Evento: L’infortunio di un apprendista di fronte alla giustizia – un processo penale ed uno civile entrambi fittizi

La Suva Bellinzona organizza per la prima volta in Ticino un evento nel corso del quale, con la partecipazione di giudici e avvocati professionisti, verranno rappresentate le procedure giudiziarie penali e civili che possono derivare da un infortunio sul lavoro.

I fatti: Un giovane apprendista (17 anni) non ha il coraggio di dire STOP e avvisare il carrellista di una situazione di pericolo e finisce così per cadere da un carrello elevatore da un’altezza di 4 metri. L’infortunio ha per il giovane conseguenze irreversibili (invalidità). Fortunatamente, in questo caso ci siamo inventati tutto; resta tuttavia il fatto che in Svizzera ogni anno 25 000 apprendisti sono coinvolti in un infortunio sul lavoro e tre di loro perdono la vita. Perché succede? Le cause possono essere diverse: appena arrivato, un apprendista non conosce ancora bene l’azienda in cui opera, non sa riconoscere i pericoli, sopravvaluta le proprie capacità, magari vuole fare le cose in fretta e senza tanta fatica, a volte capita che intorno a lui non tutti diano il buon esempio. Certo è che, in caso di infortunio, per la vittima e i suoi cari, ma anche per il datore di lavoro ed i suoi colleghi di lavoro le conseguenze possono essere pesanti sia finanziariamente che psicologicamente.   

Di chi è la colpa?

In base alla legge il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e della salute dei propri dipendenti. Chi è responsabile in caso di un infortunio in cui l’apprendista viene ferito gravemente con conseguenze durevoli? Chi deve sostenere i costi dell’incidente professionale? E fino a che punto possono essere ritenute responsabili altre persone coinvolte?

Sensibilizzare i responsabili 

Con questa dinamica infortunistica, che prende spunto dalla realtà, la Suva vuole attirare l’attenzione sulle conseguenze penali e civili di un simile dramma. Il processo fittizio ha avuto luogo il 23 ottobre 2019 presso la sala Eventica a Castione. A questo processo fittizio hanno partecipato veri giudici e avvocati che hanno dibattuto, davanti a un pubblico composto da titolari di azienda e responsabili della sicurezza, sulla situazione penale e civile di tre imputati: il titolare dell’azienda e maestro di tirocinio, l’esperto aziendale della sicurezza e il conducente del carello elevatore. «Questa simulazione mira a sensibilizzare i partecipanti sulle particolari esigenze da soddisfare in materia di sicurezza sul lavoro quando si impiegano apprendisti», commenta il Dr. Roberto Dotti, direttore della Suva Bellinzona. «Oltre 200 persone hanno partecipato alla giornata informativa che confidiamo sia stata in grado di fornire importanti spunti di riflessione sulla sicurezza sul lavoro. Nei confronti della tutela della salute la Suva è impegnata su più fronti: la prevenzione attraverso le varie campagne per sensibilizzare le aziende e i loro lavoratori sulle regole vitali che sono semplici principi salvavita per preservare vite umane. Con la campagna mirata “Tirocinio in sicurezza” la Suva sostiene i formatori professionali e i superiori nell’ affrontare e approfondire con gli apprendisti le varie tematiche inerenti alla sicurezza.»

Ulteriori informazioni sono disponibili al sito:
www.suva.ch/ungiornointribunale   
  • Regina Pinna-Marfurt
    Regina Pinna-Marfurt
    Portavoce e addetta stampa
  • Cellulare: +41 79 776 13 38
suva, un giorno in tribunale, un foto mengani
suva, un giorno in tribunale, un foto mengani
suva, un giorno in tribunale, un foto mengani
suva, un giorno in tribunale, un foto mengani

Operante dal 1918, oggi la Suva occupa 4200 collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico con un volume premi di 4,3 miliardi di franchi, la Suva assicura 129 000 imprese, ossia 2,0 milioni di lavoratori, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Dal 2005 gestisce anche l'assicura-zione militare su mandato del Consiglio federale. Le prestazioni comprendono assicurazione, prevenzione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e ridistribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio della Suva sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.