Andare in bici d'estate è bello, ma attenzione all'alcol

Comunicato stampa Suva,

Ogni anno gli assicuratori contano circa 21 000 infortuni in bici e questo dato è in aumento. Nel 6,5 per cento dei casi registrati dalla polizia, l'alcol svolge un ruolo determinante. Nelle circostanze più gravi, il fatto di mettere in pericolo se stessi e gli altri non solo può comportare una multa e la revoca della licenza di condurre, ma a livello tecnico-assicurativo può anche essere classificato come negligenza grave e determinare riduzioni delle prestazioni.

La bici gode di grande popolarità, soprattutto d'estate. Dopo una festa o un aperitivo abbondante, molti scelgono di inforcare la bici per tornare a casa piuttosto che rinunciare a pedalare per aver esagerato con l'alcol. Attenzione, però: usare la bicicletta in stato di ebbrezza comporta dei rischi.

Serio pericolo per se stessi

Secondo l'ultima analisi dell'Ufficio federale delle strade (USTRA), nel 50 per cento degli incidenti in bici registrati dalla polizia è il ciclista stesso il principale responsabile dell'evento. Nel 6,5 per cento dei casi l'alcol è un fattore determinante e questo dato è in aumento. «Soprattutto di notte e nel fine settimana il numero di incidenti in bici aumenta a causa dell'alcol» conferma Erwin Gräni, capo del settore prevenzione della polizia di Lucerna.

Il limite dello 0,5 per mille vale anche per i ciclisti

Molti non sanno che anche i ciclisti sono punibili se durante un controllo della polizia viene rilevata una concentrazione di alcol nel sangue pari o superiore allo 0,5 per mille. A seconda dei casi, il superamento di questo valore limite può comportare la revoca della licenza di condurre, se la persona ne è in possesso. Molti ciclisti non sono consapevoli che, in relazione al consumo di alcol, rischiano le stesse conseguenze penali degli automobilisti.

Riduzione delle prestazioni in seguito a negligenza grave

Chi usa la bici con un tasso alcolemico superiore allo 0,5 per mille e provoca un incidente commette una negligenza grave e deve aspettarsi una riduzione delle prestazioni da parte dell'assicurazione. In base alla statistica degli infortuni della Suva, ogni anno circa 25 infortuni in bici provocati sotto l'effetto dell'alcol determinano riduzioni delle prestazioni, che nel caso delle indennità giornaliere possono arrivare fino al 30 per cento. Non sono invece previste riduzioni per le spese di cura. Anche gli infortuni in bici dovuti al consumo di droghe, al mancato rispetto di semafori e segnali di stop oppure al fatto di guidare consapevolmente contromano o di circolare al buio senza luci accese sono considerati negligenza grave e possono comportare riduzioni delle prestazioni.

Un calo dell'attenzione aumenta il pericolo di lesioni

L'alcol riduce il livello di attenzione rallentando i riflessi, e altera anche l'equilibrio. In queste condizioni gestire la bici diventa più difficile e aumenta il rischio di farsi male in seguito a una caduta o a una collisione. «Inoltre, i ciclisti sono poco protetti dai fattori esterni» aggiunge Erwin von Moos, esperto di sicurezza nel tempo libero della Suva. Andare in bicicletta in modo sicuro e responsabile, evitando di consumare alcol prima di mettersi in strada, aiuta a prevenire gli infortuni. Inoltre, indossare il casco per bici riduce il rischio di subire lesioni alla testa. Fare segni chiari con la mano per indicare dove si vuole andare e dotarsi di un sistema di illuminazione adeguato, infine, sono due regole importanti per aumentare ancor di più la sicurezza, spiega von Moos. 

Maggiori informazioni su come prepararsi al meglio per un'escursione in bici sono disponibili qui.  

Per informazioni generali sulla sicurezza in bicicletta si invita a consultare www.suva.ch/bici  

 

Operante dal 1918, oggi la Suva occupa 4370 collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico con un volume premi di 4,3 miliardi di franchi, la Suva assicura 130 000 imprese, ossia 2,0 milioni di lavoratori, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Dal 2005 gestisce anche l'assicura-zione militare su mandato del Consiglio federale. Le prestazioni comprendono assicurazione, prevenzione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e ridistribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio della Suva sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione