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Nel 2023 i nostri clienti beneficeranno nuovamente di premi oltremodo bassi

Anche per il 2023 la Suva assegna le eccedenze gli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Ci spiegano i motivi il CEO Felix Weber e il presidente del Consiglio della Suva Gabriele Gendotti.

L’essenziale in breve

  • La Suva non opera a scopo di lucro e restituisce gli utili sotto forma di riduzioni di premio.
  • Grazie ai redditi da capitale in eccedenza, le aziende e le persone assicurate beneficeranno nel 2023 di premi oltremodo bassi.
  • La riduzione media dei premi lordi è del 7,6 per cento (AIP) e dello 0,3 per cento (AINP).
  • I valori possono variare a seconda della classe di rischio.
  • Nel medio termine i premi torneranno al livello normale.

Felix Weber, per la Suva l’anno appena trascorso è stato un anno proficuo. Quali saranno i benefici per i clienti?
Weber: Grazie al buon andamento delle borse registrato nel 2021 con un rendimento del 7,5 per cento, anche la performance di investimento della Suva è stata molto positiva. Inoltre, un andamento favorevole del rischio di infortunio ha determinato riserve di compensazione tendenzialmente elevate in molte classi assicurative. I cospicui redditi da capitale realizzati e lo scioglimento delle suddette riserve hanno prodotto eccedenze che la Suva – in qualità di assicurazione sociale senza scopo di lucro – assegna agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel 2023 i nostri clienti beneficeranno, quindi, di premi oltremodo bassi.

Signor Gendotti, in qualità di presidente del Consiglio della Suva, può spiegarci quando vengono prodotte eccedenze?
Gendotti: Certo. Affinché la Suva sia in grado di onorare in ogni momento i propri impegni futuri, come le rendite, le spese di cura o le indennità giornaliere, il legislatore ha fissato il limite inferiore della solvibilità al 100 per cento (vedi riquadro). Il limite superiore, per contro, è stabilito dal Consiglio della Suva, la cui composizione è improntata al partenariato sociale. Tale limite attualmente è pari al 180 per cento. Quell’80 per cento è necessario per compensare le oscillazioni nell’andamento degli infortuni e soprattutto negli investimenti di capitale. In questo modo manteniamo stabili anche i premi. Le risorse che superano la soglia del 180 per cento sono destinate agli assicurati, come è successo negli anni 2019, 2020 e 2022. La solvibilità della Suva è determinata dall’insieme dei mezzi propri, ovvero dalla somma degli accantonamenti e delle riserve.

A quanto equivale esattamente in cifre, signor Weber?
Weber: Lo scorso anno la Suva ha realizzato eccedenze da redditi da capitale per diversi miliardi di franchi, accantonandole come riserva. Come ha spiegato Gabriele Gendotti, è il Consiglio della Suva a decidere in merito all’utilizzo di tali risorse. Per il 2023 il Consiglio concede la riduzione massima consentita dei premi, pari al 20 per cento, sia nell’assicurazione contro gli infortuni professionali sia nell’assicurazione contro gli infortuni non professionali (AIP / AINP). In totale parliamo di 824 milioni di franchi di redditi da capitale eccedenti che assegniamo ai nostri clienti.  A questi si aggiungono 39 milioni di franchi provenienti dalle eccedenze delle riserve di compensazione. 

Informazioni sul calcolo dei premi

Informazioni sul calcolo dei premi

E cosa succede con i restanti redditi da capitale accantonati?
Gendotti: Bisogna considerare che la guerra in Ucraina e le attuali turbolenze sui mercati finanziari comportano molti rischi. Il nostro obiettivo primario è rispettare le condizioni di finanziamento dettate dalla legge per i nostri assicurati. Pertanto, per motivi legali e nell’interesse dei nostri assicurati decidiamo sempre di anno in anno come impiegare le risorse eccedenti, a seconda anche dell’andamento degli infortuni e dei mercati finanziari. 

Signor Weber, lei ha parlato di premi oltremodo bassi. Cosa significa concretamente per la singola azienda?
Weber: In media, nell’anno di premio 2023, le aziende assicurate beneficeranno di una riduzione dei premi lordi pari al 7,6 per cento nell’assicurazione infortuni professionali e allo 0,3 per cento in quella degli infortuni non professionali. Sottolineo, in media. I tassi di premio della singola azienda dipendono sostanzialmente dalla propria situazione di rischio e dal rispettivo settore economico. Per questo motivo, le misure inerenti ai premi 2023 non saranno positive per tutte le imprese e le classi assicurative. Alcune subiranno, infatti, un aumento di premio a causa dell’andamento negativo registrato. 

Tassi bassi dei premi lordi sono diventati quasi la normalità. Continuerà a essere così oppure ci saranno presto aumenti?
Weber: Purtroppo non possiamo garantire ogni anno una riduzione dei premi. Quella attuale è una fase straordinaria. L’assegnazione agli assicurati delle eccedenze comporta addirittura premi inferiori rispetto a quanto sarebbe necessario per coprire normalmente i costi di infortunio. È importante capire che, non appena tutte le eccedenze saranno esaurite, nel medio termine i premi torneranno a un livello normale.
Gendotti: È naturale che all’inizio le imprese percepiranno questo adeguamento come un aumento dei premi. Ma in realtà si tratta semplicemente della fine di una fase straordinaria di riduzioni. Come afferma Felix Weber, si tratta di un ritorno alla normalità, ossia di premi conformi al rischio. L’obiettivo primario della Suva è salvaguardare i diritti degli assicurati, in ogni momento e per tutta la vita. 

Di quali altri benefici potranno godere i clienti?
Weber: La Suva sta investendo in modo mirato nella digitalizzazione e puntando all’incremento dell’efficienza per mantenere stabili le spese di gestione, nonostante l’aumento dei bisogni. Dal 2023 potremo già ridurre di 0,25 punti percentuali le spese amministrative nell’assicurazione contro gli infortuni non professionali. Per noi è importante organizzare l’azienda in modo efficiente e orientato al cliente. La chiave per riuscirci è la digitalizzazione, in particolare lo scambio automatizzato dei dati con i nostri clienti.
Gendotti: E non dimentichiamoci che le parti sociali, ossia i rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori, collaborano all’interno del Consiglio della Suva per trovare le migliori soluzioni possibili per le aziende e le persone assicurate. Il senso civico è un grande punto di forza della Suva e contribuisce in modo determinante alla salute della piazza produttiva svizzera.

Cos’è il quoziente di solvibilità?

La Confederazione stabilisce un valore minimo pari al 100 per cento per il quoziente di solvibilità. L’ammontare dunque dei mezzi propri della Suva deve essere almeno in grado di coprire, in qualsiasi momento, un evento dannoso che si presenta solo una volta ogni cento anni. Se questo valore minimo non viene raggiunto, è necessario adottare misure di risanamento sotto forma di aumento dei premi.

Inversamente, per non vincolare un importo eccessivo di mezzi propri, il Consiglio della Suva fissa un limite superiore per il quoziente di solvibilità che attualmente, in seguito alla sua decisione del novembre 2021, è del 180 per cento. I mezzi propri che oltrepassano il limite superiore confluiscono alle aziende assicurate sotto forma di riduzioni di premio.

Il superamento di tale limite si verifica sostanzialmente soprattutto in caso di redditi da investimenti eccezionalmente elevati. Per questo motivo si parla anche di «assegnazione agli assicurati dei redditi di capitale eccedenti».