Controllo delle fatture e frodi assicurative

Medico sospettato di truffa»: questo è il titolo di una notizia riportata dal quotidiano 24heures e dalla Tribune de Genève il 31 marzo scorso. Le agenzie Suva di Losanna e Ginevra hanno contribuito a fare luce su questo caso.

La punta visibile dell'iceberg: per un caso che finisce sui giornali   ce ne sono centinaia, di sospetti, che la Suva ogni anno esamina in modo certosino e di cui non si parla! «Sono fiero del mio team e soprattutto delle mie collaboratrici che hanno smascherato il caso!» dichiara Philippe Conus, direttore dell'agenzia Suva Lausanne. E aggiunge: «Ogni giorno eseguiamo centinaia di controlli nell'interesse delle aziende nostre assicurate, affinché non siano costrette a pagare più premi a causa di errori o per la disonestà di poche persone».

Alla Suva da tempo si effettua un controllo minuzioso delle fatture inviate dagli ospedali, dai medici e dai terapisti. «Ormai questi controlli fanno parte della nostra routine» continua Philippe Conus, «soprattutto verifichiamo la coerenza delle prestazioni, e questo ci distingue dal lavoro che fanno le casse malati. E per fare tutto questo servono esperienza, competenza e fiuto». A tale proposito cita alcune cifre impressionanti: «Nel 2015 abbiamo respinto 290 000 fatture su 2,3 milioni di fatture controllate. Per fortuna spesso si tratta di errori corretti subito dai fornitori di prestazioni. Queste correzioni hanno permesso alla Suva di risparmiare 200 milioni di franchi nel 2015!»

Direttore Philippe Conus, Suva Lausanne

A tutto questo si aggiungono ovviamente «i casi di frode e di truffa, in aumento ogni anno» dichiara Lionel Delorme, specialista in materia alla Suva, precisando che «i casi sospetti hanno sfiorato quota 1000 nel 2016». Solo per citare un esempio, ricorda il caso di quel «dipendente» che, il giorno stesso dell'infortunio, quasi per miracolo, si era fatto assumere nell'impresa del cugino, per di più con un salario molto sospetto, allo scopo di percepire il massimo dell'indennità giornaliera. O il caso di quella persona che ha intenzionalmente ammaccato l'auto di un complice e che ha finto un colpo di frusta.

Ma la tentazione di truffare l'assicurazione non è solo appannaggio dei lavoratori stranieri come spesso si sente dire nelle chiacchiere da bar. E poi come non dimenticare il caso di quell'imprenditore, un pezzo grosso, ufficialmente inabile al lavoro, che trascorreva giornate intere sui cantieri. Senza parlare di questi rari medici che esercitano nel proprio studio o in ospedale, di cui ci si può chiedere se non emettano dei certificati medici compiacenti sulla base di diagnosi dubbie.


Il trattamento dei casi di infortunio e la lotta alle frodi si fondano sul rispetto del principio di legalità e della parità di trattamento: ogni infortunato riceve le prestazioni previste dalla legge, né più né meno, a patto che vi abbia diritto. La solidarietà tra gli assicurati ha quindi dei limiti molto chiari e questi limiti sono dettati dall'onestà.