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«Questo patrimonio appartiene agli assicurati»

Dopo oltre 20 anni alla Suva, il direttore finanziario Hubert Niggli traccia un bilancio delle responsabilità, delle crisi affrontate e del modello Suva. E non ha dubbi: la solidità finanziaria della Suva non è fine a se stessa. Ma al servizio degli assicurati, delle aziende e della piazza produttiva. Il 1° luglio Alexander Kohler assumerà la guida del Dipartimento finanze e informatica.

Arabelle Frey
19.06.2026
ca. 5 min

Indice

L'essenziale in breve

Il direttore finanziario Hubert Niggli, dopo oltre 20 anni trascorsi alla Suva, ripercorre la sua attività parlando delle responsabilità, delle crisi e delle peculiarità del modello Suva. E non ha dubbi: la solidità finanziaria della Suva è al servizio degli assicurati, delle aziende e della piazza produttiva svizzera.

  • Hubert Niggli ha lavorato alla Suva per oltre 20 anni.
  • Oggi la Suva amministra circa 60 miliardi di franchi per i propri assicurati.
  • La sua stabilità finanziaria permette di ridurre i premi e di garantire la sicurezza a lungo termine.
  • Il 1° luglio Alexander Kohler assumerà la guida del Dipartimento finanze e informatica.
 

Responsabilità verso gli assicurati

Hubert Niggli lavora alla Suva dal 2003, dove da ultimo ha ricoperto il ruolo di CFO nella Direzione e quello di capo del Dipartimento finanze e informatica. In questo periodo la situazione finanziaria della Suva è migliorata notevolmente. Oggi la Suva amministra un patrimonio di investimento di circa 60 miliardi di franchi. Denaro che non appartiene agli azionisti, ma agli assicurati.

 

Che cosa l’ha motivata, in tutti questi anni, a impegnarsi per la Suva?

Ho avuto la fortuna di lavorare con un team eccellente. Allo stesso tempo, il lavoro alla Suva ha sempre avuto un grande significato e valore, perché assicuriamo le persone contro le conseguenze economiche degli infortuni. Ci facciamo carico delle spese di cura, paghiamo le indennità giornaliere e garantiamo la rendita a oltre 70 000 persone.

La possibilità di garantire questi diritti nel lungo periodo è stata per me una forte motivazione. La Suva non punta a massimizzare i rendimenti per azionisti anonimi, ma ad assumersi le responsabilità verso gli assicurati.

 

La Suva amministra circa 60 miliardi di franchi. Ci sono stati momenti in cui il peso di questa responsabilità si è percepito in modo particolare?

Sì, soprattutto durante la crisi finanziaria del 2008 e del 2009. All’epoca non sapevamo neanche se i principali istituti finanziari avrebbero riaperto dopo il fine settimana.

Investiamo il nostro patrimonio in modo diversificato a livello globale. Solo così possiamo adempiere a un mandato del genere. Ma questo significa anche essere strettamente legati ai mercati e agli operatori finanziari di tutto il mondo. Il periodo della crisi finanziaria è stato impegnativo, ma alla fine, fortunatamente, siamo riusciti a superarlo con successo.

 

I numeri raccontano storie

 

Come Chief Financial Officer, lavora quotidianamente con i numeri. Cosa significano per lei?

Les chiffres à eux seuls ne signifient pas grand-chose pour moi. Ils deviennent passionnants dès que l’on comprend les évolutions et les forces qui les sous-tendent. Les chiffres racontent une histoire. Il faut juste savoir les lire correctement.

 

Prendiamo il 1918: quale storia racconta questa data?

Innanzitutto, l’anno di fondazione della Suva. Ma il 1918 fu anche un anno di grandi sconvolgimenti. Si concluse la Prima guerra mondiale, l’influenza spagnola si diffuse in tutto il mondo e, in Svizzera, scoppiò lo sciopero generale.

