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11 dicembre 2023 | di Regula Müller

Sopravvivere a gravi ustioni e continuare a vivere

Philipp Bosshard lavorava nel genio civile quando una miscela di gas ha preso fuoco in un pozzo a dieci metri di profondità. Le ustioni gli hanno provocato dolori inimmaginabili. Ora riesce a gestire la sua vita, allenandosi in modo professionale per le gare di triathlon.

Indice

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      Ustioni gravissime

      Philipp Bosshard (36) corre, nuota e va in bicicletta, percorrendo ogni giorno molti chilometri. Dopo l’infortunio, nel quale ha riportato gravi ustioni sull’88 per cento della pelle, ha iniziato ad allenarsi per il triathlon. «L’allenamento mi aiuta sia a livello fisico che mentale», racconta Philipp Bosshard. «Da un lato mi porta a conoscere persone e a non isolarmi. Dall’altro mantiene flessibile la mia pelle, in particolare il tessuto cicatriziale.»

      Intrappolato nelle fiamme

      Era il 2 giugno 2014 quando Philipp Bosshard durante il suo lavoro al genio civile scese in un pozzo largo 62 centimetri e profondo dieci metri. Stava eseguendo al suo interno lavori di saldatura, quando la miscela di gas ha preso fuoco. «In una frazione di secondo il tubo era in fiamme e io mi trovavo completamente al suo interno. Sono rimasto cosciente fino a quando gli operatori sanitari mi hanno sedato sul luogo dell’infortunio.» Con ustioni così gravi che interessano tutto il corpo non si sopravvive normalmente, secondo i medici.

      Dolori insopportabili e pensieri positivi

      È seguito un intervento chirurgico di 13 ore, dopo il quale Philipp Bosshard è rimasto due mesi in coma farmacologico e ha trascorso poi dodici mesi in terapia intensiva con innumerevoli altri interventi. A metà del 2015 ha potuto lasciare l’ospedale ed entrare nella clinica di riabilitazione di Bellikon. Anche lì è rimasto un anno intero. «Il periodo trascorso al reparto di terapia intensiva per grandi ustionati è stato un periodo molto buio. I dolori erano insopportabili e ho avuto una ricaduta dietro l’altra.» Ogni cinque giorni mi cambiavano la medicazione sotto anestesia totale. Per distrarsi Bosshard viaggiava con la fantasia, immaginando di sciare in montagna. «Questo mi ha dato nuovo coraggio.»

      Allenarsi come triatleta professionista

      Due anni dopo l’infortunio Bosshard ha potuto fare rientro a casa. Doveva trovare un modo per muovere il corpo ogni giorno, visto che la pelle si contraeva molto durante la notte. Inoltre la sua resistenza era scesa a livelli minimi. «Volevo poter salire di nuove le scale senza pause. Così ho iniziato la corsa e poi l’allenamento in bicicletta. Il nuoto è arrivato dopo come terza disciplina.» Ha iniziato presto a seguire un programma di allenamento, trasferendosi in Engadina e allenandosi accanto a professionisti come Daniela Ryf. Nel 2019 Bosshard ha completato il suo primo triathlon con la distanza olimpica. Quest’autunno ha gareggiato in Olanda nel suo primo triathlon di lunga distanza.

      Ogni giorno con la gioia di vivere

      Philipp Bosshard non ha perso il suo ottimismo per la vita neanche a seguito dell’infortunio. Questo lo ha aiutato ad affrontare ciò che gli è successo. «Ho imparato ad accettare il mio nuovo corpo. Non ne soffro.» Ciò che invece è difficile per il trentaseienne è incontrare gli sguardi dei passanti. Ovunque vada si trova sempre suo malgrado al centro delle attenzioni. «L’infortunio ha cambiato il mio aspetto esteriore, ma non la mia personalità.»

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