«No risk – no fun»? Come sono assicurate le avventure durante le attività estive?

L'estate è arrivata e molti svizzeri sentono il richiamo dell'avventura: escursioni, mountain bike, nuotate o canoa sono solo alcuni esempi. Cosa c'è di meglio che trascorrere le lunghe e calde giornate estive all'aria aperta? Attenzione però, perché con l'adrenalina aumentano anche gli infortuni e le assicurazioni possono ridurre le prestazioni. Evitare tutto questo è possibile.

Un gruppo di giovani si sta allenando a tuffarsi di testa nel Reno da una roccia, senza riuscire a vedere il fondo del fiume. Due amiche fanno un'arrampicata impegnativa anche se non hanno le conoscenze necessarie e la loro attrezzatura è inadeguata. Un appassionato di sport partecipa a una gara di discesa in mountain bike (downhill) e si allena costantemente sul circuito.

Queste imprese spericolate non sono certo una novità durante i mesi estivi. Attenzione però, perché chi cerca il brivido e l'adrenalina senza adottare le misure di sicurezza adeguate rischia non solo di mettere in pericolo la propria salute, ma anche di vedersi ridotte le prestazioni assicurative in caso di infortunio. «Molte attività nel tempo libero non solo comportano rischi per la salute, ma possono essere causa di infortuni gravi con conseguenze economiche pesanti» spiega Oliver Biefer, avvocato ed esperto in materia di riduzione delle prestazioni assicurative alla Suva.

Riduzione delle prestazioni di almeno il 50 per cento

Chi lavora come dipendente in Svizzera per più di 8 ore la settimana è assicurato obbligatoriamente anche contro gli infortuni nel tempo libero oltre che contro gli infortuni sul lavoro. La legge prevede tuttavia che se l'infortunio è stato provocato da uno sport pericoloso, l'assicurazione può ridurre della metà le prestazioni in denaro e, in casi particolarmente gravi, persino rifiutarle. Le spese per salvataggio, cure, medicamenti o trasporto non subiscono invece riduzioni.

Dal punto di vista giuridico si distingue tra atto temerario relativo e assoluto. Negli atti temerari assoluti rientrano il base jumping, la gara di discesa con la mountain bike (downhill), il motocross o la corsa motociclistica. Chi pratica questi sport si espone consapevolmente a un rischio elevato che non può essere ridotto a un livello ragionevole. Nel caso di un atto temerario relativo, i pericoli possono essere ridotti a livelli ragionevoli dalla persona che lo compie. Si considerano atti temerari relativi l'alpinismo o l'arrampicata in montagna violando gravemente le normali misure di sicurezza (attrezzatura insufficiente, scarsa esperienza, cattive condizioni meteo ecc.).

«La riduzione minima delle prestazioni in denaro come le indennità giornaliere o le rendite di invalidità a seguito di un atto temerario è di almeno il 50 per cento. In casi particolarmente gravi le prestazioni possono essere persino soppresse» ricorda Oliver Biefer. «Per non dover far fronte a un calo notevole delle prestazioni in caso di infortunio, consigliamo agli sportivi di informarsi sulla loro copertura assicurativa prima di svolgere attività pericolose ed eventualmente di stipulare un'assicurazione complementare.»

La Suva riduce ogni anno le prestazioni per circa 200-250 casi a causa di pericoli straordinari e atti temerari. La maggior parte delle riduzioni a seguito di infortunio riguardano il motocross, il downhill biking, gli sport da combattimento o gli sport invernali fuoripista.

Gli infortuni sono in buona parte evitabili

Nel tempo libero è giusto divertirsi, ma non a spese della salute. A chi pratica sport rischiosi la Suva raccomanda pertanto di seguire i seguenti punti:

  • farsi istruire da persone esperte con adeguata formazione prima di sperimentare un nuovo sport;
  • informarsi su come comportarsi nelle situazioni di pericolo ed esercitarsi più volte prima di affrontare le situazioni reali;
  • usare sempre un'attrezzatura a norma e adeguata;
  • informarsi sulla propria copertura assicurativa presso la propria assicurazione contro gli infortuni; in caso di dubbio stipulare un'assicurazione complementare per le attività sportive particolarmente rischiose.
  • Regina Pinna-Marfurt
    Regina Pinna-Marfurt
    Portavoce e addetta stampa
  • Cellulare: +41 79 776 13 38
Klettern, Mann, Frau, Sport, Sommersport, Liv, Ziplining, Seil, Schlucht

Operante dal 1918, oggi la Suva occupa 4200 collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico con un volume premi di 4,4 miliardi di franchi, la Suva assicura 130 000 imprese, ossia 2,0 milioni di lavoratori, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Dal 2005 gestisce anche l'assicura-zione militare su mandato del Consiglio federale. Le prestazioni comprendono assicurazione, prevenzione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e ridistribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio della Suva sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.