Un infortunio può trasformare le vacanze in un incubo

Capita spesso che il turista svizzero vittima di un infortunio all'estero debba assumersi parte delle spese di cura per essere stato curato in una clinica privata o in uno studio medico privato. Se la copertura assicurativa è insufficiente, l'infortunato può venirsi a trovare in serie difficoltà economiche. La Suva raccomanda perciò di stipulare un'assicurazione vacanze e viaggi prima di recarsi all'estero.

Molto spesso il turista vittima di un infortunio all'estero viene ricoverato, a sua insaputa, in una clinica privata o viene curato in uno studio medico privato. Qui gode di un'ottima assistenza medica, la stessa che gli viene fornita negli ospedali pubblici svizzeri, ma a prezzi molto più alti. Chi non ha un'assicurazione complementare che si assume tali costi - ossia un'assicurazione viaggi e vacanza - deve pagare di tasca propria gran parte delle spese di cura. Ogni anno si infortunano all'incirca 50 000 svizzeri all'estero. Per alcuni di costoro, le ripercussioni finanziarie sono disastrose.

Costi più elevati all'estero

Chi lavora come dipendente in Svizzera per più di 8 ore la settimana è assicurato obbligatoriamente tramite l'azienda anche contro gli infortuni nel tempo libero. Negli Stati UE e AELS, l'assicurazione infortuni versa le prestazioni previste dalle assicurazioni sociali del paese in cui si ha subito l'infortunio. Le restanti spese di cura all'estero vengono assunte fino ad un importo massimo pari al doppio dei costi che sarebbero insorti in Svizzera. Questo importo è del tutto insufficiente soprattutto nei paesi con elevati costi sanitari, come per esempio gli USA, il Canada, gli Emirati Arabi o il Giappone.

Studi medici privati molto costosi per i turisti

«Nessuno pensa che ci possa capitare un infortunio mentre siamo in vacanza» dice Roger Stalder, responsabile Team estero alla Suva. Proprio per questo raccomanda di stipulare un'assicurazione viaggi e vacanze in modo da essere tutelati in qualsiasi caso. Infatti, chi si infortuna all'estero senza avere una adeguata copertura assicurativa, deve farsi ricoverare in un ospedale pubblico o recarsi da un medico che fattura secondo la tariffa base del rispettivo paese. Cosa tutt'altro che semplice, perché simili ospedali o studi medici sono piuttosto rari nelle regioni turistiche. «Se veniamo punti da un riccio di mare e accusiamo forti dolori, vogliamo una sola cosa: ricorrere subito alle cure di un medico» dice Roger Stalder. In simili circostanze, non ci passa per la mente di chiedere se si tratta di uno studio medico privato o no. Quello che ci interessa è che il medico parli la nostra lingua.

Molti ignorano che gran parte degli alberghi sulle isole Baleari (per es. Mallorca), in Turchia e in altri paesi ricorrono per convenzione a cliniche o studi medici privati in caso di infortunio a un loro ospite. «In questi casi, se non dispone di un'adeguata copertura assicurativa, l'infortunato deve pagare egli stesso le prestazioni che possono ammontare a parecchie decine di migliaia di franchi».

Trattenuto in ospedale

In Turchia, ad esempio, succede che una persona gravemente infortunata non possa lasciare l'ospedale nemmeno con l'eliambulanza della REGA pronta a decollare se prima non ha saldato l'importo per la camera privata. In Austria, le eliambulanze delle cliniche private specializzate in infortuni sugli sci trasportano gli infortunati dalla pista direttamente in clinica e consigliano all'infortunato di sottoporsi subito a operazione chirurgica. E questo anche se potrebbe essere trasportato senza problemi in Svizzera. Di norma gli assicurati devono approvare per iscritto di assumersi tutti i costi. «E chi non lo fa, quando il medico gli consiglia di operare subito il ginocchio» chiede Stalder. Un'artroscopia del ginocchio in una clinica privata austriaca costa fino a 12 000 franchi, mentre se fatta in un ospedale pubblico svizzero costa 1000 franchi.

Assistenza telefonica 24 ore su 24

Le assicurazioni vacanze e viaggi si assumono di regola tutte le spese per le prestazioni mediche, i medicinali e i ricoveri urgenti non coperti dall'assicurazione malattie o infortuni di base. Inoltre, coprono le spese di salvataggio e le spese per il rimpatrio. «Le prestazioni possono variare molto da un assicuratore all'altro» avverte Stalder. Prima di un viaggio all'estero è consigliabile leggere con attenzione le condizioni assicurative e tenere a portata di mano il numero d'emergenza della propria assicurazione infortuni.

Gli assicurati Suva possono contare sull'assistenza di Europ Assistance quando si trovano all'estero. Tra le prestazioni ricordiamo l'assistenza telefonica attiva 24 ore su 24 (tel. +41 848 724 144), la rete di medici operativa a livello mondiale, il pagamento anticipato sul posto delle spese per il medico, i medicamenti e l'ospedale, nonché il trasferimento in una clinica di fiducia o il rimpatrio.

Per saperne di più rimandiamo all'opuscolo «Assicurato in tutto il mondo»  

Quali costi assume la Suva all'estero?
  • Spese di cura negli Stati UE/AELS: le stesse prestazioni che le assicurazioni sociali del rispettivo paese versano ai propri assicurati.
  • Spese di cura nei restanti paesi: al massimo fino all'importo pari al doppio dei costi insorti in Svizzera.
  • Rimpatrio d'urgenza da tutti i paesi: fino all'importo massimo di 29 640 franchi.
Informazioni per i giornalisti
  • Gabriela Hübscher

    Portavoce e addetta stampa (tedesco)

Operante dal 1918, oggi la Suva occupa 4200 collaboratori nella sede principale d Lucerna, nelle 18 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pub-blico con un volume premi di 4,2 miliardi di franchi, la Suva assicura 127 000 imprese, ossia 1,98 milioni di lavoratori, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Dal 2005 gestisce anche l'assicurazione militare su mandato del Consiglio federale. Le prestazioni comprendono assicurazione, prevenzione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e ridistribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio d’amministrazione sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.