Lo studio della Suva prova che il livello sonoro continuo è sempre più alto

Musica - da piacere a pericolo Negli ultimi 25 anni, il volume della musica nei formati digitali come CD, MP3, WMA o WAV è diventato sempre più alto. Come dimostra un nuovo studio della Suva, il livello sonoro continuo è aumentato di circa 10 decibel e ciò può costituire un pericolo per l’udito.

La Suva aveva appurato già nel 2007 che i lettori MP3 con le cuffiette possono danneggiare l’udito. Per il 5-10 per cento degli utilizzatori c’è il rischio di un danno permanente all’udito. Si è evidenziato che i brani musicali attuali sono più critici per l’udito rispetto a quelli più vecchi. Quale contributo alla Giornata internazionale contro il rumore del 29 aprile 2009, la Suva ha fatto misurare 400 brani musicali dei generi pop, jazz e musica classica per corroborare la propria constatazione. Effettivamente, negli ultimi 25 anni il volume della musica nei formati digitali come CD, MP3, WMA o WAV è diventato sempre più alto.
So Far Away: il 1985 è così lontano
Il leggendario CD «Brothers in Arms» dei Dire Straits è apparso nel 1985 ed è stato ripubblicato nel 1995 e nel 2005 con un deciso intervento di «remastering» (vedere l’immagine). Il livello sonoro continuo del brano «So Far Away» nel 1985 era 88 dB, nel 1995 era già 93 dB e nel 2005 era arrivato a 99 dB – 11 dB in più per la stessa musica. In pratica è decuplicata l'energia sonora. Sotto la pressione dei produttori musicali, i quali ritengono che la musica con livello sonoro alto si venda meglio, gli ingegneri del suono amplificano i passaggi dal volume basso e comprimono i brani musicali, accettando persino le distorsioni che ne conseguono, come dimostrano gli articoli della stampa specializzata in merito alla cosiddetta mania del volume o «loudness war».

L’esposizione al rumore è anche una questione di stile
La Suva valuta criticamente questo sviluppo perché ha conseguenze sull’udito. Su un lettore MP3 conforme alla norma Euro (valore limite 100 dB), la musica del 1985 raggiunge al massimo un livello sonoro continuo di 90 dB e, quindi, può essere ascoltata per 10 ore alla settimana. Ma i brani musicali attuali arrivano a 100 dB e oltre, valore al quale l’udito può essere sottoposto per una sola ora la settimana. Con la musica classica il problema non si verifica, dal momento che i picchi di volume alto sono di breve durata e i passaggi con livello sonoro basso permettono all’udito di recuperare. Pertanto, in questo caso il pericolo è minimo anche con il volume al massimo
Migliorare gli apparecchi invece di abbassare il valore limite
Davanti a questo andamento si impone una domanda: va abbassato il valore limite, per esempio da 100 a 90 db? «Sarebbe la strada sbagliata», ritiene Beat Hohmann, capo del settore Fisica della Suva, «perché porterebbe a diminuire il piacere dell’ascolto della musica più esigente». Invece sarebbe opportuno migliorare i lettori di MP3. Beat Hohmann coglie le seguenti possibilità:
•Inserimento nell’indicatore del volume di una scala del livello sonoro in decibel
•Visualizzazione sul display (schermo) dell’indicazione del livello sonoro momentaneo
•Calcolo costante dell’esposizione al rumore e utilizzo di un avviso acustico e visivo qualora si superi la dose quotidiana
•Riduzione automatica del volume quando si è prossimi a un’esposizione eccessiva, come già accade nei locali pubblici dove si fa musica con i cosiddetti «limitatori acustici».

Alla domanda se qualcosa del genere sia concepibile, Beat Hohmann risponde così: «La pressione della Commissione UE e l’imminente valore limite più basso dovrebbero motivare i produttori». Il nuovo modello iPod Shuffle, per esempio, già oggi informa acusticamente l’utilizzatore sul brano e sul musicista. Quindi sarebbe possibile far sì che, in futuro, un sistema analogo avvisi anche in caso di eccessiva esposizione al rumore.
I suggerimenti della Suva
Oltre al volume sonoro e alla durata dell’ascolto, a determinare se ascoltare musica può diventare un pericolo per l’udito è anche il tipo di musica. Per questo motivo la Suva fornisce dei valori indicativi concreti nella nuova edizione dell’opuscolo informativo «Musica e danni all’udito» . In questo modo la Suva intende non soltanto evitare i danni all’udito, ma anche abbassare le spese sanitarie. E ciò in ultima analisi rappresenta un vantaggio anche per gli assicurati, poiché permette di ridurre i premi assicurativi.

Durata massima d’ascolto in ore a settimana
Regolazione del volume musica moderna pop, jazz musica classica
volume massimo (100%) 1 4 16
90% del volume massimo 3 12 50
80% del volume massimo 10 40 senza limiti
70% del volume massimo 30 senza limiti senza limiti
60% del volume massimo senza limiti senza limiti senza limiti

Estratto dall’opuscolo informativo «Musica e danni all’udito » www.suva.ch/fischi.

Maggiori informazioni ai giornalisti:
Angela Zobrist, Comunicazione d’impresa, Suva, Fluhmattstrasse 1, 6002 Lucerna,
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Dr. sc. techn. ETH Beat Hohmann, capo del settore Fisica, Suva, Rösslimattstrasse 39, 6002 Lucerna,
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La Suva è un'azienda autonoma di diritto pubblico che assicura oltre 100 000 aziende, ossia circa 1,9 milioni di lavoratori e disoccupati, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie pro-fessionali. Su incarico della Confederazione gestisce anche l'assicurazione militare. Le sue presta-zioni comprendono la prevenzione, l'assicurazione e la riabilitazione. Dalla Suva i clienti possono attendersi correttezza, cortesia, competenza e orientamento ai risultati. La Suva non riceve sussidi ma si autofinanzia. Gli utili vanno a beneficio degli assicurati. Nel Consiglio d'Amministrazione siedono i rappresentanti delle parti sociali e della Confederazione.
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