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18 luglio 2023 | Comunicato stampa

Oltre il 90 per cento degli infortunati torna al lavoro

Nel 2022 sono stati notificati alla Suva oltre 250 000 infortuni con un’incapacità al lavoro superiore ai tre giorni. L’incapacità lavorativa è stata in media di 43 giorni. Il 92 per cento delle persone colpite ha potuto riprendere il lavoro. Le lesioni più frequenti sono state fratture, distorsioni o contusioni.

Indice

      La vita è bella quando tutti stanno bene... A volte bastano pochi secondi o un attimo di distrazione per provocare un infortunio e stravolgere l’esistenza di una persona. In seguito, per riconquistare la vita e ritornare nel mondo professionale possono trascorrere mesi o anni.

      Aiutare le persone infortunate a ritrovare la quotidianità e il mondo del lavoro è un aspetto fondamentale per la Suva. Alcuni studi dimostrano che, dopo sei mesi di incapacità al lavoro, la possibilità di riabbracciare la professione si riduce della metà. Per questo è importante che le persone infortunate possano rientrare al lavoro il più presto possibile.

      Oltre il 90 per cento torna al lavoro

      Nella cerchia dei propri assicurati, lo scorso anno la Suva ha registrato oltre 250 000 infortuni con un’incapacità al lavoro superiore ai tre giorni. I giorni di incapacità lavorativa sono stati in media 43. L’80 per cento delle persone infortunate era di sesso maschile, il 20 per cento femminile. L’età media era di 41 anni. La maggior parte delle persone lavorava nel settore edile, in aziende commerciali e magazzini nonché nel prestito di personale. Le lesioni più frequenti erano fratture, distorsioni o contusioni e riguardavano in particolare ginocchia, caviglie, dita e spalle.

      Il 92 per cento delle persone infortunate ha potuto riprendere la propria attività e ha necessitato solo temporaneamente di un sostegno finanziario e/o di una consulenza. Il tasso di reinserimento della Suva si mantiene quindi a un livello elevato. In media, circa il 90 per cento delle persone infortunate ha ripreso a lavorare.

      Indennità giornaliere dal terzo giorno dopo l’infortunio

      In caso di incapacità al lavoro, le persone colpite percepiscono dal terzo giorno dopo l’infortunio un’indennità giornaliera pari all’80 per cento del loro ultimo salario lordo. La durata massima di percezione non è sottoposta a limitazioni: fintanto che lo stato di salute non è stabile, le indennità giornaliere vengono versate. Nel 2022 la Suva ha corrisposto in media 6200 franchi di indennità giornaliera per caso, per un totale di 1,54 miliardi di franchi. Questa cifra è superiore a quanto la Suva ha versato per le spese di cura complessive destinate alle cure mediche e terapeutiche dei suoi assicurati (1,14 miliardi di franchi).

      «Le indennità giornaliere della Suva sono importanti prestazioni temporanee per assicurare il sostentamento delle persone infortunate e sgravare i datori di lavoro, poiché viene meno l’obbligo di continuare a versare il salario. La Suva fornisce così un contributo significativo alla sicurezza sociale e alla piazza produttiva svizzera» spiega Barbara Ingold Boner, responsabile dell’elaborazione dei casi alla Suva.

      Di una reintegrazione riuscita beneficiano tutte le parti coinvolte, anche in ottica finanziaria: i minori costi per le indennità giornaliere e le rendite si traducono infatti in riduzioni dei premi per tutti gli assicurati della Suva.

      Maggiori informazioni

      Chi siamo

      Nata nel 1918, la Suva occupa circa 4500 collaboratrici e collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 sedi di agenzia presenti sul territorio svizzero e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico, assicura circa 130 000 imprese con due milioni di lavoratrici e lavoratori contro le conseguenze degli infortuni sul lavoro e nel tempo libero e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Su mandato della Confederazione gestisce inoltre l’assicurazione militare e l’assicurazione contro gli infortuni per le persone coinvolte in provvedimenti dell’assicurazione per l’invalidità. Il ventaglio di servizi e prestazioni della Suva comprende prevenzione, assicurazione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e distribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio della Suva sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.

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