Ritorno alla FR dopo una caduta nello speedflying
Tornare alla vita dopo un volo di 200 metri. Oggi Nicola Beeli è di nuovo al lavoro e ha davanti agli occhi il suo obiettivo: tornare al suo vecchio ruolo. Affrontando sportivamente le difficoltà.
Indice
L'essenziale in breve
La storia di Nicola Beeli mostra quanto possa essere impegnativo il percorso dopo un grave infortunio, e come è possibile affrontarlo con fiducia.
- Mentre fa speedflying, precipita per 200 metri urtando più volte una parete rocciosa.
- Dopo la riabilitazione, inizia il reinserimento presso la Ferrovia retica (FR).
- Nonostante una battuta d’arresto, continua a perseguire il suo obiettivo: tornare a svolgere il suo vecchio ruolo nella FR.
Scoprite qui come Nicola Beeli, passo dopo passo, affronta il suo reinserimento professionale.
Precipitare per 200 metri e tornare a vivere
Nicola Beeli si trova a Landquart, di fronte alla sede amministrativa della Ferrovia retica, appena aperta. Nel sole primaverile non brillano solo la superficie argentata dell’edificio e il suo giubbotto di sicurezza arancione con le strisce riflettenti, ma anche gli occhi del 32enne di San Gallo. Una calorosa stretta di mano, un gesto che mi invita a entrare. Poi passiamo di fianco all’ascensore e saliamo le scale a piedi, fino al quarto piano. Il giovane ingegnere affronta ogni gradino con energia; spedito, ma prudente. Per me è difficile immaginare che nell’estate del 2023 Beeli si sia schiantato contro una parete rocciosa dopo una manovra sbagliata durante lo speedflying e abbia fatto un volo di 200 metri sbattendo ripetutamente sulla roccia.
Quando l’ambizione diventa un pericolo
«Il giorno dell’incidente sono andato oltre i limiti» racconta. Prima di quel momento, la sua vita conosceva una sola direzione: verso l’alto. Se nei suoi primi 20 anni aveva imparato qualcosa, era questo: «Impegnandomi posso ottenere qualsiasi cosa». Dopo l’apprendistato come installatore elettricista, aveva conseguito la maturità professionale e studiato elettrotecnica, per poi trovare lavoro come ingegnere presso la Ferrovia retica. Anche la sua vita privata andava a gonfie vele: aveva conosciuto Franziska, insegnante, ed erano andati a vivere insieme.
Ripartire dal basso
«Quando abbiamo saputo dell’infortunio, non avevamo idea di quanto fossero gravi le lesioni e se Nicola avrebbe potuto riprendere l’attività alla Ferrovia retica», ricorda Astrid Schmid, consulente HR alla FR. Il suo primo incontro con Nicola Beeli al centro di riabilitazione di Zihlschlacht, nel Canton San Gallo, l’ha spiazzata: Nicola era estremamente motivato, attento e positivo. Questo l’ha commossa. «È stato bello vedere che Nicola aveva questo obiettivo ben chiaro in mente. Voleva semplicemente tornare alla FR.»
Allenamento di nascosto
La volontà di Nicola Beeli era davvero ferrea. «Sentivo il bisogno di correre, ma i medici mi avevano raccomandato di limitarmi a camminare tranquillo intorno all’edificio». Beeli si atteneva alle indicazioni sul tratto di strada visibile dall’interno attraverso la vetrata, ma appena girato l’angolo correva. Giro dopo giro, sera dopo sera.
Una rete che sostiene
Sonia Stutzmann è case manager della Suva a Coira. Anche lei ha fatto visita a Nicola Beeli in clinica e si è trovata davanti un giovane molto motivato. «Fin dal nostro primo incontro si è dimostrato molto positivo e ambizioso. Voleva tornare, ed è bello che la FR gli abbia dato questa opportunità» afferma la grigionese.
«Ho ricevuto grande sostegno da tutti» ricorda Beeli. I suoi genitori si sono presi cura di lui con amore. E la sua ragazza non solo lo ha sostenuto, ma lo ha anche spronato sistematicamente. «Mi affidava delle incombenze, ad esempio l’acquisto di qualche prodotto che serviva a casa, facendomi capire che mi considerava come il suo compagno, pari a lei, non come una persona bisognosa di aiuto. Per questo le sono molto grato».
Nicola Beeli (32 anni), vittima di un infortunio
«Sono sempre stato convinto di poter raggiungere qualsiasi obiettivo con l’impegno. Dopo l’infortunio, mi impegno ancora di più.»
Ritornare a lavorare
A fine aprile 2024 Beeli inizia un lavoro a titolo di prova presso la FR. Per la prima volta è di nuovo in ufficio a Landquart. Senza pressioni e vincoli. All’incirca ogni sei settimane, l’AI, la Suva e la Ferrovia retica tengono un incontro con lui per fare un punto della situazione sul suo reinserimento. I miglioramenti sono costanti: da poche ore ad aprile 2024 fino al 100 per cento dal 1° settembre 2025.
Un passo indietro e la ripresa
«Poi ho iniziato a commettere più errori» ricorda Beeli. La sua mente non era ancora in grado di gestire la complessità del lavoro. Dal 1° gennaio 2026 la FR ha allentato la pressione con un nuovo contratto di lavoro. Da allora Nicola Beeli è presente in ufficio quattro giorni alla settimana, ma gli viene chiesto un rendimento del 30 per cento. «Prima mi sottoponevano un problema e io trovavo la soluzione e il modo per attuarla, senza aiuto. Adesso il mio capo mi dà le istruzioni necessarie» spiega Beeli.
Inizialmente questo passo indietro lo ha fatto soffrire, racconta Nicola Beeli in questa mattinata primaverile a Landquart. Ma, con sguardo fermo, precisa che la sua determinazione non è venuta meno. Vuole tornare a ricoprire il suo vecchio ruolo, possibilmente lavorando all’80 per cento. «In passato pensavo che con l’impegno avrei potuto ottenere qualsiasi cosa dalla vita. Dopo l’infortunio, di impegno ce ne vuole ancora di più.»