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2 settembre 2019 | Comunicato stampa

L'appello della Suva: non lasciamo la salute al caso

Solo nel 2018 la Suva ha registrato 55 infortuni mortali sul lavoro, soprattutto nei settori professionali ad alto rischio. Per questo, nella sua attività di prevenzione, invita a rispettare le «regole vitali» specifiche per i diversi settori. Per promuovere la conoscenza di queste regole, la Suva ha deciso di sensibilizzare l'opinione pubblica con un nuovo spot: «La vita è bella finché va tutto bene».

Indice

Non rimanere vittima di un infortunio non è questione di fortuna. Nel nuovo spot della Suva dedicato alla prevenzione si vede un grosso prefabbricato in legno che precipita a terra alle spalle di alcuni operai che camminano tranquillamente, poi è la volta di un braccio robotico in movimento che manca di un soffio una persona solo perché miracolosamente si è chinata al momento giusto. Situazioni lavorative pericolose che vengono notate troppo tardi o passano addirittura inosservate. In sottofondo, una musica soft accompagna il susseguirsi di questi eventi, nei quali tutto è in balia del caso. Lo spot mira a spaventare e sorprendere lo spettatore: i protagonisti hanno avuto fortuna, ma l'epilogo poteva essere ben diverso.

La Suva assicura i rischi elevati

In conformità al suo mandato di legge, la Suva assicura i settori professionali esposti a rischi elevati. Ma la sicurezza di chi svolge lavori pericolosi non può essere affidata al caso o al destino. Nel 2018 la Suva ha registrato 55 infortuni professionali mortali. Negli ultimi dieci anni, ogni tre giorni di lavoro una persona ha perso la vita a causa di un infortunio professionale. Molti infortunali sono rimasti invalidi. Proprio per questo la Suva svolge attività di prevenzione volte a evitare tutti i comportamenti e le condizioni di lavoro non conformi alla sicurezza che possono provocare infortuni gravi o mortali.

Regole di importanza vitale

Per le attività e i settori esposti a rischi elevati, la Suva, in collaborazione con i settori interessati, ha messo a punto alcune semplici regole applicabili al lavoro quotidiano, ad esempio «Otto regole vitali per chi lavora nell'edilizia» o «Sette regole vitali per gli autotrasportatori». In caso di mancato rispetto di una regola vitale bisogna dire STOP, sospendere i lavori, eliminare il pericolo e solo dopo riprendere a lavorare in tutta sicurezza. Come dimostrano i dati della Suva, nel 75 per cento degli infortuni professionali mortali è stata infranta almeno una «regola vitale».

Oltre 14 000 operatori economici svizzeri dicono sì a una maggiore sicurezza

Sono già più di 14 000 gli operatori economici svizzeri che si sono impegnati a favore della sicurezza sul lavoro. La Charta della sicurezza, elaborata dalla Suva in collaborazione con associazioni dei datori di lavoro, progettisti e sindacati, è una sorta di alleanza tra i vari partner del mondo professionale che mira a rendere più sicuri i luoghi di lavoro. I firmatari si impegnano a garantire il rispetto delle «regole vitali» sul posto di lavoro, con l'obiettivo comune di preservare la vita e la salute di tutte le persone coinvolte.

La vita è bella finché va tutto bene

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Ulteriori informazioni

www.suva.ch/regole TODO_LINK  (regole vitali per tutti i settori)
www.charta-sicurezza.ch

Contatto per i media

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Chi siamo

Nata nel 1918, la Suva occupa circa 4400 collaboratrici e collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 sedi di agenzia presenti sul territorio svizzero e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico, assicura circa 130 000 imprese con due milioni di lavoratrici e lavoratori contro le conseguenze degli infortuni sul lavoro e nel tempo libero e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Su mandato della Confederazione gestisce inoltre l’assicurazione militare e l’assicurazione contro gli infortuni per le persone coinvolte in provvedimenti dell’assicurazione per l’invalidità. Il ventaglio di servizi e prestazioni della Suva comprende prevenzione, assicurazione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e distribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio della Suva sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.

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