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Requisiti di sicurezza per barriere fotoelettriche

Le barriere fotoelettriche, in combinazione con i ripari fissi, forniscono la sicurezza necessaria durante l’utilizzo delle presse. Scopritene qui l’utilizzo, le condizioni, l’effetto protettivo e i requisiti di sicurezza.

Indice

L'essenziale in breve

I lavori sulle presse sono considerati pericolosi. Ecco perché dovete proteggere al meglio i vostri collaboratori dai pericoli. Le barriere fotoelettriche rappresentano una tipica misura di protezione.

Ecco i punti principali.

  • Le barriere fotoelettriche servono, in combinazione con i ripari fissi, a proteggere la zona utensili delle presse
  • Se si introducono le mani nella zona utensili attraverso la barriera fotoelettrica, la corsa della pressa si arresta.
  • La distanza di sicurezza tra il campo protettivo della barriera fotoelettrica e la zona di pericolo più vicina deve essere tale che i movimenti pericolosi della pressa siano interrotti prima che un operatore possa raggiungere la zona di pericolo.

In questa pagina troverete i requisiti di sicurezza applicabili per diversi tipi di barriere fotoelettriche.

Impiego

Gli spazi utensili delle presse sono messi al sicuro mediante l’uso di barriere fotoelettriche in combinazione con ripari fissi. Vengono azionate in presse a mano o in automatico. Di regola, la corsa della pressa viene azionata da un pedale o da un comando a due mani. Nelle presse più piccole, una barriera fotoelettrica può fungere anche da «dispositivo di sicurezza con comando dell’avviamento», ossia può avviare la corsa della pressa.

Protezione

Se si introducono le mani nella zona utensili attraverso il campo protetto dalla barriera fotoelettrica (interruzione dei raggi luminosi), la corsa non si avvia oppure, se è già avviata, si arresta. Le barriere fotoelettriche non offrono alcuna protezione in caso di proiezione di oggetti.

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Lavoro manuale su una pressa con barriera fotoelettrica e riparo fisso laterale. La corsa della pressa viene azionata da un comando a due mani.

 

Condizioni d’uso

L’uso delle barriere fotoelettriche presuppone che la corsa della pressa possa essere arrestata in qualsiasi posizione. Sulle presse con accoppiamento geometrico (ad es. innesto a chiavetta girevole) questi dispositivi di protezione non sono consentiti.

Requisiti

A seconda del tipo di pressa, i requisiti di sicurezza differiscono. Lo scopo, però, è sempre lo stesso: proteggere l’operatore dallo schiacciamento o dall’intrappolamento di parti del corpo nella pressa.

I dispositivi di protezione di tipo immateriale devono essere installati in modo che si possano introdurre le mani nella zona utensili solo attraverso il campo di intercettazione della barriera. In altre parole, non deve essere possibile aggirare la barriera di protezione né da sotto, né da sopra, né dai lati.

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Aggiramento della barriera da sotto

 
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Aggiramento della barriera da sopra

 

Le aperture tra la barriera e il corpo della macchina devono essere coperte da ripari fissi in modo che la barriera non possa essere in alcun modo aggirata o scavalcata. Queste aperture possono trovarsi, ad esempio, ai lati o nella parte posteriore della zona utensili oppure tra il fascio luminoso più in basso o più alto e il corpo della pressa.

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Riparo fisso apribile solo con appositi attrezzi (protezione antiaggiramento)

 

Eventuali aperture di scarico (ad es. scivoli per pezzi) devono soddisfare i requisiti della norma SN EN ISO 13857 in termini di dimensioni e distanza di sicurezza dalla zona di pericolo (vedi SN EN ISO 13857).

Qualora sia possibile sostare nello spazio tra la barriera fotoelettrica e la pressa, devono essere presenti ulteriori dispositivi di sicurezza per il rilevamento di persone. Lo spazio non protetto non deve superare i 75 mm.

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Aggiramento della barriera da dietro

 
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Distanza massima di 75 mm tra la barriera e il corpo della macchina

 

Ulteriori dispositivi di protezione per il rilevamento di persone sono, ad esempio, i laser scanner oppure le barriere immateriali orizzontali.

Lo spazio vuoto può anche essere ridotto da un riparo fisso. Una protezione finalizzata a impedire l'accesso posteriore deve essere montata in maniera fissa (ad es. saldata sul corpo della macchina) e non deve essere rimossa in alcun caso. Va inoltre contrassegnata in giallo come dispositivo di protezione.

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Protezione contro l'accesso posteriore grazie a una seconda barriera orizzontale

 

La distanza di sicurezza S compresa tra lo spazio protetto dalla barriera e la zona di pericolo più vicina all'operatore deve essere misurata in modo tale che, in caso di accesso, la pressa possa arrestare i movimenti pericolosi (tramite chiusura utensili, espulsore ecc.) prima che venga raggiunta la zona di pericolo.

La distanza di sicurezza dipende dai seguenti fattori:

  • dalla velocità di avanzamento K (velocità mano-braccio)
  • dal tempo di arresto T della pressa (lasso di tempo che intercorre tra l'interruzione provocata dalla barriera fino all'arresto della macchina)
  • dalla capacità di risoluzione della barriera (valore C).

La distanza di sicurezza viene calcolata in base alla formula S = K x T + C e non deve mai essere inferiore a 100 mm.

