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Amianto vietato da 35 anni in Svizzera: il pericolo rimane

Nel 1990 è entrato in vigore in Svizzera il divieto generale di uso dell’amianto, che proibiva l’impiego, la vendita nonché l’importazione e l’esportazione di materiali che lo contenevano. In quel tempo era una misura pionieristica in Europa. A distanza di 35 anni, è chiaro che siamo ancora ben lungi dal poter ritenere chiuso questo capitolo. Quando si ristrutturano, rinnovano o smantellano edifici costruiti prima del 1990 si deve ancora oggi fare i conti con la presenza dell’amianto.

Murielle Müller
18.12.2025
ca. 3 min

Indice

L'essenziale in breve

Era considerato un materiale miracoloso: resistente al fuoco, conveniente, versatile. Nei tetti, nei pavimenti, nelle facciate, persino nella colla per piastrelle e nell’intonaco: l’amianto era ovunque. Finché non si è capito che già quantità minime delle fibre di cui è composto possono risultare fatali.

  • Nel 1990 è stata vietata in Svizzera l’immissione sul mercato di materiali contenenti amianto.
  • Da allora si continuano a contare decessi causati dall’esposizione all’amianto: sono decine ogni anno.
  • Le ristrutturazioni e i lavori di smantellamento che interessano edifici costruiti prima del 1990 implicano ancora oggi un grave pericolo legato all’amianto.

Perché si è reso necessario il divieto?

Per decenni, l’amianto è stato considerato un materiale edile universale: conveniente, versatile, resistente al fuoco – in poche parole, una «fibra miracolosa». Solo in seguito si è capito quanto invece sia pericoloso. Il ritardo con cui si è giunti a questa consapevolezza è dovuto al fatto che le conseguenze mortali dell’esposizione all’amianto si manifestano a distanza di lungo tempo – in particolare nel caso dei mesoteliomi (tumori a carico della pleura e del peritoneo) anche 30-45 anni dopo.

La base legale relativa all'amianto
Amianto

La base legale relativa all'amianto

L’amianto è potenzialmente presente in tutti gli edifici costruiti prima del 1990. Vi informiamo sul quadro giuridico.
Di più sull'amianto e il diritto

Come stanno le cose a 35 anni dall’introduzione del divieto?

Circa tre quarti degli immobili costruiti prima del 1990 contengono tuttora amianto. Non lo vediamo e non ne percepiamo la presenza all’olfatto, ma diventa un pericolo mortale nel momento in cui seghiamo, perforiamo o abbattiamo le strutture dell’edificio.

Particolarmente insidioso, poi, è il fatto che malattie come il mesotelioma si sviluppano solo a distanza di decenni dall’esposizione al materiale. Molti di quanti periscono oggi a causa dell’amianto hanno inalato le pericolose fibre negli anni Settanta e Ottanta.

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In sette punti, ecco cosa è cambiato oggi

  1. Visibilità del rischio: le autorità e la Suva comunicano in modo proattivo, sensibilizzando tanto i professionisti quanto le persone appassionate di fai da te riguardo al fatto che l’amianto non è più una «fibra miracolosa» bensì una sostanza ad alto rischio.
  2. Procedure vincolanti: non è più accettabile eseguire lavori preliminari su edifici del periodo pre- o post-bellico fino al 1990 senza aver condotto gli opportuni accertamenti. Una valutazione dei pericoli rientra ormai nello standard.
  3. Lavori di bonifica e smantellamento qualificati: possono essere svolti esclusivamente da aziende certificate, con livelli di protezione, piani per la depressione e il filtraggio e misurazioni di declassamento ben definiti.
  4. Migliore disponibilità di dati: curve di esposizione e numero di casi vengono registrati in modo sistematico e utilizzati ai fini della prevenzione.
  5. Canali di smaltimento chiari: esistono disposizioni precise per l’imballaggio, il trasporto e lo smaltimento.
  6. Consapevolezza circa la presenza di amianto: le persone che possiedono o prendono in affitto una casa sono più consapevoli del fatto che gli edifici antecedenti al 1990 possono essere a rischio, per fattori che vanno dal fibrocemento a colle e intonaci.
  7. Previdenza di lungo periodo: il riconoscimento delle malattie professionali non è soggetto a prescrizione. La presa in carico per le persone colpite rimane importante, perché continueranno a emergere casi di malattia.
Cos’è l’amianto e a cosa bisogna prestare attenzione?
Amianto

Cos’è l’amianto e a cosa bisogna prestare attenzione?

Nonostante il divieto del 1990, l’amianto è ancora presente in centinaia di migliaia di edifici. Vi mostriamo dove si nasconde e come procedere per non correre alcun rischio.
Di più sui pericoli dell’amianto

Sei regole che salvano la vita

Solo chi segue le sei regole vitali riduce efficacemente il rischio legato all’amianto.

  1. In caso di opere a edifici costruiti prima del 1990, tenete sempre conto della possibile presenza di amianto.
  2. Prima di iniziare i lavori, eseguite un accertamento delle sostanze nocive e una valutazione dei rischi.
  3. Se, malgrado un’accurata preparazione, riscontrate la presenza di amianto solo quando già state lavorando, sospendete immediatamente i lavori e adottate le opportune misure di protezione.
  4. I superiori istruiscono il personale.
  5. Usate i dispositivi di protezione individuale: eseguite i lavori in base allo stato attuale della tecnica.
  6. Al termine dei lavori, pulite in modo accurato la zona di lavoro e smaltite correttamente il materiale contenente amianto.

Un bilancio amaro a 35 anni dal divieto di amianto

Il divieto di amianto introdotto nel 1990 ha rappresentato una pietra miliare. Ma far scomparire questo materiale da muri, pavimenti e tetti non è così facile. Anche se l’amianto è stato bandito 35 anni fa, le persone finiscono ancora oggi per esporsi alle sue pericolose fibre. E le conseguenze letali si manifestano solo dopo 30-50 anni. Certo, le operazioni di bonifica dall’amianto proseguono, ma con lentezza. È quindi davvero fondamentale che le artigiane e gli artigiani come pure le proprietarie e i proprietari di immobili conoscano le regole vitali e le applichino in modo sistematico durante i lavori di ristrutturazione e smantellamento di vecchi edifici.

Ulteriori informazioni sul tema sono disponibili su Forum Amianto .

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