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21 luglio 2020 | Comunicato stampa

Attenzione: i corsi d'acqua possono essere insidiosi

Durante le vacanze estive molte persone cercano refrigerio da caldo e afa nei corsi d'acqua o in loro prossimità. Ma anche qui i pericoli sono in agguato. Ogni anno gli assicuratori registrano in media 1350 casi di infortunio nel tempo libero; questi si verificano in fiumi e torrenti o in loro prossimità, per un costo totale di 13,5 milioni di franchi. Con le dovute precauzioni, tuttavia, è possibile ridurre il rischio di farsi male.

Indice

      L'estate è sinonimo di vacanze: escursioni, giri in bici e nuoto sono solo alcune delle attività più popolari. E quando il caldo diventa insopportabile, ecco che scatta la voglia di rinfrescarsi nelle acque tranquille di un fiume o di un torrente. Anche le uscite in gommone e le nuotate nei fiumi sono molto apprezzate in questo periodo dell'anno. Ciò nonostante, le attività praticate nei corsi d'acqua o in loro prossimità non sono prive di pericoli. Le analisi statistiche della Suva rivelano infatti che ogni anno circa 1350 persone assicurate secondo la LAINF si infortunano in circostanze del genere.

      Contusioni, distorsioni, lesioni ecc.

      Circa un terzo delle lesioni riguarda la parte inferiore della gamba, i piedi e le caviglie. In un terzo dei casi si tratta di lesioni superficiali, distorsioni e contusioni, ma alcuni subiscono anche lesioni più gravi, talvolta persino mortali. Con un costo medio di 8300 franchi per caso, gli infortuni che si verificano nei corsi d'acqua e in loro prossimità sono più onerosi rispetto alla media. Le spese di cura, di per sé, rappresentano quasi un terzo (precisamente il 31 per cento) dei costi totali, un altro 31 per cento è imputabile alle indennità giornaliere e il 38 per cento alle prestazioni di rendita.

      Meno rischi con la giusta attenzione

      Entrate o uscire da un fiume o da un torrente può essere molto difficile e pericoloso. Secondo la statistica, il 50 per cento degli infortuni si verifica per scivolamento. Al secondo posto come causa più frequente (26 per cento), gli infortunati indicano l'«urto», ad esempio contro pietre appuntite. Nel 33 per cento dei casi, invece, si tratta di infortuni da cadute in piano. Spesso, infatti, Il terreno in prossimità di fiumi o torrenti è irregolare e scivoloso. Per evitare di scivolare e cadere è importante entrare in acqua da un punto sicuro.

      Mantenere l'equilibrio

      Fiumi e torrenti, inoltre, possono farci perdere l'equilibrio a causa delle correnti d'acqua e dell'irregolarità del terreno della riva nel punto di entrata e di uscita. Pertanto si consiglia di prestare grande attenzione a dove si mettono i piedi. L'ideale è scegliere una riva con un terreno stabile e il più possibile asciutto. Inoltre è importante mantenere la massima concentrazione. È bene anche evitare di entrare nei fiumi tuffandosi perché raramente si vede il fondo e quindi non è facile capire l'effettiva profondità.

      No agli atteggiamenti spavaldi

      Anche quando si organizzano gite in gommone lungo i fiumi bisogna essere prudenti. Circa il 10 per cento degli infortuni avvenuti nei corsi d'acqua e in loro prossimità si verifica praticando rafting o durante le uscite in kajak, in canoa o in gommone. Rispettando alcuni accorgimenti si può fare molto per garantire la sicurezza. La Società Svizzera di Salvataggio (SSS) ha pubblicato le seguenti regole:

      • In canotto si deve portare il giubbotto di sicurezza.
      • Non superare il peso massimo indicato sul canotto.
      • Non legare assieme i canotti: non sono più manovrabili.
      • Tratti di fiume sconosciuti devono essere perlustrati prima della partenza.
      • Solo i nuotatori abili e allenati possono avventurarsi in acque libere (fiumi, stagni, laghi).
      • Un eccessivo raffreddamento può provocare crampi. Più l'acqua è fredda e meno si dovrebbe rimanere.

      Chi siamo

      Nata nel 1918, la Suva occupa circa 4500 collaboratrici e collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 sedi di agenzia presenti sul territorio svizzero e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico, assicura circa 130 000 imprese con due milioni di lavoratrici e lavoratori contro le conseguenze degli infortuni sul lavoro e nel tempo libero e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Su mandato della Confederazione gestisce inoltre l’assicurazione militare e l’assicurazione contro gli infortuni per le persone coinvolte in provvedimenti dell’assicurazione per l’invalidità. Il ventaglio di servizi e prestazioni della Suva comprende prevenzione, assicurazione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e distribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio della Suva sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.

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