Reinserimento professionale per oltre 3500 infortunati gravi

Comunicato stampa Suva,

Nel 2019 oltre 3500 infortunati gravi sono rientrati nella vita lavorativa grazie al sostegno della Suva. Per un processo di guarigione efficace serve, oltre all'impegno dell'assicuratore infortuni, anche il sostegno morale di chi è vicino alla persona infortunata. La Suva sottolinea questo aspetto nella sua nuova campagna incentrata sul ritorno al lavoro, offrendo la possibilità di dedicare un messaggio e un brano musicale agli infortunati.

La vita è bella finché va tutto bene... a volte pochi bastano pochi secondi o un attimo di distrazione per provocare un infortunio e stravolgere l'esistenza di una persona. Per riconquistare la vita e ritornare nel mondo professionale possono trascorrere mesi o anni.

Nel 2019 la Suva ha reintegrato con successo 3519 persone su un totale di 3940 infortunati gravi (89 per cento). Il più colpito è stato il settore edilizia, ingegneria e rami accessori dell'edilizia, con 1172 persone che si sono infortunate prevalentemente a ginocchia, spalle o mani. Il reinserimento si considera pienamente riuscito se la persona infortunata può continuare a lavorare nell'azienda dove era occupata prima dell'infortunio o presso un nuovo datore di lavoro senza percepire una rendita di invalidità o ricevendo una rendita inferiore al 20 per cento. La percentuale di successo dei reinserimenti seguiti dalla Suva si attesta costantemente su livelli elevati: in media, oltre l'80 per cento degli infortunati gravi riprende a lavorare dopo l'infortunio.

Un ritorno possibilmente rapido al lavoro conviene anche dal punto di vista finanziario: il reinserimento professionale permette infatti alla Suva di ridurre i costi sul lungo periodo derivanti dalle rendite vitalizie. Mediamente, per ogni rendita vitalizia accordata deve essere accantonato un capitale pari a circa 380 000 franchi. Questo risparmio torna a vantaggio degli assicurati sotto forma di riduzione dei premi.

Le persone vicine favoriscono il processo di guarigione

Ai fini della guarigione e del reinserimento sono importanti, accanto a un'assistenza tempestiva e competente, anche il sostegno morale delle persone vicine all'infortunato come la famiglia, gli amici, il datore di lavoro e i colleghi. Piccoli gesti e colloqui positivi infondono forza e coraggio e sostengono la guarigione. «È importante che gli infortunati mantengano il contatto con le persone più vicine, che continuino a sentirsi utili e che le loro giornate siano strutturate» spiega Jonas Meier, responsabile del Centro di competenza reinserimento professionale presso la clinica di riabilitazione della Suva a Bellikon, specializzata nella riabilitazione e nel reinserimento professionale degli infortunati. «La nostra esperienza mostra che chi ha subito un infortunio vuole tornare a lavorare. Il lavoro, infatti, non veicola unicamente valori esteriori come reddito o prestigio, ma unisce le persone e dà un senso alla vita».

Nuova campagna della Suva dedicata al ritorno al lavoro

La Suva vuole sottolineare l'importanza di sentirsi utili sul lavoro e di percepire l'affetto dei colleghi nella sua attuale campagna dedicata al ritorno al lavoro: in collaborazione con Radio Energy, da questo mese e per sei settimane propone un proprio canale digitale in cui sarà possibile ascoltare musica su richiesta  . I colleghi di lavoro, i superiori, i familiari e gli amici potranno dedicare canzoni e messaggi personali agli infortunati, mostrando di sentire la loro mancanza. I messaggi di auguri e le canzoni saranno trasmessi ogni giorno dalle 09:00 alle 21:00 sul canale della Suva. Gli infortunati saranno informati sul momento esatto in cui potranno ascoltare il messaggio e la canzone.

Maggiori informazioni

  • Regina Pinna-Marfurt
    Regina Pinna-Marfurt
    Portavoce e addetta stampa
  • Cellulare: +41 79 776 13 38

Reinserimento professionale per oltre 3500 infortunati gravi

Operante dal 1918, oggi la Suva occupa 4200 collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico con un volume premi di 4,4 miliardi di franchi, la Suva assicura 130 000 imprese, ossia 2,0 milioni di lavoratori, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Dal 2005 gestisce anche l'assicura-zione militare su mandato del Consiglio federale. Le prestazioni comprendono assicurazione, prevenzione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e ridistribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio della Suva sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.