Forte aumento degli infortuni sugli sci

Nel 2019 la Suva ha registrato circa 480 000 casi di infortunio e malattia professionale. Un marcato aumento degli infortuni rispetto all’anno precedente è stato osservato fra gli sciatori, che hanno frequentato maggiormente le piste grazie a un inverno molto soleggiato e con tanta neve. L'incremento più consistente sul fronte degli infortuni nel tempo libero ha riguardato le persone con più di 60 anni. Un'attività di prevenzione mirata permette di ridurre le sofferenze e i costi infortunistici.

Nel 2019 la Suva ha registrato fra i suoi assicurati circa 480 000 infortuni, ossia lo 0,8 per cento in più rispetto all'anno precedente. Gli infortuni professionali sono lievitati dell'1,3 per cento, un dato che corrisponde all'aumento degli occupati rilevato dall'Ufficio federale di statistica. Gli infortuni nel tempo libero sono saliti dello 0,9 per cento: in rapporto al numero di persone assicurate, questa variazione evidenzia un leggero calo rispetto all'anno precedente, contraddistinto da un'estate oltremodo soleggiata. Gli infortuni subiti da disoccupati iscritti sono nuovamente scesi (-5,8 per cento), un andamento ascrivibile alla buona tenuta del mercato del lavoro e all'ulteriore calo della disoccupazione.


Casi registrati alla Suva nell'assicurazione infortuni obbligatoria

2019

2018

Totale malattie professionali e infortuni

478 094

474 073

+0,8%

di cui infortuni sul lavoro e malattie professionali

183 690

181 315

+1,3%

di cui infortuni non professionali

278 924

276 317

+0,9%

di cui malattie professionali e infortuni nell'assicurazione infortuni dei disoccupati

15 480

16 441

 -5,8%

Più infortuni nel tempo libero, in particolare sulle piste di sci

Dalla metà degli anni Ottanta dello scorso secolo in Svizzera si verificano più infortuni non professionali che professionali. Oggi, infatti, il 60 per cento degli infortuni si verifica nel tempo libero e il 40 per cento sul lavoro. Questo rapporto è riconducibile al mutato comportamento nel tempo libero, al rafforzamento dell'attività di prevenzione della Suva nel campo della sicurezza sul lavoro nonché alla diminuzione dei lavori ad alto rischio dovuta ad esempio alla crescente automazione dei processi.

Nel 2019 emerge con particolare evidenza l'aumento degli infortuni sugli sci (totale 14 870) (vedi grafico), dato che corrisponde a un incremento del 6,9 per cento rispetto ai 12 mesi precedenti. La maggior parte degli infortuni ha avuto luogo a febbraio (+25,5 per cento). «Il forte aumento di questi infortuni è legato al maggior numero di sciatori rispetto allo stesso periodo dell'anno prima» spiega Peter Andermatt, statistico alla Suva. «Abbiamo avuto un inverno con tanto sole e molta neve per un lungo periodo. Questo fattore ha un influsso diretto sul numero degli infortuni, in quanto il bel tempo nei fine settimana attira più sciatori».

Sull'arco di tutto l'anno la Suva ha registrato la maggior parte degli infortuni nel calcio (oltre 27 000), durante le escursioni e passeggiate (circa 23 000) nonché in bici e mountain bike (oltre 18 000) (vedi grafico). Gli infortuni nel tempo libero si sono verificati prevalentemente nei mesi estivi fra giugno e agosto.

Più infortuni nel tempo libero per gli over 60

L'incremento maggiore degli infortuni nel tempo libero ha riguardato le persone di oltre 60 anni (+4,0 per cento). Nelle altre fasce di età le variazioni sono state moderate o quasi nulle (fra -0,5 e +1,7 per cento, vedi grafico). «Le persone non più giovanissime sono più attive e intraprendenti rispetto al passato e praticano più sport nel loro tempo libero» afferma Peter Andermatt. «Inoltre ha un crescente influsso il fatto che le generazioni a forte natalità oltrepassano la soglia dei 60 anni». In termini assoluti, la maggior parte degli infortuni nel tempo libero riguarda la fascia di età compresa fra i 20 e i 29 anni nonché fra i 30 e i 39 anni (rispettivamente oltre 65 000 e 63 000).

Prevenzione: un pilastro del «modello Suva»

Oltre a molte sofferenze, gli infortuni causano anche costi elevati. Per questo motivo la prevenzione è un pilastro del «modello Suva» accanto all'assicurazione e alla riabilitazione. I vari programmi di prevenzione nell'ambito della sicurezza sul lavoro e nel tempo libero contribuiscono a evitare gli infortuni e le malattie professionali. Nel contempo promuovono la cultura della sicurezza in seno alle aziende, sensibilizzano riguardo ai pericoli e aiutano a sviluppare il senso di responsabilità individuale. Tutte le attività di prevenzione della Suva sono finalizzate a ridurre gli infortuni professionali e nel tempo libero e di conseguenza anche le sofferenze e i costi infortunistici.

La Suva assicura circa la metà dei lavoratori in Svizzera e più di un quinto di tutte le aziende (circa 2 milioni di assicurati e 129 000 imprese) contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali.

Per ulteriori informazioni:

• Consigli sulla prevenzione degli infortuni negli sport sulla neve   
• Proposte di prevenzione: «Moduli di prevenzione»   e «Offerta di consulenza in tema di sicurezza nel tempo libero e gestione della salute»   
• Il «modello Suva»  

  • Regina Pinna-Marfurt
    Regina Pinna-Marfurt
    Portavoce e addetta stampa
  • Cellulare: +41 79 776 13 38
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Operante dal 1918, oggi la Suva occupa circa 4200 collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico con un volume premi di 4,2 miliardi di franchi, la Suva assicura circa 129 000 imprese, ossia 2,0 milioni di lavoratori, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva, che dal 2005 gestisce anche l’assicurazione militare su mandato della Confederazione. Le prestazioni comprendono assicurazione, prevenzione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e ridistribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio della Suva sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.