Imparare dagli errori per evitare che si ripetano

Quando capita un infortunio, qualche tempo dopo non ci si pensa più e si dimentica quello che è successo. Ma per la Suva imparare dagli errori per evitare il ripetersi degli infortuni è la base della prevenzione. A pochi mesi dalla frana che è costata la vita a due lavoratori sopra il tratto ferroviario di Gurtnellen, nel Canton Uri, la Suva lancia un nuovo sistema di sicurezza con il partner industriale TREBU SWISS.

Negli ultimi anni, in Svizzera, si sono registrate regolarmente frane di piccole e grandi dimensioni. Per questo motivo, diverse pareti rocciose considerate a rischio vengono costantemente monitorate e, se necessario, fatte brillare o messe in sicurezza. Proprio durante un intervento di messa in sicurezza, la scorsa primavera due lavoratori hanno perso la vita travolti dalla frana di Gurtnellen in prossimità della ferrovia. In futuro, gli specialisti dovranno affrontare sempre più spesso simili situazioni di pericolo per monitorare o mettere in sicurezza le pareti rocciose.

Uno degli obiettivi della Suva è evitare sofferenze alle persone con una prevenzione mirata. Per questa ragione ha portato avanti lo sviluppo di misure per garantire la sicurezza durante i lavori in zone a rischio di caduta. Assieme all'azienda produttrice TREBU SWISS presenta oggi un sistema di sicurezza in grado di impedire gli infortuni da caduta dall'alto.

Messa in sicurezza permanente

Nei mesi scorsi TREBU SWISS ha sviluppato e perfezionato le soluzioni delineate dalla Suva per la messa in sicurezza dei posti di lavoro a rischio di caduta dall'alto. Ne è nato un moderno sistema di ancoraggi intermedi per linee vita che protegge il lavoratore dal pericolo di caduta e allo stesso tempo gli permette di muoversi liberamente. Il grosso vantaggio rispetto ai sistemi prodotti finora è che basta ancorarsi alla linea vita una sola volta senza dover sganciare e riagganciare il moschettone ad ogni spostamento. In questo modo la sicurezza è garantita in modo permanente e il lavoratore ha sempre una mano libera per gli attrezzi o i pezzi da montare. Manomettere involontariamente questo sistema di sicurezza è praticamente impossibile. Bernhard von Mühlenen, ingegnere della sicurezza alla Suva e iniziatore del progetto, spiega: «È essenziale che i dispositivi di protezione non intralcino il lavoro e limitino il meno possibile la libertà di movimento. Gli ancoraggi per linee vita usati finora hanno lo svantaggio che il lavoratore deve agganciarsi e sganciarsi decine di volte nel corso di una giornata e nel fare ciò ha entrambe le mani impegnate».

«Mouflon»: un sistema altamente versatile

Markus Burger della ditta TREBU SWISS è riuscito a coniugare nel sistema «Mouflon» le caratteristiche di diversi prodotti, creando un dispositivo di ancoraggio duttile e versatile. Può essere fissato alla roccia mediante tasselli o barre di ancoraggio oppure affrancato al tronco di un albero o ad un puntello di acciaio mediante apposite cinghie di ancoraggio. Markus Burger spiega che questo sistema si presta anche per altri usi oltre alla messa in sicurezza delle rocce: «Per lavorare sulle gru, sui tralicci dell'alta tensione o di una funivia, nella costruzione di edifici e ponti o nei lavori di demolizione selettiva, ma anche nei parchi avventura e lungo le vie ferrate, il potenziale del sistema Mouflon per la prevenzione degli infortuni è enorme.» Il primi test di prodotto per la certificazione sono stati eseguiti il 5 settembre 2012. Altri test sono in corso di svolgimento. Le FFS stanno seguendo con grande interesse la procedura di certificazione. Heinz Müller, responsabile per la gestione dei rischi naturali alle FFS, commenta: «Sono rimasto positivamente sorpreso per la facilità di montaggio e per la praticità di questo sistema di ancoraggio.»

STOP in caso di pericolo

Nessun lavoro è così importante da rischiare la vita. Forte di questo principio, la Suva ha dato vita alla Charta della sicurezza in collaborazione con diversi esponenti del settore edile. Con la sottoscrizione di questo documento i progettisti, gli imprenditori e i lavoratori dell'edilizia e delle imprese affini si impegnano a fermare i lavori in caso di pericolo e a riprendere solo una volta che è stata ripristinata la sicurezza. Perché tutti hanno il diritto di tornare a casa illesi dopo il lavoro. La Charta della sicurezza per l'edilizia e le imprese di finitura è un elemento della «Visione 250 vite» della Suva, il cui obiettivo è risparmiare 250 vite umane in dieci anni. Una Charta della sicurezza per altri settori è in fase di preparazione. L'impegno comune per la prevenzione contribuisce a salvare vite e a risparmiare grandi sofferenze alle persone, ma aiuta anche a ridurre i costi e, di riflesso, i premi. Ricordiamo che la Suva restituisce gli utili alle aziende assicurate sotto forma di riduzioni di premio.

Immagini e materiale video: http://www.photopress.ch/image/suva/aktuell/medienanlass gurtnellen .

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Tel. 041 419 65 14, serkan.isik@suva.ch 

 

Operante dal 1918, oggi la Suva occupa 3100 collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico con un volume premi di 4,4miliardi di franchi, la Suva assicura 118000 imprese, ossia 1,9milioni di lavoratori, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Dal 2005 gestisce anche l'assicurazione militare su mandato del Consiglio federale. Le prestazioni comprendono assicurazione, prevenzione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e ridistribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio d’amministrazione sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.