Molte persone chiedevano maggiore protezione sociale e sicurezza sul lavoro. È in questo contesto che la Suva ha iniziato la sua attività, come assicurazione nazionale obbligatoria contro gli infortuni, gestita insieme alle parti sociali.

 
Porträt Hubert Niggli

Hubert Niggli, capodipartimento Finanze e informatica

«I numeri diventano interessanti quando si capiscono le dinamiche che li determinano»

Perché il modello Suva convince

 

La Suva ha più di 100 anni. Ma è ancora moderna?

Sì, la Suva è un’eredità storica importante per la società e la politica svizzera, ma è anche sorprendentemente moderna. All’epoca, affidare agli stessi assicurati la gestione dell’assicurazione era un’idea all’avanguardia. E lo è ancora oggi. La Suva è vicina agli assicurati, alle aziende e alle parti sociali. Questa è la sua forza. È un’eredità che continua a dimostrare il suo valore.

 

Qual è, secondo lei, la maggiore conquista del modello Suva?

È la responsabilità diretta degli assicurati. La Suva è gestita dagli assicurati, e non solo sulla carta.

Datori di lavoro, lavoratori e Confederazione esprimono direttamente il loro punto di vista. Ogni anno ho condotto numerosi colloqui con associazioni, sindacati e clienti. Le richieste degli assicurati ci arrivano in modo molto diretto. A mio avviso, questa vicinanza è determinante.

 

Comment avez-vous vécu votre collaboration avec le Conseil de la Suva?

Il Consiglio della Suva rappresenta gli interessi degli assicurati ed era, in un certo senso, anche il mio superiore. Non è stato sempre facile spiegare in modo comprensibile temi complessi di finanza e assicurazione, né conciliare interessi divergenti.

Ma era proprio questo a rendere il mio lavoro stimolante. Ho sempre considerato la collaborazione con le parti sociali un’esperienza costruttiva. Le discussioni erano animate, ma sempre orientate a trovare soluzioni efficaci per gli assicurati.


 

Sfide per la piazza produttiva svizzera

 

Quali sono oggi, secondo lei, le principali sfide che la Suva deve affrontare?

La Suva assicura la piazza produttiva svizzera, attualmente sotto pressione. La situazione geopolitica è tesa e difficilmente prevedibile. Per un’economia piccola e fortemente interconnessa come quella svizzera, il contesto internazionale rappresenta una sfida significativa.

Parallelamente, l’intelligenza artificiale, la digitalizzazione e la robotica stanno trasformando il mondo del lavoro, creando nuove esigenze per la piazza produttiva svizzera. In questo scenario, il nostro compito è rimanere un partner affidabile, attento ai costi e orientato al cliente. Ciò vale per l’assicurazione contro gli infortuni, la prevenzione, la gestione dei casi e il reinserimento.

 

A cosa guarda con particolare soddisfazione?

Ho contribuito a portare la Suva da una situazione finanziaria difficile all’attuale posizione di grande solidità, a beneficio diretto degli assicurati.

Le riduzioni dei premi degli ultimi anni non sono un caso, ma il risultato di uno sviluppo prudente e stabile nel lungo periodo. Questo mi fa molto piacere, perché dimostra a cosa serve la solidità finanziaria della Suva: creare benefici per gli assicurati.

 

Passaggio del testimone ad Alexander Kohler

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Cambio al vertice del Dipartimento finanze e informatica:
il 1° luglio 2026 Hubert Niggli (a sinistra) passa il testimone al suo successore Alexander Kohler (a destra).

Presto avverrà il passaggio di consegne. Che consiglio vorrebbe dare al suo successore?

La Suva gode di solide basi finanziarie. Si tratta di un ottimo punto di partenza, ma anche di un grande impegno. È importante non perdere mai di vista la prospettiva a lungo termine.

Non gestiamo un patrimonio astratto, né quello della Suva: amministriamo il denaro degli assicurati. Da ciò deriva una grande responsabilità fiduciaria, che dovrebbe guidare ogni decisione finanziaria.

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