la decisione. Le persone interessate ovvero le loro famiglie saranno informate nei prossimi giorni.

Il DFPG osserva che la Suva e i suoi collaboratori hanno sempre agito nel rispetto dei loro doveri riguardo alla protezione dall’amianto. Gli atti dimostrano, infatti, l’impegno della Suva per la tutela dei lavoratori della Eternit SA e il suo costante sforzo per migliorare la sicurezza sul lavoro. Va inoltre ricordato che le autorità torinesi non stanno svolgendo una verifica delle attività della Suva riguardo alla protezione dall’amianto, bensì delle indagini su un’accusa di reato contro di ignoti. Anche il Consiglio federale ha già preso posizione sull’attività di sorveglianza della Suva riguardo alla problematica dell’amianto e non vede motivo di svolgere degli accertamenti a carico della Suva.

Riguardo ai lavoratori esposti ad amianto in Svizzera, la Procura di Torino sta indagando sull’accusa di omicidio colposo. Essa ha chiesto alla Suva di consegnare diversi documenti che dovrebbero fare luce sull’ambiente di lavoro negli stabilimenti della Eternit SA a Niederurnen e Payerne e fornire informazioni sullo stato di salute dei lavoratori in passato esposti ad amianto. Fra gli atti, sono stati richiesti anche i dati personali di tutti i collaboratori degli stabilimenti Eternit di Niederurnen e Payerne per i quali la Suva detiene un incarto per malattia professionale. La maggior parte dei lavoratori in questione sono cittadini svizzeri.
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