Sempre meno infortuni sul lavoro

L'analisi dei dati assicurativi della Suva relativi al 2016 evidenzia una nuova flessione degli infortuni sul lavoro e una diminuzione delle spese di cura per singolo caso. Un moderato calo degli infortuni è stato osservato anche in termini complessivi.

Nel 2016 gli assicurati hanno notificato alla Suva 461 000 infortuni. Il numero degli infortuni professionali e non professionali è stato leggermente inferiore rispetto all'anno precedente: sul fronte degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali sono stati registrati circa 178 000 casi, pari a un calo dell'1,1 per cento, mentre su quello degli infortuni non professionali sono stati notificati quasi 264 000 casi, equivalenti a una flessione dello 0,5 per cento. Nell'assicurazione infortuni dei disoccupati il numero degli infortuni è salito quasi parallelamente all'aumento delle persone in cerca di impiego.

Infortuni registrati alla Suva
2015
2016
Differenza
Totale malattie professionali e infortuni
463 034
461 010
-0,4%
- di cui infortuni sul lavoro e malattie professionali
180 315
178 282
-1,1%
- di cui infortuni non professionali
265 209
263 987
-0,5%
- di cui malattie professionali e infortuni nell'assicurazione facoltativa per imprenditori
1 135
1 094
-3,6%
- di cui malattie professionali e infortuni nell'assicurazione infortuni dei disoccupati
16 375
17 647
+7,8%
Dal 2011 al 2016 il numero degli infortuni professionali ha evidenziato un andamento decrescente, con un calo complessivo del 5,5 per cento a dispetto dell'aumento degli occupati a tempo pieno osservato nello stesso periodo. Anche il rischio di infortunio professionale (numero di infortuni ogni 1000 lavoratori a tempo pieno) è da anni in continua flessione. Secondo la Suva, questo andamento è riconducibile da un lato all'attività di prevenzione svolta nel campo della sicurezza sul lavoro e, dall'altro, ai costanti cambiamenti strutturali con conseguente riduzione delle attività ad alto rischio, dovuta ad esempio all'incremento dei processi di automazione nelle aziende.

Buon risultato nonostante l'aumento dei costi

Nel 2016 la Suva ha corrisposto indennità giornaliere per 1,35 miliardi di franchi, cifra che denota un aumento del 3,5 per cento rispetto all'anno precedente. La durata media di percezione dell'indennità giornaliera è tuttavia rimasta invariata a circa 40 giorni. L'aumento di questa voce di costo è riconducibile fra l'altro all'incremento del 2,6 per cento dei casi conteggiati nel 2016, per un totale di quasi 231 000 casi, dovuto all'introduzione nel 2015 di un nuovo software per la loro gestione. Questo cambiamento aveva provocato lavoro arretrato che la Suva ha recuperato nel 2016, con relativa ripercussione sulle cifre. Le indennità giornaliere sono state inoltre influenzate dalla generale progressione dei salari medi e dall'innalzamento del guadagno massimo assicurato a partire dal 1° gennaio 2016.

Indennità giornaliere e spese di cura
2015
2016
Differenza
- Spese di cura (in mio. di CHF)
1186
1208
+1,9%
- Spese di cura per caso (CHF)
2028
2016
-0,6%
- Indennità giornaliere (in mio. di CHF)
1304
1349
+3,5%
- Durata percezione IG per caso (in giorni)
41,1
41,2
+0,2%
L'introduzione del nuovo software ha inciso anche sulle spese di cura, in quanto i casi conteggiati sono aumentati del 2,5 per cento. Per le prestazioni mediche e terapeutiche la Suva ha pagato 1,21 miliardi di franchi, importo che attesta un incremento delle spese di cura dell'1,9 per cento. Le spese di cura per singolo caso (2000 franchi circa) hanno per contro segnato una lieve flessione. Secondo Daniel Roscher, membro della Direzione della Suva, in questo scenario il risultato è da considerarsi buono visto in particolare che lo scorso anno la Suva ha potuto assistere gli infortunati in modo più rapido e mirato. Grazie ai vantaggi propri del sistema, la Suva riesce generalmente a governare una parte dei costi in quanto opera secondo il principio delle prestazioni in natura. In altre parole: dato che gli assicurati ricevono una prestazione medica messa a disposizione dall'assicurazione infortuni, la Suva può influire già durante le cure. «Anche noi possiamo decidere se una prestazione medica è appropriata o no in base alla situazione del paziente», afferma Roscher. Così facendo la Suva dispone di migliori strumenti di controllo, può verificare le fatture in modo rigoroso e non si limita a pagare a occhi chiusi. «Tutto questo ha un impatto positivo sui premi».

Controlli sistematici delle fatture

La Suva si impegna fortemente per contrastare l'incremento delle spese di cura. Dei 2,4 milioni di fatture elettroniche passate al vaglio lo scorso anno, il sistema ha estrapolato circa 1 milione di fatture che mostravano delle anomalie. Le stesse sono state controllate manualmente da 60 specialisti in spese di cura della Suva. «Il loro compito è soprattutto quello di verificare se le prestazioni fornite sono rapportate all'infortunio, se sono in linea con la diagnosi e se sono conformi alla tariffa», afferma Peter Diermann, caposettore Prestazioni assicurative alla Suva. Grazie a questi controlli sistematici, la Suva paga solo per le prestazioni che risultano giustificate», sottolinea Diermann. «Non va infatti dimenticato un aspetto: il controllo di oggi è il premio di domani».

Nel 2016 la Suva ha respinto 280 000 fatture per un ammontare di 210 milioni di franchi. Nella maggior parte dei casi si è trattato di fatture doppie, di casi rifiutati o chiusi o di prestazioni non assicurate, come i farmaci contro l'emicrania.

Aumento dei costi delle rendite

Nel complesso sono circa 88 000 le persone che percepiscono una rendita della Suva. Un buon 80 per cento è costituito da rendite di invalidità e quasi un quinto da rendite per i superstiti. Ogni mese la Suva versa agli aventi diritto circa 122 milioni di franchi. Il numero delle nuove rendite di invalidità (1670) si attesta nella media degli ultimi 5 anni (anno precedente: 1606). Lo scorso anno una nuova rendita vitalizia di invalidità ha richiesto mediamente un capitale di copertura di 336 000 franchi (anno precedente: 322 500 franchi). A causa dei bassi tassi di interesse, la Suva ha bisogno di più mezzi finanziari per capitalizzare le nuove rendite. Non va inoltre dimenticato che sono aumentate anche le aspettative di vita dei beneficiari, circostanza che contribuisce ad accrescere il fabbisogno di capitale. Tutti questi fattori hanno determinato nel 2016 un aumento dei costi complessivi delle nuove rendite di invalidità, passati da 518 a 561 milioni di franchi.

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  • Regina Pinna-Marfurt

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La Suva si impegna fortemente per contrastare l'incremento delle spese di cura.
Operante dal 1918, oggi la Suva occupa 4200 collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico con un volume premi di 4,2 miliardi di franchi, la Suva assicura 127 000 imprese, ossia 1,98 milioni di lavoratori, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Dal 2005 gestisce anche l'assicurazione militare su mandato del Consiglio federale. Le prestazioni comprendono assicurazione, prevenzione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e ridistribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio della Suva sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.