«La riduzione dei premi è un incentivo»

Jérôme Chanton, direttore della Kugler Bimetal SA con sede a Ginevra, ha visto ridursi del 15 per cento i premi della Suva per il 2019. Un incentivo a investire in misura ancora maggiore nella sicurezza.

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Jérôme Chanton, Kugler Bimetall SA

170 milioni di franchi per i nostri clienti

Le aziende assicurate beneficeranno anche nel 2020 degli ottimi redditi da investimenti conseguiti negli anni scorsi, con effetti positivi sui premi dell’assicurazione contro gli infortuni. L’importo esatto della riduzione dei premi a titolo straordinario è indicato nella decisione di classificazione per il 2020. Per maggiori informazioni  

Jérôme Chanton, come ha reagito alla buona notizia?
Abbiamo stappato lo champagne! A parte gli scherzi, ogni riduzione dei premi è ben accetta perché ci permette di aumentare la redditività e, quindi, di avere a disposizione più risorse per ulteriori miglioramenti.

Che cosa significa concretamente?
Abbiamo investito nella formazione, nell’ottimizzazione della sicurezza e nell’acquisto di dispositivi di protezione individuale. La certificazione EN-9100 (industria aerospaziale) richiede l’adempimento di standard molto severi, tra cui quello di un rigoroso sistema di gestione della qualità e della salute sul lavoro. I dipendenti della nostra fonderia devono quindi disporre di tenute speciali, che cambiano tre volte alla settimana, di maschere protettive del valore di quasi 1500 franchi l’una e di occhiali di protezione fatti su misura.

La sicurezza in azienda, una sfida quotidiana

Intervista a Jérôme Chanton, Kugler Bimetal SA

Nella sua azienda gli infortuni professionali sono diminuiti. Qual è la sua ricetta?
Nel 2018, su un totale di 122 330 ore lavorative, abbiamo registrato 147 ore di assenza per infortuni e malattie professionali, con una frequenza quindi Bisazmolto bassa. Avevamo molto da recuperare, visto che non eravamo i primi della classe. Detto questo, investire in infrastrutture e attrezzature affidabili è facile. Lo è molto meno migliorare la cultura della sicurezza e della salute. Noi comunque manteniamo alta la guardia e continuiamo a ripetere i nostri messaggi di prevenzione.

Che cosa può dirci sugli infortuni nel tempo libero?
Hanno causato 415 ore di assenza, un valore piuttosto alto. La nostra azienda ha messo a punto una tecnologia d’avanguardia per legare il bronzo con l’acciaio. Ma non ha ancora trovato una tecnologia che le consenta di ridurre gli infortuni non professionali al livello di quelli professionali senza invadere troppo la sfera privata dei collaboratori. Forse gli psicologi hanno una risposta al paradosso secondo cui le persone, pur essendo a conoscenza di un rischio, sono disposte a correrlo.

Perché è così importante la prevenzione?
Per me è un obbligo morale perché nessuno deve rischiare la vita sul posto di lavoro. Questo principio si rispecchia anche nei nostri due valori fondamentali: orientamento al cliente e rispetto dell’individuo e del suo ambiente. Riguardo al secondo punto dobbiamo molto alla Suva.

In che senso?
Avevamo un grosso problema: i livelli troppo elevati di piombo nel sangue avrebbero potuto causare gravi malattie tra i collaboratori e gli abitanti della zona. Ne andava della sopravvivenza dell’azienda. Fortuna vuole che la nostra strada si sia incrociata con quella di Dominique Pasdeloup, medico del lavoro alla Suva. Con lei abbiamo elaborato tutta una serie di misure di prevenzione, addestramento e controllo per i nostri collaboratori.

La Suva continua a poggiare su basi finanziarie molto solide 
Nel 2018 la Suva ha conseguito un risultato operativo lordo di 60,0 milioni di franchi. Dopo la restitu-zione di riserve di compensazione per un ammontare di 55,2 milioni rimane un risultato netto di 4,8 milioni di franchi. 

Il rapporto di gestione   fornisce informazioni sull'ultimo esercizio