Zecke "Holzbock"
16 aprile 2020 | Comunicato stampa

Le zecche sono tornate

Nonostante la pandemia di coronavirus è ancora permesso fare passeggiate nei boschi e camminare sui prati. Anche i selvicoltori e i giardinieri sono ancora al lavoro. Non bisogna però dimenticare che la maggior parte dei boschi, prati e giardini svizzeri sono popolati da zecche che proprio in questo periodo sono di nuovo in attività.

Indice

Sebbene non esista una protezione totale contro le malattie trasmesse dalle punture di zecca, è comunque possibile ridurre le probabilità di essere morsi con alcune semplici precauzioni:

  • evitare la vegetazione folta, la sterpaglia e il sottobosco durante le passeggiate nei boschi o quando si sta in giardino
  • indossare abiti chiusi di colore chiaro (facilitano l'individuazione delle zecche e ne consentono la rimozione prima che possano pungere)
  • usare un prodotto repellente da spruzzare su pelle e abiti
  • dopo essere stati nei boschi o in giardino fare un attento esame visivo alla ricerca di eventuali zecche
  • se si individua una zecca sul corpo, rimuoverla subito con una pinzetta appuntita o con le speciali pinze per zecche
  • utilizzare l'app Zecche , sviluppata dall'UFSP e dalla ZHAW, per documentare le punture di zecca, reperire informazioni utili e ricevere eventuali avvertimenti.

Felix Ineichen, medico del lavoro alla Suva, raccomanda il vaccino antizecca (come l'UFSP) a tutte le persone che trascorrono regolarmente tempo all'aria aperta e in particolare a chi lavora nel bosco o sui prati. «Il vaccino protegge dalla meningoencefalite primaverile-estiva, una malattia provocata da un virus trasmesso all'uomo dal morso di zecche infette» specifica lo specialista della Suva. Per le categorie professionali esposte a un elevato rischio di morso di zecca, i costi del vaccino sono coperti dal datore di lavoro.

La Suva e gli altri assicuratori LAINF registrano ogni anno ben 11 000 morsi di zecca. Dal punto di vista assicurativo, le punture di zecca sono infatti considerate a tutti gli effetti infortuni e provocano ogni anno costi per un totale di 12,4 milioni di franchi. Il 90 per cento degli infortuni avviene nel tempo libero, mentre sono piuttosto rari i casi riscontrati sul lavoro. Tuttavia, alcune categorie professionali, come i selvicoltori, sono soggette a un rischio notevolmente superiore.

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Per maggiori informazioni sulle zecche si rimanda all'intervista fatta al medico del lavoro Felix Ineichen e disponibile su suva.ch: Come proteggersi dalle zecche.

Per un eventuale articolo sulle zecche trova altro materiale informativo nel nostro opuscolo «Attenzione zecche!».

Per maggiori informazioni sul tema si rimanda al Centro di riferimento nazionale per le malattie trasmesse dalle zecche CNRT .

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Chi siamo

Nata nel 1918, la Suva occupa circa 4500 collaboratrici e collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 sedi di agenzia presenti sul territorio svizzero e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico, assicura circa 130 000 imprese con due milioni di lavoratrici e lavoratori contro le conseguenze degli infortuni sul lavoro e nel tempo libero e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Su mandato della Confederazione gestisce inoltre l’assicurazione militare e l’assicurazione contro gli infortuni per le persone coinvolte in provvedimenti dell’assicurazione per l’invalidità. Il ventaglio di servizi e prestazioni della Suva comprende prevenzione, assicurazione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e distribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio della Suva sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.

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