Nuove misure per contrastare le frodi assicurative

La Suva ha inoltrato la propria proposta per un progetto di legge che permetterebbe agli assicuratori infortuni di ricorrere nuovamente agli investigatori. Inoltre ha adottato nuove misure per smascherare i truffatori facendo a meno della sorveglianza.

Dopo aver analizzato la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), pubblicata il 18 ottobre, la Suva ha deciso di adottare nuove misure per contrastare le frodi assicurative. Nella sentenza la Corte di Strasburgo condanna un altro assicuratore per aver spiato una vittima di infortunio con l'aiuto di detective privati. Secondo i giudici, le disposizioni legislative vigenti attualmente in Svizzera non sarebbero infatti sufficienti a legittimare mandati di sorveglianza. In seguito alla sentenza, la Suva ha ordinato la sospensione temporanea dei mandati. Ad oggi la Suva ha deciso di continuare su questa strada e di distruggere, inoltre, i documenti dei casi in corso prodotti dall'attività di sorveglianza. Questa misura sarà applicata anche agli apprezzamenti medici redatti sulla base del materiale video.

Progetto di legge: la proposta della Suva

Sebbene la Svizzera abbia ancora la possibilità di presentare ricorso contro la sentenza di Strasburgo, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ha già annunciato di voler porre in consultazione entro fine anno un progetto di revisione della legge. Anche la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) ha deciso la scorsa settimana di elaborare un progetto di legge che, nella migliore delle ipotesi, il Parlamento potrebbe approvare nell'autunno 2017. Una rapida decisione politica che disciplini in modo chiaro l'impiego di investigatori, è vista di buon occhio dalla Suva, che si è già attivata in questo senso proponendo all'UFAS il testo di un articolo di legge sul tema della sorveglianza. L'articolo definisce, tra le altre cose, a quali condizioni e in quali luoghi è ammessa la sorveglianza.

Rinforzi dal servizio esterno

Il contrasto alle frodi assicurative non può però attendere l'entrata in vigore delle nuove disposizioni. Per questo la Suva ha deciso di intensificare gli accertamenti nei casi apparentemente sospetti, ordinando più visite mediche, rafforzando la collaborazione con le autorità e raccogliendo maggiori testimonianze per fare luce sulla situazione. In caso di fondati sospetti, ha intenzione di eseguire controlli più frequenti grazie all'aiuto del servizio esterno, soprattutto se dagli indizi emerge che un infortunato sta lavorando nonostante risulti ancora in malattia. Roger Bolt, responsabile del team antifrode alla Suva, afferma: «Continueremo a dare il massimo per smascherare le frodi. Per noi è di centrale importanza amministrare i premi versati con oculatezza ed erogare le prestazioni solo a quegli assicurati che ne hanno il diritto. Tuttavia, ci saranno sempre singoli casi di truffa, legati a cifre importanti, che potranno essere bloccati solo con l'aiuto degli investigatori».

Informazioni per i giornalisti
Operante dal 1918, oggi la Suva occupa 4200 collaboratori nella sede principale d Lucerna, nelle 18 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pub-blico con un volume premi di 4,2 miliardi di franchi, la Suva assicura 127 000 imprese, ossia 1,98 milioni di lavoratori, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Dal 2005 gestisce anche l'assicurazione militare su mandato del Consi-glio federale. Le prestazioni comprendono assicurazione, prevenzione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e ridistribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio d’amministrazione sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confedera-zione.