«Che sofferenza recuperare il corpo di quel bambino»

Regula Müller,

Theo Maurer, 55 anni, è capo Formazione e soccorritore del SAS, il Soccorso Alpino Svizzero. Il suo compito è prestare aiuto laddove la Rega non riesce ad arrivare. Spesso opera in zone difficili e deve calcolare bene i rischi cui va incontro, per non mettere in pericolo la sua stessa vita.

Theo Maurer Alpine Rettung Schweiz Bergretter Rega

«Non appena rimetto i piedi ben saldi a terra telefono a mia moglie» racconta Theo Maurer. Così le risparmia inutili preoccupazioni quando è impegnato in un intervento di soccorso. L'uomo, fisico atletico e sguardo limpido, presta servizio da ben 35 anni nel Soccorso Alpino Svizzero (SAS). Nel 2001 è stato nominato capo soccorso e sette anni dopo capo Formazione per l'intera Svizzera. A spingerlo verso questa professione non è stato solo l'amore per la montagna, ma anche la varietà delle sfide da affrontare e l'emozione di scoprire cosa c'è ogni giorno in serbo per lui. «Quando un intervento di soccorso va a buon fine, la soddisfazione è immensa. Per questo ho scelto di lavorare al SAS».
Il Soccorso Alpino Svizzero è una fondazione promossa dal CAS e dalla Rega. Sul territorio elvetico sono presenti 86 stazioni di soccorso gestite da sette associazioni regionali. I soccorritori impegnati negli interventi sono 2929, tutti volontari. Nella vita svolgono un lavoro normale e vengono chiamati in servizio a supporto della Rega, ad esempio in caso di maltempo, quando gli elicotteri sono costretti a restare a terra o a volare a bassa quota, sotto lo strato inferiore di nuvole. In situazioni del genere i soccorritori del SAS devono raggiungere a piedi la zona di intervento, dove li attendono compiti assai impegnativi, come operazioni di soccorso in valanga, ricerche di alpinisti dispersi in luoghi impervi o il recupero di escursionisti precipitati.

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L'importanza di un'ottima condizione fisica e mentale

Quale capo soccorso della stazione di Oberhasli, Theo Maurer è responsabile della zona compresa tra Brienz e i passi del Susten, del Grimsel e Jochpass. Nel 2016 il suo team ha eseguito 44 interventi. Chi presta servizio di picchetto può essere chiamato in qualsiasi momento, spiega Theo Maurer. «In primavera siamo stati chiamati alle 19:30 per un'operazione di soccorso in valanga. In genere, chi pratica sci-escursionismo a mezzogiorno è già a casa». Negli ultimi anni il comportamento delle persone è cambiato. «La buona qualità dei materiali, talvolta, induce a rischiare di più».
Un soccorritore deve poter contare su un'ottima condizione fisica e mentale. Uno degli interventi più difficili capitati a Theo Maurer è stato il recupero di un escursionista a 3000 m di quota. L'uomo si era fratturato un femore e i soccorritori hanno dovuto trasportarlo in barella al buio, sfidando pioggia e neve. «Abbiamo iniziato alle quattro del pomeriggio e solo dopo mezzanotte siamo arrivati sulla strada dove ci attendeva l'ambulanza». Un intervento decisamente arduo, ma non traumatico. A differenza di un altro: quella volta Theo Mauerer si è recato sul luogo della tragedia senza sapere che il bambino precipitato e morto sul colpo, era figlio di suoi conoscenti. «È stata una sofferenza enorme».

Lavorando al SAS sono diventato più prudente.

Theo Maurer, capo soccorso del Soccorso Alpino Svizzero

Valutare i rischi

Spesso il SAS opera in zone difficili ed è compito del capo intervento valutare i pericoli per la propria squadra. In caso di valanga, deve prima appurare se sussiste il rischio di ulteriori distacchi o se le condizioni ambientali sono sicure. Durante il recupero di escursionisti precipitati, i soccorritori sono esposti al pericolo di caduta massi. «In qualità di capo intervento sono responsabile dell'incolumità del mio team». Tuttavia, poiché nelle situazioni estreme la capacità di giudizio tende a calare, bisogna esercitarsi costantemente ad assumere un comportamento corretto.
«Lavorando al SAS sono diventato più prudente durante le mie escursioni private». Ciò che non è cambiato, però, è il suo amore per la montagna. Theo Maurer racconta sorridendo: «Quando vado in vacanza in Sardegna, la mattina la passo in spiaggia ma non resisto a lungo. Così al pomeriggio, o anche prima, prendo la bici e parto alla scoperta dell'entroterra».

Per esplorare la montagna in tutta sicurezza

  • Indossare sempre scarpe chiuse con suola profilata.
  • Per ammirare il panorama e osservare o fotografare l'ambiente circostante, fare una breve sosta.
  • Prestare particolare attenzione quando si attraversano cumuli di neve, ghiaioni e punti scivolosi.
  • Pianificare accuratamente ogni escursione, anche in funzione della propria condizione fisica.