Davvero i giovani ci sentono meno bene di una volta?

«Cifre allarmanti: i giovani ci sentono sempre di meno.» Un'affermazione come questa ci fa subito rizzare le orecchie. Ma è davvero così? Uno studio proposto dalla Suva in occasione della Giornata internazionale contro il rumore (27 aprile) dimostra esattamente il contrario. Pare infatti che gli apprendisti delle aziende industriali e artigianali ci sentano meglio che in passato.

Di primo acchito sembra più che plausibile affermare che la capacità uditiva dei giovani è peggiorata rispetto al passato. Dopo tutto, si sa che i ragazzi ascoltano tutto il giorno musica ad alto volume, e questo non può che danneggiare il loro udito. Non è un caso che la giornata contro il rumore 2011 sia dedicata al motto «Abbasso il volume alto!». Ma è proprio vero che la capacità uditiva dei giovani sta inesorabilmente peggiorando? Per dare una risposta attendibile a questa domanda, la Suva ha deciso di passare in rassegna gli esami dell'udito a cui sono stati sottoposti gli apprendisti delle aziende assicurate dal 1971 ad oggi (circa mille l'anno). Il risultato è a dir poco sorprendente: l'udito di questi giovani non è meno buono che in passato, ma addirittura migliore. Infatti, se nel 1975 si registrava una diminuzione della capacità uditiva in oltre il 40 per cento degli apprendisti, negli ultimi anni il problema ha riguardato solo il 13 per cento. Due fattori che hanno influito su questa evoluzione positiva sono sicuramente la maggiore precisione delle apparecchiature audiometriche e la strategia della Suva, che punta ad individuare sul nascere i danni uditivi per adottare adeguate misure prima che il problema degeneri. Si osserva tuttavia che la tendenza si è protratta anche dopo il 1998, anno dopo il quale non sono più stati introdotti cambiamenti nella tecnica o nella metodologia dei test dell'udito.

Paese che vai, volume che trovi

A prima vista, questi risultati possono stupire, dal momento che alcuni studi esteri rilevano effettivamente un peggioramento della capacità uditiva dei giovani. Ma Beat Hohmann, responsabile del Settore fisica alla Suva, spiega: «I dati relativi alla Svizzera non sono direttamente paragonabili a quelli di altri Paesi. Negli Stati Uniti, ad esempio, la legge non prevede alcun limite di volume per i lettori MP3. In Europa, invece, gli apparecchi audio devono rispettare il limite di 100 dB(A). Lo stesso vale per la Svizzera, dove inoltre è in vigore dal 1996 un valore limite di 100 dB(A) per gli eventi musicali e i locali pubblici - anche grazie all'iniziativa della Suva». Secondo Beat Hohmann, anche i miglioramenti nell'assistenza sanitaria hanno contribuito a ridurre i danni all'udito. Oggi, infatti, le malattie dell'apparato uditivo vengono diagnosticate e curate. E gli apprendisti sanno bene quanto sia importante usare le protezioni auricolari negli ambienti di lavoro rumorosi.

Le ragazze sono più responsabili

I circa mille apprendisti che la Suva sottopone ogni anno al test dell'udito sono in prevalenza di sesso maschile. Tuttavia Beat Hohmann è convinto che un'analisi sulle ragazze della stessa fascia di età non darebbe risultati meno buoni, visto che le giovani donne ascoltano la musica ad un volume molto più basso rispetto ai loro coetanei maschi. Lo dimostra uno studio del 2007 sulle abitudini di ascolto di 450 giovani. Questa analisi, svolta dalla Suva, aveva sorprendentemente rivelato che la maggior parte dei giovani ascolta musica ad un volume di circa 80 decibel, un livello del tutto innocuo per l'udito e comunque non superiore a quello rilevato nel 1996, quando la Suva aveva realizzato uno studio sui walkman. Ma se la maggior parte degli intervistati non corre rischi, il 7 per cento (un terzo di sesso femminile e due terzi di sesso maschile) espone il proprio udito alla musica MP3 ad alto volume per una durata tale da rischiare un problema di acufeni o un danno all'udito. Proprio per questo la Suva ha pubblicato l'opuscolo «Musica e danni all'udito», in cui spiega come regolare il volume a seconda del tipo di musica e per quanto tempo la si può ascoltare senza arrecare danno all'udito.

Nuova versione della revisione LAINF

A seguito di controversi dibattiti, nel mese di marzo 2011 il Parlamento ha rinviato la revisione della LAINF al Consiglio federale. Con questa decisione si scongiura il pericolo di destabilizzare senza alcuna ragione un'assicurazione efficiente. Il Parlamento chiede all'Esecutivo una nuova versione della revisione che si limiti ad affrontare le questioni essenziali e risolva in primo luogo il problema del sovraindennizzo in età AVS. Per la Suva un altro punto fondamentale riguarda l'adeguamento dell'assetto aziendale e il consolidamento delle sue attività accessorie senza perdere quote di mercato. Considerate le sfide che si trova ad affrontare il sistema sanitario è più che mai opportuno rafforzare il modello dell'assicurazione sociale, un modello di successo e di efficienza, a favore della piazza economica svizzera e degli assicurati.

40 000 visite l'anno

Da 40 anni la Suva si reca in tutta la Svizzera con i suoi Audiomobili per monitorare l'udito delle persone esposte a rumore professionale. Le visite profilattiche sono circa 40 000 l'anno e rivelano che i danni all'udito di origine professionale sono sempre meno frequenti. Da trent'anni a questa parte, infatti, sono scesi dal 30 per cento al 9 per cento. Questa tendenza positiva è fonte di notevoli risparmi. Basti pensare, infatti, che un solo danno uditivo comporta costi per 14 000 franchi a carico dell'assicurazione. Questi risparmi rappresentano un concreto vantaggio per gli assicurati Suva, dal momento che l'azienda opera senza scopo di lucro e redistribuisce le eccedenze tra i suoi clienti abbassando i premi.

Informazioni per i giornalisti:

Roland Hügi, Comunicazione d'impresa,
Tel. 041 419 65 14, roland.huegi@suva.ch 

Operante dal 1918, oggi la Suva occupa 3000 collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 19 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. È un'azienda autonoma di diritto pubblico che assicura 115 000 imprese, ovvero 2 milioni di lavoratori e disoccupati, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Dal 2005 gestisce anche l'assicurazione militare su mandato del Consiglio federale. Le prestazioni comprendono assicurazione, prevenzione e riabilitazione. La Suva ha un volume premi di 4,2 miliardi di franchi. Si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e ridistribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio d’amministrazione sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.