Alleggerire i carichi fa risparmiare (ben due miliardi di franchi)

Comunicato stampa Suva,

Sovraccaricare il corpo quando si sollevano, trasportano, trascinano o spingono carichi può causare disturbi all'apparato locomotore. Le conseguenze, oltre a dolori fisici, sono giorni di assenza e quindi costi elevati.

La pandemia di coronavirus ha provocato un'autentica invasione di pacchi. A causa dell'emergenza sanitaria i negozi sono stati chiusi per molto tempo, così gli acquisti online sono diventati ancora più gettonati. Nel 2020 la Posta Svizzera ha registrato il record assoluto di oltre 180 milioni di pacchi consegnati, a cui si aggiungono quelli recapitati tramite corrieri privati.

Se ricevere un pacco è fonte di gioia, consegnarlo può non essere altrettanto piacevole: infatti, trasportare carichi pesanti in modo sbagliato e senza gli strumenti adeguati danneggia il fisico. «Il sovraccarico biomeccanico può causare infiammazioni ai tendini, sindromi da logoramento come l'artrosi o disturbi alla schiena. Nei casi più gravi può verificarsi anche un'ernia del disco» spiega Fabia Dell’Era, specialista di ergonomia della Suva.

I giorni di assenza costano una fortuna

Oltre al dolore fisico, i problemi di salute comportano costi elevati, perché i dipendenti infortunati sono costretti ad assentarsi. Secondo le statistiche, 670 000 lavoratori soffrono di disturbi all'apparato locomotore correlati al lavoro e registrano in media tre giorni di assenza all'anno. La Suva stima un costo di circa 1000 franchi per ogni giorno di assenza, per un totale di oltre due miliardi di franchi a carico del sistema sanitario, delle aziende e dell'intera piazza economica svizzera.

Risparmio di tempo con ausili appropriati

Utilizzando ausili appropriati è possibile ridurre a lungo termine infortuni e sovraccarichi e, di conseguenza, anche molti disturbi fisici. E c'è anche un altro vantaggio: il risparmio di tempo. «Grazie agli strumenti giusti, un addetto alle consegne può risparmiare energie e mantenere il suo ritmo di lavoro fino a fine giornata» afferma Dell’Era.

Gli ausili disponibili sono numerosi e vanno scelti in base all'oggetto da trasportare e al luogo di utilizzo. Per trasportare pacchi esistono vari strumenti che semplificano il lavoro quotidiano. Se nel preparare le consegne i pacchi sono accatastati su palette, è bene servirsi di un carrello elevatore a pantografo che consente di posizionare le merci all'altezza delle anche, evitando così di sovraccaricare la schiena. Per i pacchi molto pesanti è possibile servirsi dei sollevatori a ventosa. Se la consegna a domicilio può essere effettuata percorrendo una superficie piana, si può utilizzare un carrello a pianale con ruote o un carrello per sacchi. I carrelli saliscale, invece, sono molto utili per salire e scendere da un piano all'altro. Inoltre, per i pacchetti piccoli può essere consigliabile dotarsi di una cinghia di trasporto.

Oltre a scegliere gli ausili adeguati è importante organizzare il giro di consegne e caricare il veicolo in modo tale da ottimizzare la movimentazione e spostare i pacchi solo al momento della consegna. Anche questo serve a risparmiare tempo ed energie.

Migliorare l'immagine aziendale puntando sulla professionalità

Non da ultimo, una gestione professionale dei carichi influenza anche l'immagine dell'azienda. Del resto, a chi piacerebbe trovarsi davanti alla porta un addetto alle consegne stanco e sudato? Inoltre, affidandosi a un'impresa che fornisce un equipaggiamento professionale ai suoi dipendenti, il cliente può contare sul fatto che la merce ordinata arriverà senza inconvenienti né danni legati al trasporto.

  • Regina Pinna-Marfurt
    Regina Pinna-Marfurt
    Portavoce e addetta stampa
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Alleggerire i carichi fa risparmiare (ben due miliardi di franchi)

Operante dal 1918, oggi la Suva occupa 4200 collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico con un volume premi di 4,4 miliardi di franchi, la Suva assicura 130 000 imprese, ossia 2,0 milioni di lavoratori, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Dal 2005 gestisce anche l'assicura-zione militare su mandato del Consiglio federale. Le prestazioni comprendono assicurazione, prevenzione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e ridistribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio della Suva sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.