1000 volte sì alla Charta della sicurezza

Ogni anno sul lavoro si infortunano 181 500 assicurati Suva, ossia 100 vittime ogni ora di lavoro. Quattro anni fa è nata l'iniziativa legata alla Charta della sicurezza, con la quale la Suva e le parti sociali si sono poste l'obiettivo di contrastare questa tendenza. Impegnandosi a rispettare rigorosamente le regole di sicurezza, l'impresa edile «Les Fils de Léon Sarrasin SA» di Martigny è diventata il millesimo sostenitore della Charta.

«Dover dire a una moglie che il proprio marito e padre dei suoi figli ha perso la vita sul lavoro è qualcosa di sconvolgente» ci confida Léonard Sarrasin, dirigente dell'impresa edile «Les Fils de Léon Sarrasin SA». E per non doverlo mai fare ha deciso di sottoscrivere la Charta della sicurezza. Sa benissimo che la propria responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro non si esaurisce con una firma apposta in calce a un documento. Grazie alla Charta della sicurezza i suoi 45 dipendenti hanno ricevuto un messaggio chiaro - quello di dire STOP in caso di pericolo - non solo perché ne hanno il diritto, ma soprattutto perché è loro dovere farlo. A titolo simbolico, i rappresentanti della Suva hanno consegnato all'impresa di Martigny una copia gigante della Charta in segno di ringraziamento. «La Charta della sicurezza servirà a far accettare e far capire meglio le regole di sicurezza nelle aziende. Inoltre, questo documento programmatico legittima tutti i suoi sostenitori a sospendere i lavori in caso di pericolo e a riprenderli solo dopo aver ripristinato la sicurezza» afferma André Meier, capodivisione Sicurezza sul lavoro alla Suva. Nessun lavoro è così importante da mettere a rischio la propria salute o quella dei propri colleghi, continua.

Salvare 250 vite

La Charta della sicurezza funge da collegamento tra la campagna «Visione 250 vite» e le «regole vitali», elaborate dalla Suva in collaborazione con diversi settori. Nel contempo, la Charta della sicurezza è una dichiarazione pubblica con la quale tutte le imprese aderenti si impegnano a far rispettare le «regole vitali»  della Suva. «Di per sé ogni regola è facile da mettere in pratica. La cosa importante è averla sempre bene in mente e rispettarla» afferma André Meier. La «Visione 250 vite» è nata con l'intento di dimezzare il numero dei morti sul lavoro fra il 2010 e il 2020, preservando 250 vite ed evitando altrettanti casi di invalidità grave.

Basta un clic per aderire

Coloro che hanno aderito alla Charta della sicurezza sono riportati su una mappa interattiva all'indirizzo www.charta-sicurezza.ch . Chi non l’avesse ancora fatto può iscriversi gratuitamente sul sito e dare così il proprio contributo alla sicurezza sul lavoro.

Le foto relative alla consegna della Charta sono disponibili dalle ore 14 all'indirizzo www.photopress.ch  .

Informazioni per i giornalisti

Serkan Isik, Comunicazione d'impresa,
Tel. 041 419 65 14, serkan.isik@suva.ch 

Operante dal 1918, oggi la Suva occupa 4000 collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico con un volume premi di 4,2 miliardi di franchi, la Suva assicura circa 121 000 imprese, ossia 1,95 milioni di lavoratori, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. I disoccupati sono automaticamente assicurati alla Suva. Dal 2005 gestisce anche l'assicurazione militare su mandato del Consiglio federale. I servizi della Suva comprendono prevenzione, assicurazione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e ridistribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio d’amministrazione sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.