Sospesi i mandati di sorveglianza agli investigatori

La Suva ha deciso per il momento di non ricorrere più a investigatori nella lotta alle frodi assicurative, per onorare la sentenza emanata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo su un caso non inerente alla Suva. In casi sporadici gli investigatori svolgevano attività di sorveglianza di assicurati sospetti.

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha emanato una sentenza secondo la quale la Svizzera non dispone di una legislazione sufficiente in merito all'osservazione degli assicurati. La Suva ha deciso pertanto di reagire disponendo che per il momento non vengano più attribuiti mandati di sorveglianza. «Stiamo studiando con attenzione la sentenza per capirne le eventuali implicazioni» afferma Roger Bolt, responsabile team presso il Servizio centrale di coordinamento contro le frodi della Suva. Solo in seguito si deciderà la strada da intraprendere.

Sorveglianza come ultima ratio

Nel trattamento dei casi, le assicurazioni contro gli infortuni hanno un grosso vantaggio rispetto agli assicuratori malattia o all'assicurazione per l'invalidità, perché sono parte attiva nella conduzione del caso sin dal principio: possono ad esempio disporre visite mediche, svolgere accertamenti sul luogo dell'infortunio o consultare eventuali testimoni. Inoltre possono richiedere informazioni e documenti alle autorità o alle altre assicurazioni sociali e consultare ad esempio gli atti in possesso dell'assicurazione per l'invalidità. «Il più delle volte, per chiarire la situazione, sono sufficienti accertamenti mirati condotti dal servizio esterno o dai medici» afferma Bolt. La Suva finora ha fatto ricorso a investigatori privati solo in casi sporadici (dalle 10 alle 15 volte l'anno). Il totale di casi di sospetta frode chiusi nel 2015 ammonta a 574. «Sappiamo che l'attività di sorveglianza rappresenta una pesante intromissione nella privacy degli assicurati» continua Bolt «Per questo siamo sempre stati prudenti e abbiamo preso in considerazione la sorveglianza esclusivamente dopo aver svolto accertamenti approfonditi, e sempre e solo come ultima ratio». Le scelte della Suva si sono sempre fondate su riscontri attuali della giurisprudenza.

A tutela degli assicurati onesti

«La maggioranza degli assicurati percepisce legittimante le prestazioni della Suva» sostiene Bolt. Una minoranza tuttavia è in grado di arrecare danni per milioni di franchi, a scapito di chi paga i premi e si comporta onestamente. «Nel quadro della lotta alle frodi assicurative il nostro compito è fare chiarezza. Ed è il motivo per cui conduciamo le nostre indagini seguendo tutte le piste possibili». Se i sospetti si rivelano fondati la Suva prende i dovuti provvedimenti. «Contrastare le frodi assicurative significa innanzitutto tutelare gli assicurati che versano i premi».

Da quando è stato istituito nel 2006, il servizio antifrode ha fatto risparmiare oltre 117 milioni di franchi di premi. Per contrastare le frodi la Suva si avvale inoltre di tecnologie per il controllo sistematico delle fatture, che le hanno permesso nel 2015 di controllare 2,5 milioni di fatture. Le 290 000 che sono state respinte hanno prodotto risparmi pari a 200 milioni di franchi.

Informazioni per i giornalisti
  • Serkan Isik

    Portavoce e addetto stampa (tedesco)

Operante dal 1918, oggi la Suva occupa 4200 collaboratori nella sede principale d Lucerna, nelle 18 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico con un volume premi di 4,2 miliardi di franchi, la Suva assicura 127 000 imprese, ossia 1,98 milioni di lavoratori, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Dal 2005 gestisce anche l'assicurazione militare su mandato del Consiglio federale. Le prestazioni comprendono assicurazione, prevenzione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e ridistribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio d’amministrazione sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.