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28 giugno 2022 | Comunicato stampa

Le regole d’oro della mountain bike per una sana convivenza all’aria aperta

Sono sempre di più le persone che nel loro tempo libero scelgono di immergersi nella natura e si trovano così a dividersi lo spazio disponibile. Le conseguenze sono un forte aumento degli infortuni in mountain bike e un maggiore potenziale di conflitto tra i vari gruppi. Le sei regole di comportamento del codice MTB per la mountain bike favoriscono una convivenza rispettosa.

Indice

Le esperienze outdoor sono di gran moda. La mountain bike, infatti, gode di sempre maggiore popolarità in Svizzera, con una comunità che ora conta circa 550 000 persone. Questo trend si riflette anche nelle vendite di mountain bike tradizionali ed elettriche, pari a 190 804 unità, che rappresentano circa il 40 per cento di tutte le biciclette nuove acquistate in Svizzera nel 2021. Sia il progresso tecnologico sia lo sviluppo di infrastrutture vicine alle esigenze degli utenti, ad esempio teleferiche con possibilità di trasporto delle bici in montagna, contribuiscono ad avvicinare le persone a questo sport. Ciò influisce sulla condivisione degli spazi naturali tra i vari gruppi di persone e può generare tensioni. «Chi è alle prime armi è spesso meno consapevole delle regole di comportamento da seguire in mountain bike, sopravvaluta le proprie capacità e indossa raramente dispositivi di protezione adeguati» spiega Simon Vonmoos, esperto in prevenzione alla Suva. Di conseguenza, il rischio di lesioni aumenta.

Le sei regole di comportamento del codice MTB:

  • Mostra rispetto: saluta e ringrazia le altre persone; dai la precedenza ai pedoni.
  • Proteggiti: indossa casco, occhiali, guanti e altri dispositivi di protezione; fai controllare regolarmente la bici.
  • Rimani sul percorso: rispetta chiusure e divieti di transito; evita le scorciatoie.
  • Rispetta l’ambiente: rispetta animali e piante; chiudi i passaggi nelle recinzioni.
  • Non lasciare tracce: evita le derapate; non abbandonare i rifiuti nell’ambiente.
  • Conosci i tuoi limiti: guida con prudenza e concentrazione; adatta la velocità alla situazione e alle tue capacità.

Messaggi chiari per una convivenza pacifica e senza infortuni

L’incremento delle attività nelle zone dedicate alle escursioni a piedi e in mountain bike ha spinto la Suva, l’Ufficio prevenzione infortuni (upi), SvizzeraMobile, l’International Mountain Bicycling Association Svizzera (IMBA Svizzera), l’associazione Sentieri Svizzeri nonché ulteriori gruppi di interesse a rielaborare il codice MTB esistente. I sei messaggi, formulati in modo chiaro e incisivo, sono finalizzati a favorire una convivenza sicura e pacifica tra i vari sportivi che affollano i sentieri. «I simboli, facili da ricordare, vengono esposti con adeguati mezzi pubblicitari nelle regioni turistiche di montagna, nei bikepark, in città e negli insediamenti urbani nonché in prossimità dei punti nevralgici dei sentieri in tutta la Svizzera. In questo modo speriamo che ottengano grande visibilità, favorendo così una convivenza rispettosa nella natura» spiega Vonmoos. Il tutto viene accompagnato da una campagna sui social media.

La moda della mountain bike causa un incremento degli infortuni

Dal 2010 al 2019 gli infortuni in mountain bike registrati dagli assicuratori sono passati da 5300 a 9100, segnando un aumento di oltre il 70 per cento, con un trend in ulteriore crescita. La causa va ricercata nella sempre maggiore popolarità di questo sport. La maggior parte degli infortuni si verifica tra maggio e ottobre, e in circa l’80 per cento dei casi gli infortunati sono uomini. Si registrano soprattutto fratture, distorsioni, stiramenti e ferite superficiali agli arti superiori. Un infortunio in mountain bike costa in media 6600 franchi. Circa il 38 per cento dei casi comporta il versamento di indennità giornaliere da parte dell’assicurazione infortuni. Oltre alle sofferenze per le persone che li subiscono, gli infortuni comportano assenze che generano anche perdite economiche per le imprese. «È pertanto essenziale sensibilizzare gli appassionati di mountain bike su determinati aspetti» conferma Vonmoos.

Ulteriori informazioni a tale proposito sono riportate alle pagine suva.ch/mountainbike e www.bfu.ch/it/consigli/tour-in-mtb

Chi siamo

Nata nel 1918, la Suva occupa circa 4400 collaboratrici e collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 sedi di agenzia presenti sul territorio svizzero e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico, assicura circa 130 000 imprese con due milioni di lavoratrici e lavoratori contro le conseguenze degli infortuni sul lavoro e nel tempo libero e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Su mandato della Confederazione gestisce inoltre l’assicurazione militare e l’assicurazione contro gli infortuni per le persone coinvolte in provvedimenti dell’assicurazione per l’invalidità. Il ventaglio di servizi e prestazioni della Suva comprende prevenzione, assicurazione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e distribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio della Suva sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.

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