Come portare a termine con successo il reinserimento professionale degli infortunati

Simone Isermann,

Patrizia Gargiulo, responsabile amministrazione del personale di Vebego, racconta la sua esperienza con il programma della Suva per il reinserimento in azienda.

L'essenziale in breve

  • La missione della Suva è prevenire e ridurre infortuni e malattie professionali. La persona è sempre l'elemento centrale.
  • Il reinserimento in azienda è molto importante per un'impresa familiare come Vebego.
  • La direzione e i quadri direttivi sostengono una cultura aziendale orientata alla valorizzazione delle persone.
  • Perché una reintegrazione vada a buon fine è importante la collaborazione di tutte le parti coinvolte.
  • I lavoratori che partecipano al programma di reinserimento della Suva di regola fanno rientro nel loro posto di lavoro.
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Patrizia Gargiulo, responsabile amministrazione del personale di Vebego

Vebego offre un'ampia gamma di servizi nel campo del Facility Service ed è un'impresa familiare che si autofinanzia al 100 per cento. Nell'azienda lavorano circa 6000 collaboratori, distribuiti in tutta la Svizzera e nel Principato del Liechtenstein. Patrizia Gargiulo è convinta che il reinserimento in azienda sia un investimento per Vebego.

Signora Gargiulo, complimenti vivissimi per il suo impegno nel reinserimento professionale in azienda. Qual è la motivazione che sostiene sia lei che Vebego?
La nostra casa madre olandese è impegnata da generazioni in numerosi programmi sociali a livello internazionale nonché nel reinserimento professionale di lavoratori infortunati o malati e di beneficiari dell'AI. I nostri collaboratori hanno per noi da sempre una grande importanza e i valori «sicurezza» e «salute» sono per tradizione profondamente radicati nella nostra azienda. Questo è anche uno degli elementi grazie al quale abbiamo ottenuto il riconoscimento «Great Place to Work».

Quante persone infortunate o con malattie di lunga durata sono registrate attualmente nella sua gestione delle assenze? 
Al momento ci stiamo occupando di oltre 100 persone. La nostra priorità numero uno è sempre il rientro dei collaboratori nel loro posto di lavoro abituale. In aggiunta a ciò, ci adoperiamo anche in favore di mansioni alternative.

In che modo Vebego si impegna per garantire a collaboratori infortunati o malati di essere reintegrati in modo rapido e permanente nel processo lavorativo?  
Abbiamo un partenariato di lunga durata con la Suva grazie al quale, in occasione di eventi infortunistici, la Suva ci affianca in modo professionale con il suo programma di reintegrazione. In un'ottica di scambio reciproco, in casi particolarmente impegnativi vengono create mansioni di lavoro alternative, in modo che i soggetti coinvolti possano essere riaccompagnati nel processo lavorativo passo dopo passo, con un piano di reinserimento individuale. L'avanzamento progressivo è fondamentale per far sì che il rendimento e la capacità lavorativa aumentino in modo graduale senza che si giunga a un aggravio eccessivo.

Quali sono a suo avviso i requisiti più importanti perché il reinserimento si svolga con successo?
Sicuramente è necessaria la collaborazione di tutti gli attori, quindi del datore di lavoro, dell'assicurazione infortuni, ma principalmente della persona interessata, che deve avere la motivazione e la volontà di partecipare al processo di reinserimento professionale. Come datore di lavoro assicuriamo le condizioni quadro, adeguando il posto di lavoro in modo tale che i soggetti coinvolti possano riprendere rapidamente una parte della loro mansione. È però altrettanto importante garantire il mantenimento del posto di lavoro nel suo complesso, ove possibile. Questo influenza positivamente il processo di guarigione. Come impresa a conduzione familiare, la nostra cultura aziendale, orientata alla valorizzazione delle persone e sostenuta dalla direzione e da tutti i nostri quadri dirigenti, crea ulteriori condizioni positive per una buona riuscita del reinserimento.

Qual è dunque il suo bilancio?
Un reinserimento professionale che si conclude positivamente avvantaggia tutte le parti coinvolte, non solo in termini finanziari. Siamo orgogliosi di poter offrire ai nostri collaboratori, ogniqualvolta sia possibile, la prospettiva di mantenere il proprio posto di lavoro. Il fatto poi che ci sia stato assegnato il certificato della Suva «incentivi per il reinserimento in azienda» e aver avuto l'onore di ricevere un premio di 20 000 franchi è una ricompensa ancora maggiore per le nostre prestazioni. Contiamo di proseguire la positiva collaborazione con la Suva.

Incentivi per il reinserimento in azienda

Affinché gli infortunati possano riavere una prospettiva professionale, la Suva, in collaborazione con l'assicurazione invalidità, sostiene finanziariamente le aziende disposte a mantenere il posto di lavoro o a effettuare una nuova assunzione.
Scoprite qui come la Suva può aiutare la vostra azienda  . 

Caduto sì, ma non per questo uscito dal sistema: la storia del custode infortunato

Una domenica mattina, un collaboratore di lunga data che prestava servizio in Vebego come custode è caduto all'interno della sua abitazione in modo così sfortunato da procurarsi una frattura complessa alla spalla destra.

Il ritorno al lavoro, un lungo cammino
A causa del difficile decorso della guarigione e dei forti dolori, non gli è stato possibile riprendere il lavoro in tempi rapidi. L'infortunato dovette essere ricoverato per diverse settimane nella clinica di riabilitazione della Suva, la CRR di Sion. È stata eseguita un'analisi dettagliata della situazione e si è stabilito come procedere a livello medico. Il reperto della Suva: è altamente probabile che l'infortunato possa riprendere a esercitare la sua mansione abituale, ma il decorso della guarigione si protrarrà ancora a lungo.

A piccoli passi verso la normalità
Grazie alla pronta reazione di Vebego è stato possibile offrire all'interessato un posto di lavoro alternativo con un profilo dell'attività appropriato, in modo che potesse riprendere il processo lavorativo gradualmente. Il collaboratore lavora al momento nel servizio di manutenzione immobili, dove aveva inizialmente un'attività a tempo parziale, poi diventata a tempo pieno.
In questa mansione deve sollevare meno carichi e si dedica in misura maggiore a compiti amministrativi e organizzativi. Può rimanere nel posto di lavoro alternativo sino a quando non sarà in grado di riprendere il suo lavoro originario come custode. Il mantenimento del posto di lavoro nel lungo periodo, lo scambio con i colleghi e la varietà nelle attività quotidiane hanno un effetto benefico sul decorso della guarigione e sullo stato di salute del lavoratore.  

Reinserimento professionale degli infortunati

In questa pagina del nostro sito sono disponibili maggiori informazioni sull'iniziativa reinserimento professionale   . 

La Suva è più che un'assicurazione

La Suva è unica perché combina in modo efficace i servizi nel campo della prevenzione, dell'assicurazione e della riabilitazione. Così facendo offriamo ai clienti vantaggi a lungo termine e rafforziamo la piazza economica svizzera. Vogliamo che il nostro modello di business abbia successo anche in futuro, non soltanto oggi.
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