«Grazie a mia figlia e ai miei cari sono tornato a vivere»

Regina Pinna-Marfurt,

Roberto Lascala (47) è rimasto vittima di un infortunio nell'aprile 2017: cadendo da una piattaforma ha subito una grave frattura al braccio. Con la fisioterapia è riuscito a recuperare la mobilità dell'arto. Oggi lavora di nuovo presso il suo datore di lavoro.

«Quel giorno, nel tardo pomeriggio, sono caduto da una piattaforma e ho subito una grave frattura al braccio destro. Per fortuna i soccorritori sono arrivati poco dopo l'infortunio. All'ospedale sono sprofondato immediatamente nel sonno, e dopo il primo intervento di emergenza ho capito che ci sarebbe voluto molto tempo prima di poter tornare a lavorare sul cantiere.

Con tanto aiuto e sostegno ce l'ha fatta

Sapevo che potevo farcela e avere il sostegno del mio datore di lavoro e dei colleghi mi ha dato enorme fiducia, benché lungo il processo di guarigione ci siano state alcune battute d'arresto. Non appena ho comunicato che presto avrei potuto ricominciare a lavorare, mi sono dovuto operare per la terza volta. In quel momento non ero più certo che sarei riuscito a recuperare la mobilità del braccio destro. Anche la mia famiglia era perplessa, e non vedeva alcuna possibilità per me di tornare a svolgere la mia attività precedente. Mia figlia mi ha detto: «Papà, ora sei invalido e non puoi più fare niente». Ma io sapevo che avrei potuto vincere questa sfida, se oltre a fare fisioterapia mi fossi allenato sistematicamente per riprendere a muovere in modo quasi normale la parte superiore del braccio che si era salvata. Per tre giorni alla settimana ho fatto esercizi mirati per riacquistare la mobilità. 

Iniziativa musicale per infortunati e ammalati

Conoscete qualcuno che ha subito un infortunio e che al momento non può lavorare? Dimostrate a un collega o a un collaboratore la vostra vicinanza dedicandogli una canzone alla radio entro il 13 dicembre. Approfittate dell'iniziativa musicale della Suva   e inviategli un messaggio personalizzato!
Maggiore infatti è il sostegno che un infortunato riceve dalla famiglia, dagli amici e dai colleghi, maggiori saranno le sue chance di guarire e tornare alla vita di tutti i giorni.

Una promozione gli permette di tornare a lavorare

A quel punto ho ricominciato a fare progetti per il futuro, anche parlandone con il mio datore di lavoro. Non riuscivo a credere che la mia azienda potesse propormi una nuova attività, visto che ero rimasto assente per 18 mesi. Quando ho ripreso a lavorare con il mio diretto superiore Ivan, che stimo molto, per me si è avverato un sogno. La mia funzione era cambiata: non ero più gruista, bensì caposquadra. Durante il difficile periodo della convalescenza non avrei mai pensato di ottenere una promozione al mio rientro. 

Merito anche dell'incoraggiamento della figlia

Sono immensamente grato al mio datore di lavoro, che ha visto la passione con cui lavoro e la mia capacità di suscitare entusiasmo nei colleghi come un'opportunità per darmi una nuova prospettiva. Sul cantiere scatto sempre nuove foto per mia figlia, che oggi ha otto anni, per farle vedere gli edifici che vengono costruiti sotto la mia conduzione, e ogni giorno sono felice di sapere che i miei colleghi possono lavorare in sicurezza. Per questo mi impegno al massimo e mi assumo le mie responsabilità.»

L’atteggiamento del datore di lavoro è determinante per la buona riuscita del reinserimento. Qui trovate alcuni consigli.

Reintegro
«benefit» 1_20 Rubrik «vor Ort» Roberto Lascala, Baustelle, Kranführer, Helm, Unfall, Wiedereingliederung, Christina Pagani, Arbeitgeber

«Questa è stata la mia prima esperienza di reinserimento di un dipendente dopo un grave infortunio. Roberto Lascala ha comunicato con chiarezza la sua volontà di tornare al lavoro il più presto possibile, per cui abbiamo pensato di offrirgli questa opportunità. Considerate le sue capacità, lo abbiamo ritenuto in grado di svolgere una funzione più gestionale, che non richiede forza fisica bensì doti organizzative. La soluzione era a portata di mano: Roberto Lascala lavora come capocantiere da novembre 2018. Il suo reinserimento ha contribuito alla crescita dell'intera azienda.»

Cristina Pagani-Boiani, CSC Impresa Costruzioni SA ing. civ. dipl. ETH SIA, Caposettore Svizzera italiana