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Distanza di sicurezza della barriera rispetto al punto pericoloso più vicino

 

Se la distanza di sicurezza S è ≤ 500 mm, deve essere utilizzata la velocità di intervento K = 2000 mm/s. Utilizzare la velocità di intervento K = 1600 mm/s se la distanza di sicurezza è > 500 mm o se la pressa è stata immessa sul mercato prima del 1° gennaio 1997.

Risoluzione dellabarriera [mm]

Valore C1) [mm]
Funzionamento a passo (avvio corsa tramite barriera)

≤ 14

> 14 ≤ 20

> 20 ≤ 30

0
80
130
consentito
> 30 ≤ 40
> 40
240
850
non consentito

L’ulteriore distanza di sicurezza C dipende dalla risoluzione della barriera:

1) Sulle presse messe in circolazione prima del 1° gennaio 1997, se la risoluzione della barriera è >14 ≤ 30 mm il valore C è pari a 60 mm, mentre con una risoluzione >30 ≤ 40 mm, il valore C deve essere pari a 80 mm.

Importante:

  • La distanza di sicurezza S deve essere indicata sulla pressa.
  • L’attrezzatore deve verificare ad ogni regolazione se la distanza di sicurezza è corretta.
  • Il tempo di arresto T e la distanza di sicurezza S devono essere verificati periodicamente da personale specializzato.

Se la corsa della pressa è azionata dal comando della barriera di protezione (funzionamento a passo), bisogna rispettare anche i seguenti requisiti di sicurezza:

  • La profondità del banco pressa non deve superare i 1000 mm, mentre la sua altezza non deve essere inferiore a 750 mm e la lunghezza massima della corsa deve essere pari a 600 mm.
  • Se il banco della pressa è posizionato a meno di 750 mm, prima del banco, a un'altezza di 750 mm, deve essere installato (ad es. saldato) un riparo fisso che va contrassegnato in giallo come dispositivo di protezione.
  • Se su una pressa sono presenti più barriere fotoelettriche, la corsa della pressa deve poter essere comandata solo da una barriera.
  • Se entro 30 secondi dalla fine della corsa della pressa non avviene un secondo avvio da parte della barriera, per avviare una seconda corsa bisogna premere il tasto di conferma.
  • La capacità di risoluzione della barriera fotoelettrica non deve essere superiore a 30 mm (vedi tabella precedente).
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Per il funzionamento a passo bisogna rispettare le dimensioni della zona utensili indicate nella figura.

 
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Lavoro manuale su una pressa con funzionamento a passo. La corsa della pressa viene avviata dalla barriera fotoelettrica.

 

Nota Bene:
Equipaggiare a posteriori una pressa con una barriera fotoelettrica per il funzionamento a passo significa cambiare notevolmente il funzionamento della pressa. Dopo il retrofit, la pressa deve essere conforme alle norme che disciplinano la messa in circolazione di nuove macchine.

Requisiti per le presse messe in circolazione dopo il 1.1.1997: i componenti di sicurezza dei comandi devono soddisfare i requisiti imposti dalle norme EN per le presse:

  • Per le presse messe in commercio per la prima volta dopo il 1.1.1997: categoria 4 secondo la norma EN 954-1 o performance level e e categoria 4 secondo la norma EN ISO 13849-1.
  • Le parti relative alla sicurezza del sistema di comando per le funzioni di avvio e arresto del punzone devono essere ridondanti e monitorate. Nel sistema elettrico tali funzioni devono essere cablate

Requisiti per le presse messe in circolazione prima del 1.1.1997:

  • il comando deve presentare come minimo un grado di «elevata sicurezza» secondo la direttiva CFSL 1722, nel frattempo ritirata.

Le barriere fotoelettriche possono diventare inefficaci a causa di riflessi (ad esempio parti riflettenti) o della deregolamentazione. Pertanto, è necessario che i vostri allestitori verifichino l’efficacia della barriera fotoelettrica quotidianamente e dopo ogni allestimento. A tale scopo bisogna utilizzare l’astina di prova fornita dal costruttore. Conservatela nelle vicinanze della pressa.

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L¹astina di prova consente di testare la funzionalità della barriera fotoelettrica. Per motivi pratici, posizionatela accanto alla pressa.

L'efficacia della barriera fotoelettrica deve essere verificata ogni giorno dall'attrezzatore e dopo ogni regolazione. A tale scopo bisogna utilizzare l'astina di prova fornita dal costruttore. Questo strumento deve essere custodito vicino alla pressa.

Per riconoscere i fenomeni di riflessione parassita e disallineamento bisogna posizionare l'astina di prova sull'emettitore, sul ricevitore e a metà della barriera fotoelettrica e con essa verificare se il led a luce rossa lampeggia per tutta la lunghezza del campo di protezione e quindi segnala l'interruzione di tale campo.

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Un operatore mantiene un’astina in orizzontale davanti a una pressa. Sta controllando il funzionamento della barriera fotoelettrica.embr//em

Facendo scorrere l'astina di prova sopra, sotto e lungo i margini del campo si verifica se la protezione è garantita sia sotto che sopra la barriera.

Controllo della barriera con l'astina di prova. Lo scopo è individuare eventuali fenomeni di riflessione parassita o disallineamento (sinistra) e verificare se la protezione è garantita sia sotto che sopra i fasci luminosi (destra).

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Controllo della barriera con l’astina di prova. Lo scopo è individuare eventuali fenomeni di riflessione parassita o disallineamento (sinistra) e verificare se la protezione è garantita sia sotto che sopra i fasci luminosi (destra).

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