Amianto vietato da 35 anni in Svizzera: il pericolo rimane
Nel 1990 è entrato in vigore in Svizzera il divieto generale di uso dell’amianto, che proibiva l’impiego, la vendita nonché l’importazione e l’esportazione di materiali che lo contenevano. In quel tempo era una misura pionieristica in Europa. A distanza di 35 anni, è chiaro che siamo ancora ben lungi dal poter ritenere chiuso questo capitolo. Quando si ristrutturano, rinnovano o smantellano edifici costruiti prima del 1990 si deve ancora oggi fare i conti con la presenza dell’amianto.
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L'essenziale in breve
Era considerato un materiale miracoloso: resistente al fuoco, conveniente, versatile. Nei tetti, nei pavimenti, nelle facciate, persino nella colla per piastrelle e nell’intonaco: l’amianto era ovunque. Finché non si è capito che già quantità minime delle fibre di cui è composto possono risultare fatali.
- Nel 1990 è stata vietata in Svizzera l’immissione sul mercato di materiali contenenti amianto.
- Da allora si continuano a contare decessi causati dall’esposizione all’amianto: sono decine ogni anno.
- Le ristrutturazioni e i lavori di smantellamento che interessano edifici costruiti prima del 1990 implicano ancora oggi un grave pericolo legato all’amianto.
Perché si è reso necessario il divieto?
Per decenni, l’amianto è stato considerato un materiale edile universale: conveniente, versatile, resistente al fuoco – in poche parole, una «fibra miracolosa». Solo in seguito si è capito quanto invece sia pericoloso. Il ritardo con cui si è giunti a questa consapevolezza è dovuto al fatto che le conseguenze mortali dell’esposizione all’amianto si manifestano a distanza di lungo tempo – in particolare nel caso dei mesoteliomi (tumori a carico della pleura e del peritoneo) anche 30-45 anni dopo.
Come stanno le cose a 35 anni dall’introduzione del divieto?
Circa tre quarti degli immobili costruiti prima del 1990 contengono tuttora amianto. Non lo vediamo e non ne percepiamo la presenza all’olfatto, ma diventa un pericolo mortale nel momento in cui seghiamo, perforiamo o abbattiamo le strutture dell’edificio.
Particolarmente insidioso, poi, è il fatto che malattie come il mesotelioma si sviluppano solo a distanza di decenni dall’esposizione al materiale. Molti di quanti periscono oggi a causa dell’amianto hanno inalato le pericolose fibre negli anni Settanta e Ottanta.
In sette punti, ecco cosa è cambiato oggi
- Visibilità del rischio: le autorità e la Suva comunicano in modo proattivo, sensibilizzando tanto i professionisti quanto le persone appassionate di fai da te riguardo al fatto che l’amianto non è più una «fibra miracolosa» bensì una sostanza ad alto rischio.
- Procedure vincolanti: non è più accettabile eseguire lavori preliminari su edifici del periodo pre- o post-bellico fino al 1990 senza aver condotto gli opportuni accertamenti. Una valutazione dei pericoli rientra ormai nello standard.
- Lavori di bonifica e smantellamento qualificati: possono essere svolti esclusivamente da aziende certificate, con livelli di protezione, piani per la depressione e il filtraggio e misurazioni di declassamento ben definiti.
- Migliore disponibilità di dati: curve di esposizione e numero di casi vengono registrati in modo sistematico e utilizzati ai fini della prevenzione.
- Canali di smaltimento chiari: esistono disposizioni precise per l’imballaggio, il trasporto e lo smaltimento.
- Consapevolezza circa la presenza di amianto: le persone che possiedono o prendono in affitto una casa sono più consapevoli del fatto che gli edifici antecedenti al 1990 possono essere a rischio, per fattori che vanno dal fibrocemento a colle e intonaci.
- Previdenza di lungo periodo: il riconoscimento delle malattie professionali non è soggetto a prescrizione. La presa in carico per le persone colpite rimane importante, perché continueranno a emergere casi di malattia.
Sei regole che salvano la vita
Solo chi segue le sei regole vitali riduce efficacemente il rischio legato all’amianto.
- In caso di opere a edifici costruiti prima del 1990, tenete sempre conto della possibile presenza di amianto.
- Prima di iniziare i lavori, eseguite un accertamento delle sostanze nocive e una valutazione dei rischi.
- Se, malgrado un’accurata preparazione, riscontrate la presenza di amianto solo quando già state lavorando, sospendete immediatamente i lavori e adottate le opportune misure di protezione.
- I superiori istruiscono il personale.
- Usate i dispositivi di protezione individuale: eseguite i lavori in base allo stato attuale della tecnica.
- Al termine dei lavori, pulite in modo accurato la zona di lavoro e smaltite correttamente il materiale contenente amianto.
Un bilancio amaro a 35 anni dal divieto di amianto
Il divieto di amianto introdotto nel 1990 ha rappresentato una pietra miliare. Ma far scomparire questo materiale da muri, pavimenti e tetti non è così facile. Anche se l’amianto è stato bandito 35 anni fa, le persone finiscono ancora oggi per esporsi alle sue pericolose fibre. E le conseguenze letali si manifestano solo dopo 30-50 anni. Certo, le operazioni di bonifica dall’amianto proseguono, ma con lentezza. È quindi davvero fondamentale che le artigiane e gli artigiani come pure le proprietarie e i proprietari di immobili conoscano le regole vitali e le applichino in modo sistematico durante i lavori di ristrutturazione e smantellamento di vecchi edifici.
Ulteriori informazioni sul tema sono disponibili su Forum Amianto