Nuovo programma di reinserimento: prospettive per gli infortunati e risparmi per 10 milioni di franchi

Negli ultimi 13 mesi la Suva ha investito 560 000 franchi in un nuovo programma di reinserimento per infortunati, dando nuove prospettive professionali a 34 persone che altrimenti avrebbero ricevuto una rendita. Per chi paga i premi, l'iniziativa si traduce in risparmi dell'ordine di 10 milioni di franchi.

Con il programma «incentivi per il reinserimento in azienda», la Suva ha creato un sistema di agevolazioni finanziarie destinato ai datori di lavoro. Negli ultimi 13 mesi ha investito 560 000 franchi per affiancare varie aziende nel reinserimento di collaboratori infortunati, risparmiando oltre 10 milioni di franchi in rendite future a vantaggio di tutti gli assicurati, che infatti beneficeranno di una riduzione dei premi. Il tornaconto finanziario è innegabile: basti solo pensare che per ogni nuova rendita vitalizia la Suva deve accantonare in media 349 000 franchi.

Prospettive professionali invece della rendita

Per Peter Diermann, caposettore Prestazioni assicurative della Suva, il bilancio dopo un anno è positivo: «Sosteniamo persone che altrimenti non riceverebbero nessun aiuto pur avendo ottime possibilità di reinserimento». Grazie a questa misura, la Suva dà agli infortunati nuove prospettive professionali invece di una rendita vitalizia. Se gli assicurati non hanno diritto a provvedimenti di integrazione dell'assicurazione per l'invalidità (AI) o se quest'ultima non interviene per altri motivi, la Suva può infatti farsi carico delle prestazioni finanziarie nell'ambito del suo programma di reinserimento. Il provvedimento di reintegrazione deve però essere finanziariamente interessante per la Suva e quindi anche per chi paga i premi. Il programma è rivolto in particolare ai collaboratori anziani e alle persone non qualificate.

Sostegno finanziario

Alla luce dei risultati incoraggianti del progetto pilota, nel settembre 2016 la Suva ha ampliato il suo sistema di incentivi. Si assume fino a 20 000 franchi di costi destinati al reinserimento, che comprendono l'adeguamento della postazione di lavoro, corsi di formazione e accertamenti di idoneità. In caso di buona riuscita del reinserimento, la Suva può inoltre versare all'azienda una ricompensa di 20 000 franchi. Con questa iniziativa la Suva contribuisce a mantenere posti di lavoro, ma anche a facilitare nuove assunzioni. Diermann ritiene che la crescente digitalizzazione e automatizzazione del mondo del lavoro renda sempre più difficile il reinserimento degli infortunati.

Grazie al sistema di incentivi finanziari della Suva, negli ultimi 13 mesi le aziende beneficiarie sono riuscite a reinserire 34 collaboratori infortunati, di cui 15 nel settore dell'edilizia e 19 in quello dell'industria e dell'artigianato. L'età media di questi dipendenti è di 50 anni; il più giovane ha 27 anni, il più anziano 65.

I fattori del successo

«La buona collaborazione tra il datore di lavoro e la Suva e la motivazione dell'infortunato sono indispensabili per la buona riuscita del reinserimento» rileva Diermann. Lo confermano anche i datori di lavoro che hanno beneficiato del sistema di incentivi, tra cui Marco Balerna, responsabile risorse umane AET, che spiega in un filmato    i vantaggi del reinserimento per la sua azienda.

  • Regina Pinna-Marfurt

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Suva baut Anreize für Wiedereingliederungen ausMedienmitteilung

Nuovo programma di reinserimento: prospettive per gli infortunati e risparmi per 10 milioni di franchi

Operante dal 1918, oggi la Suva occupa 4200 collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico con un volume premi di 4,1 miliardi di franchi, la Suva assicura 128 000 imprese, ossia 2,0 milioni di lavoratori, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Dal 2005 gestisce anche l'assicurazione militare su mandato del Consiglio federale. Le prestazioni comprendono assicurazione, prevenzione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e ridistribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio della Suva sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.